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Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
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Anno 12 - numero 2426 di venerdì 25 giugno 2010
La sicurezza elettrica in cantiere: un esempio pratico La sicurezza elettrica in cantiere con riferimento a impianti, apparecchiature elettriche e sistemi di comando delle attrezzature di lavoro. Marcatura CE, novità normative e un esempio pratico: la sicurezza della macchina piegaferri.
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Prendiamo spunto dal convegno “La
sicurezza nel cantiere edile alla luce del D. Lgs 106/09 di modifica al T.U.”-
tenuto il 12 marzo 2010 a Taranto organizzato dall’ISPESL in collaborazione con il CPT di Taranto – per
riprendere un tema già affrontato dal nostro giornale in questi mesi: l’impianto
elettrico di cantiere.
Lo facciamo tuttavia attraverso un intervento - dal titolo “La
sicurezza elettrica in cantiere: impianti, apparecchiature elettriche e sistemi
di comando delle attrezzature di lavoro” e a cura del Dr. Ing. Luciano
Di Donato (ISPESL) – che affronta il delicato tema della sicurezza nell’uso di attrezzature
con alcuni esempi pratici.
Dopo aver ricordato il Titolo III, Capo III (Impianti e apparecchiature
elettriche) del Decreto
legislativo 81/2008, l’autore parla di attrezzature di lavoro marcate CE e non marcate CE riportando
alcuni riferimenti normativi utili:
- il D.Lgs.
17/2010, recepimento della direttiva 2006/42/CE;
- gli allegati V e VI del D.Lgs. 81/2008;
- le norme tecniche applicabili per gli equipaggiamenti
elettrici delle macchine: EN 60204-1: 2006; EN 60204-32:1999.
Si sofferma poi su una novità del D.Lgs.
17/2010 riguardo alle istruzioni per
l’uso:
- 1.7.4. Istruzioni: Ogni macchina deve
essere accompagnata da istruzioni per l'uso nella o nelle lingue comunitarie
ufficiali dello Stato membro in cui la macchina è immessa sul mercato e/o messa
in servizio (…);
- 1.7.4.1. Principi generali di redazione: c) Il contenuto delle istruzioni non deve riguardare soltanto l'uso
previsto della macchina, ma deve tener conto anche dell'uso scorretto
ragionevolmente prevedibil;
- 1.7.4.2. Contenuto delle istruzioni: d)
una descrizione generale della macchina;
- 1.7.4.3. Pubblicazioni illustrative o
promozionali: Le pubblicazioni
illustrative o promozionali che descrivono la macchina non possono essere in
contraddizione con le istruzioni per quanto concerne gli aspetti relativi alla
salute e alla sicurezza (…).
Come
preannunciato il cuore dell’intervento, che riporta nei documenti agli
atti anche un fac-simile di attestato
di
conformità, è riservato ad un esempio
pratico in relazione ad una macchina specifica: la macchina
piegaferri, utilizzata per la piegatura di barre e tondini
di acciaio per calcestruzzo armato.
Il documento parte individuando i rischi
della
macchina.
Rischio di contatti accidentali con
organi o parti in movimento
Il documento mostra come con la nuova direttiva recepita per questi
rischi:
in sede di progettazione e di costruzione
della macchina, nonché all'atto della redazione delle istruzioni il
fabbricante, o il suo mandatario, deve prendere in considerazione non
solo
l'uso previsto della macchina, ma anche l'uso scorretto ragionevolmente
prevedibile.
Sono riportati poi situazioni di RES
non
conformi secondo la direttiva 2006/42/CE.
Ad esempio in relazione alla posizione del comando a pedale si osserva
che, in
alcuni casi, “questo non era disposto fuori dalla zona pericolosa ed era
sistemato in modo che la sua manovra poteva causare rischi supplementari
(RES
1.2.2)”.
Le misure applicabili relative al
rischio con parti in movimento:
- “riparo incernierato con dispositivo di interblocco a sicurezza
positiva per
la protezione del perno piegante, centrale e dell’elemento di riscontro
del
riparo. Il riparo deve essere in materiale resistente ( es. plexiglas o
grigliato) che consenta la visibilità degli organi lavoratori;
- doppio comando manuale ad azione mantenuta, insieme con un dispositivo
di
trattenuta dei ferri; Comando manuale semplice ad azione mantenuta con
dispositivo di trattenuta dei ferri lato operatore e idoneo attrezzo di
presa
barra dal lato piegato;
- se ciò è appropriato e funzionale rispetto ai pericoli
dell'attrezzatura di
lavoro e del tempo di arresto normale, un'attrezzatura di lavoro deve
essere
munita di un dispositivo di arresto di emergenza, da azionare in caso di
necessità. Se è possibile azionare la macchina
da più lati, deve essere presente un arresto di emergenza per ogni lato;
- i comandi devono essere provvisti di idonea simbologia e/o colorazione
che li
renda individuabili; Provvisti di sistemi che ne evitino l’azionamento
accidentale; Ad azione mantenuta, nel caso in cui non è provvista la
protezione
degli organi lavoratori”;
- i comandi devono essere “provvisti di protezione o dispositivo contro
l’azionamento accidentale; Utilizzati solo in presenza di sistemi di
protezione
degli organi lavoratori della macchina,
realizzati con riparo mobile provvisto di dispositivo di interblocco”.
L’autore ricorda poi che, secondo le modifiche operate all’allegato V
del Testo
Unico dal D.Lgs.
106/2009, “(…) quando una scorretta
sequenza delle fasi della tensione di alimentazione può causare una
condizione
pericolosa per gli operatori e le persone esposte o un danno
all’attrezzatura, deve
essere fornita una protezione affinché sia garantita la corretta
sequenza delle
fasi di alimentazione”.
Rischio di elettrocuzione o di
avviamento accidentale
Per limitare questi rischi
è necessario predisporre:
- “protezione dai contatti diretti attraverso l’isolamento delle parti
attive;
Protezione dai contatti indiretti attraverso interruttore differenziale”
(Corrente differenziale nominale, Idn = 0,03 A) e “coordinamento con
l’impianto
di terra;
- protezione dalle sovracorrenti attraverso interruttore magnetotermico.
L’interruttore della macchina,
manovrabile a mano, deve essere provvisto di un dispositivo che non
permetta il
riavvio automatico a seguito di interruzione dell’alimentazione. La
ripresa del
funzionamento della macchina deve pertanto avvenire con il ripristino
ASC
dell’interruttore;
- prese a spina tipo CEI 23-12 grado di protezione almeno IP44, sia con
spina
inserita che con spina disinserita, ed una resistenza meccanica a basse
temperature (fino a –25°C);
- l’avvolgitore deve incorporare un protettore termico o di corrente che
protegga il cavo da surriscaldamenti dannosi, sia con cavo avvolto che
con cavo
svolto; il cavo
deve essere di tipo H07RN-F con sezione minima di 2,5 mm2 per
avvolgicavo da
16A, 6 mm2 per avvolgicavo da 32A e 16 mm2 per avvolgicavo da 63A; Deve
riportare il nome o marchio del costruttore, la tensione nominale, e le
massime
potenze prelevabili a cavo avvolto e a cavo svolto”.
Rischio stabilità
La macchina piegaferri “deve essere posizionata in maniera stabile
in modo
che non possa ribaltarsi e costituire pericolo per i lavoratori”. In
particolare il fabbricante deve fornire, attraverso il libretto d’uso e manutenzione
della macchina, “indicazioni sulle modalità necessarie al posizionamento
stabile e sicuro, e, quando necessario, fornire istruzioni per l’uso di
appositi mezzi di fissaggio”. Ad esempio la macchina “può essere
installata su
un basamento realizzato in cemento o in tavoloni per garantirne
l’orizzontalità
e per impedire eventuali scostamenti della stessa dovuti a cedimenti del
terreno”. Se dotata di ruote per piccoli spostamenti, al momento del
posizionamento in zona lavoro le ruote devono essere bloccate.
Dopo aver individuato altri eventuali
rischi (contatti con materiali in lavorazione, tagli e abrasioni,
scivolamenti,
…) e indicato alcuni dispositivi di
protezione individuale (elmetto, calzature di sicurezza, guanti di
protezione dai rischi meccanici), il documento riporta specifiche misure
di
prevenzione per gli addetti.
Rimandandovi alla lettura integrale del documento, ci soffermiamo alle misure di prevenzione da applicare durante
l’uso della macchina piegaferri:
- “tenere le mani distanti dagli organi lavoratori della macchina;
- non rimuovere i dispositivi di protezione;
- non piegare più di una barra contemporaneamente;
- tenere sgombro da materiali il posto
di lavoro;
- gli addetti devono fare uso dei D.P.I., del casco di protezione,
trattandosi
di posti di carico e scarico di materiali oltreché di posti fissi di
lavoro,
per i quali può essere richiesta la tettoia sovrastante”.
Il documento si conclude infine con un breve riferimento ai lavori di cantiere
in prossimità di parti attive e ad un software
per la valutazione delle caratteristiche di sicurezza dei sistemi di
comando
elettrici.
“La
sicurezza
elettrica in cantiere: impianti, apparecchiature elettriche e sistemi
di comando delle attrezzature di lavoro” a cura del Dr. Ing. Luciano
Di
Donato (ISPESL), intervento dal convegno “La sicurezza nel cantiere
edile alla
luce del D. Lgs 106/09 di modifica al T.U.” (formato PDF, 4.01 MB).
Tiziano Menduto
Tiziano Menduto Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
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