|
|
|
|
 |
|
Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
|
|
|
Anno 11 - numero 2297 di mercoledì 09 dicembre 2009
Rapporti Regionali Inail 2008: Toscana e Lazio Presentato il rapporto regionale sull’andamento degli infortuni e delle malattie professionali in Toscana e in Lazio.
google_ad_client
Toscana
Nel 2008 in Toscana il numero degli incidenti sul lavoro è stato di 69.198
casi contro i 72.212 dell'anno precedente, con un calo del 4,0% in linea con
quello registrato a livello
nazionale (-4,1%).
Più precisamente dei 69.198 infortuni 61.245 si sono verificati "in
occasione di lavoro" e 7.953 "in itinere".
---- L'articolo continua dopo la pubblicità ----

Per quanto riguarda gli infortuni con esiti mortali purtroppo il dato in
Toscana si pone in controtendenza
rispetto a quello nazionale. In Italia, infatti, si registra un decremento pari
al 7,2% mentre in Toscana i casi mortali sono passati dai 70 del 2007 ai 79 del
2008 (+17%).
La provincia più virtuosa è stata quella di Siena con un decremento del 7,1%,
mentre Pistoia è in controtendenza con un aumento di casi pari al 2,5%.
Tutti i settori di attività hanno registrato un decremento degli eventi
infortunistici: la gestione agricoltura
registra un -8,2%;la gestione industria e servizi un -4,2%; la gestione per
conto stato -0,5% .
Il settore che ha registrato il maggiore calo di infortuni è stato quello delle
costruzioni (-13,4%), per contro nel medesimo settore sono avvenuti più infortuni mortali (16 casi di cui 3
accaduti nel cantiere della variante di valico). Altro settore con forte
incremento di casi mortali è stato quello dei trasporti
dove si è passati dai 4 eventi del 2007 ai 14 del 2008.
L'andamento infortunistico negli ultimi cinque anni è comunque in costante
diminuzione e questo fa ben sperare per
il futuro. I controlli funzionano sempre meglio, la consapevolezza da parte
delle imprese sulla necessità di investire in sicurezza è sempre maggiore.
Si deve tenere conto nell'analisi del fenomeno dell'indice di frequenza
infortunistica rispetto alle ore lavorate. La Toscana ha un indice di 108,9 che
si pone poco al di sopra della media nazionale che è di 100.
In Toscana sono state adottate misure incisive per contrastare il doloroso
fenomeno degli infortuni sul lavoro su diversi fronti e in sinergia tra gli
enti proposti come ad es. campagne di vigilanza straordinaria nei cantieri
edili, campagne di formazione/informazione per la sicurezza nei luoghi di
lavoro, importanti protocolli per azioni positive nei settori più
rischiosi,osservatori infortuni, tutte iniziative che hanno come obiettivo
anche quello di creare una cultura alla sicurezza che si sostanzi sempre più in una cultura alla vita.
Il
Rapporto Annuale Regionale 2008 - Toscana (formato PDF, 313 kB).
Lazio
Nel 2008 nella nostra regione sono stati denunciati n. 57.924 infortuni con
una lieve flessione rispetto al 2007 (57994 infortuni denunciati) che, in
termini numerici rappresenta uno -0,12 % ma tradotta in termini umani significa
che 70 lavoratori e le loro famiglie non hanno subito traumi e continuano a
condurre una normale esistenza.
Tale dato assume maggiore significatività se ricondotto al quadro
macro-economico ed occupazionale della regione, il Lazio, infatti, nel 2008 ha
registrato, in termini di forza lavoro, rispetto all'anno precedente, un
aumento sensibile pari al +2,6% a fronte di un dato Italia attestatosi al +
1,5%. In totale, nel settore industria e servizi si sono registrati
complessivamente per il 2008 n. 52.680 infortuni, rispetto ai 52.901 del 2007,
con una riduzione percentuale del -0,4%.
In particolare, il settore con il maggior calo di infortuni è stato quello
manifatturiero con un -9% rispetto al 2007. Anche il settore delle costruzioni
ha fatto registrare una riduzione del -7,4%. Il trend in riduzione è confermato
anche nel settore dell'agricoltura, ove nel 2008 si sono verificati n. 2014
infortuni, contro i 2094 del 2007, con una flessione del - 3,8%.
Il focus a livello delle singole province conferma per i territori di Rieti,
(2,6%) Frosinone (-3,5%) e Viterbo (-3,1%) una contrazione del fenomeno, per
quello di Latina un aumento del 2% mentre quello di Roma presenta una
situazione pressoché stazionaria con un lieve incremento dello 0,3%.
Gli infortuni mortali
Per quanto riguarda gli infortuni mortali si evidenzia che i casi
denunciati nel 2008 sono stati 78 a fronte dei 100 accaduti nel 2007.
Peraltro, a differenza di quanto rilevato per gli infortuni non mortali, per
quelli mortali la diminuzione registrata ha interessato sia gli eventi in
occasione di lavoro che quelli in itinere. Va comunque rilevato che 48 delle 78
morti bianche della regione sono avvenute a causa della strada (23 infortuni in
occasione di lavoro da circolazione stradale e 25 infortuni in
itinere). La lettura del dato porta a ricercare strategie ed operare
sinergie con i soggetti deputati alla sicurezza della strada, in una logica: complessiva
di tutela del bene della vita.
La provincia che porta la maglia nera degli infortuni mortali è, per ovvie
ragioni, quella di Roma, a causa dell'elevata concentrazione della popolazione
lavorativa della regione (72%), seguita da Frosinone (14), Viterbo (10) e
Latina (7) e Rieti con una sola morte sul lavoro registrata nel 2008.
Infortuni "stranieri"
Nel 2008, in Italia, gli eventi infortunistici accaduti a lavoratori
stranieri hanno rappresentato
il 16,4% del totale. Gli immigrati, inoltre, continuano a presentare
un'incidenza infortunistica più elevata rispetto ai colleghi italiani: 44 casi
ogni 1.000 occupati, contro i 39 degli italiani. I fattori di rischio associati
al tipo di lavoro svolto dall'immigrato possono essere ricondotti al fatto che
gli immigrati sono spesso adibiti ai lavori più pericolosi e più faticosi. La
scarsa comprensione
della lingua, costituisce, senza dubbio, un fattore importante che porta a
una minore consapevolezza e percezione
del pericolo.
Anche nel Lazio gli eventi infortunistici subiti dai lavoratori stranieri nel
2008 registrano un aumento, in controtendenza rispetto agli infortuni dei
lavoratori italiani, passando a 5594 casi denunciati rispetto ai 5170 del 2007.
La popolazione straniera che ha subito il maggior numero di infortuni è quella
rumena, anche in considerazione della loro maggiore presenza sul territorio. I
dati statistici evidenziano 1871 casi, pari al 33% del totale di eventi
denunciati. Seguono gli Albanesi (251) e i Polacchi (247) che si attestano
entrambi su una percentuale di circa il 5%.
Per quanto riguarda, invece, gli infortuni mortali occorsi a lavoratori stranieri
si conferma, in linea con il dato dei lavoratori italiani, una riduzione del
numero dei casi, pari circa a -27%, che passano dai 19 del 2007 ai 14 del 2008.
Sono sempre i Rumeni a subire il bilancio più grave con 6 infortuni mortali,
che rappresentano circa il 45% del dato totale.
L'andamento delle malattie professionali
L'anno 2008 è stato caratterizzato dall'evoluzione normativa sulla tutela
delle malattie professionali. Con il D.M. 09.04.08, molte fattispecie che prima
venivano trattate quali entità non tabellate sono confluite nelle tabelle,
realizzandosi così il riconoscimento dell'evoluzione del mondo lavorativo e dei
suoi rischi.
Come ben sappiamo, alcune delle classiche malattie tabellate sono andate nel
tempo via via riducendosi per le modifiche del mondo del lavoro e per gli
interventi di prevenzione adottati, tanto da indurre a ritenere, oggi, che
poche patologie derivino direttamente ed esclusivamente da un rischio
lavorativo specifico.
Lo scenario attuale delle malattie
professionali, infatti, evidenzia come emergano le patologie
cronico-degenerative ed i tumori, pur trattandosi, queste, di fattispecie per
le quali possano essere invocati criteri di multifattorialità.
Sono stati, quindi, introdotti i principi di concausalità e suscettibilità
personale per spiegare come ancora oggi ci si può ammalare di lavoro, anche a
fronte del miglioramento della tutela del lavoratore.
I tempi
di latenza tra esposizione e manifestazione delle malattie, i tempi legati
all'iter di riconoscimento delle stesse come di natura professionale, nonché i
mutamenti dello scenario lavorativo (crisi economica, diminuzione delle risorse
umane impiegate) non consentono un'analisi limitata temporalmente all'anno di
riferimento del 2008, ma necessitano un raffronto storico e critico del
fenomeno delle malattie professionali, tenuto conto anche del passaggio di
alcune, da fattispecie non tabellate a entità oggi ricomprese nelle tabelle di
legge.
Il
Rapporto Annuale Regionale 2008 - Lazio (formato PDF, 4.5 MB).
Commenti alla pagina.
Nessun commento attualmente presente.
Ultimi documenti inseriti nella banca dati normativa di PuntoSicuro sulla sicurezza sul lavoro. |
|
NEWSLETTER
|
Ricevi ogni giorno le principali notizie sulla sicurezza sul lavoro. Inserisci il tuo indirizzo e-mail:
|
|
|
Copyright © All Rights reserved 1999-2012 - PuntoSicuro è la testata giornalistica di
Mega Italia Media.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
È la rivista ufficiale Aifos - Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro È sito segnalato dai servizi di documentazione INAIL e ISPESL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità.
Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562 Direttore responsabile: Luigi Meroni. Redazione: Pietro de' Castiglioni, Federica Gozzini, Tiziano Menduto (contattaci) - Privacy Policy
Unsubscribe: per cancellarsi dalla newsletter PuntoSicuro cliccare qui, per modificare l'e-mail di iscrizione alla newsletter cliccare qui
Mega Italia Media srl, via Roncadelle 70A, Castel Mella (BS), C.F./P.IVA 03556360174, Tel. 0305531825 produce corsi multimediali e in e-learning per la formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Realizzato con il content management system DynDevice WCMS |
|
|
|