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Anno 11 - numero 2284 di mercoledì 18 novembre 2009
Primo semestre 2009, i morti sul lavoro in Italia calano del 12,2%
I primi dati relativi all'anno in corso: in generale gli incidenti registrano una flessione del 10,6%. Ma questo andamento dipende in parte dalla crisi economica.
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Diminuiscono ancora gli infortuni e le morti sul lavoro nei primi sei mesi del
2009: in entrambi i casi ci troviamo di fronte a un calo sostenuto pari a
rispettivamente al -10,6% e -12,2%. Se il dato accentua sensibilmente il
miglioramento in atto ormai da molti anni, va detto, tuttavia, che il primo
semestre 2009 è stato un periodo particolarmente negativo per l'economia
italiana sia sul versante dell'occupazione (diminuita dello 0,9% nel primo
trimestre e dell'1,6% nel secondo) che su quello della produzione industriale,
calata di oltre il 20%. Se a questo si aggiunge il massiccio ricorso alla Cassa
integrazione, appare chiaro come al sostenuto calo della quantità di lavoro
effettuata corrisponda, ovviamente, una considerevole flessione
dell'esposizione al rischio di infortunio. Sulla scorta dell'applicazione di
appropriate metodologie di proiezione statistica è possibile stimare, pertanto,
che una quota da 5 a 6 punti percentuali del calo nel primo semestre 2009 (sia
infortuni in complesso che mortali), sia da attribuire alla componente
"accidentale" rappresentata dalla contingente congiuntura
economica particolarmente sfavorevole. E' questo il quadro emerso oggi, a
Roma, nel corso della presentazione dei dati relativi all'andamento
infortunistico del primo semestre 2009 dell'INAIL: i dati sono stati illustrati
dal presidente/commissario straordinario dell'Istituto, Marco Fabio Sartori,
alla presenza del ministro del Lavoro, Maurizio
Sacconi.
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Andamento generale. Nel primo
semestre del 2009 gli infortuni sul lavoro sono stati 397.980 contro i 444.958
del primo semestre 2008, mentre i casi mortali sono stati 490 a fronte dei 558
dello stesso periodo dell'anno precedente. Il calo ha interessato tutte le
componenti del fenomeno infortunistico, anche se in misura diversificata. La
riduzione degli infortuni e dei casi mortali, infatti, ha riguardato
soprattutto i lavoratori nell'effettivo esercizio della loro attività (cioè in
occasione dei lavoro): rispettivamente -11,1% e -13,1%. Più contenuta, invece,
la flessione degli infortuni in itinere, ovvero quelli che si sono verificati
sul percorso
casa-lavoro e viceversa (-5,8%) e dei relativi casi mortali (-9,2%). Molto
rilevante, infine, il calo dei morti sulla strada in occasione di lavoro
(-20,5%).
Infortuni per settore di attività.
Quanto ai singoli settori di attività, il decremento rispetto al primo semestre
del 2008 ha interessato soprattutto l'Industria (-21,5% di infortuni e -18,7%
di casi mortali) e in particolare il comparto
metalmeccanico, che ha fatto registrare una riduzione del 27,3% per gli
infortuni e del 20% per i casi mortali.
Anche le Costruzioni segnano un consistente calo degli infortuni
(-15,8%) e uno molto più modesto dei casi mortali (-3,9%). Nettamente più
limitata, invece la flessione registrata nei rami di attività dell'Agricoltura
e dei Servizi, che segnano entrambi un calo degli incidenti del 2,2%,
accreditando ulteriormente l'ipotesi che vede nell'andamento negativo della
produzione industriale una delle principali cause della riduzione degli
infortuni nei primi sei mesi del 2009. L'Industria, infatti, rappresenta il
ramo economico che ha maggiormente sofferto della crisi produttiva e
occupazionale in atto (l'ISTAT rileva per l'Industria in senso stretto un calo
di occupati del 3,9% nel secondo trimestre 2009, a fronte di un -1,6%
generale).
Infortuni per genere. Nel primo
semestre 2009 il miglioramento dei livelli infortunistici ha favorito
soprattutto la componente maschile (-13,9%) e in misura molto più contenuta
quella femminile
(-2,1%), mentre la riduzione dei casi mortali è stata molto sostenuta per
entrambi i sessi (-18,2% per le femmine e -11,7% per i maschi). Anche in questo
caso il consistente decremento degli infortuni tra i lavoratori di sesso
maschile, che dell'Industria rappresentano la parte preponderante sia in
termini di occupati che di esposizione ai rischi, è parzialmente riconducibile
alla crisi del settore industriale nei primi mesi del 2009.
Infortuni per territorio. È stato il
Nord industrializzato a evidenziare i migliori risultati in termini
infortunistici nei primi sei mesi del 2009. In particolare, il Nord-Est ha
registrato un calo del 14,3% degli infortuni e del 20,9% dei casi mortali.
Sensibile anche la flessione a Nord-Ovest: -9,1% per gli incidenti sul lavoro e
-19,5% per gli infortuni mortali. Al Centro, unico caso in controtendenza in
tutto il panorama infortunistico, si registra un incremento di una decina di
infortuni mortali: 107 casi contro i 98 dello stesso periodo del 2008.
Audio-intervista al
Presidente/Commissario straordinario INAIL Marco Fabio Sartori