Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza.
Anno 11 - numero 2302 di mercoledì 16 dicembre 2009
L’ABC della sicurezza per i lavoratori stranieri
Disponibile un opuscolo INAIL per coloro che lavorano in Italia da poco tempo e non conoscono ancora bene la lingua, le leggi, la normativa e le istituzioni. I diritti, i doveri e gli obblighi dei lavoratori.
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Se si assiste in generale ad una pur piccola contrazione del numero di
infortuni sul lavoro, gli infortuni dei lavoratori
stranieri in Italia continuano ad aumentare. Un aumento
del 2% che, benché interpretabile anche alla luce di un aumento di questa
forza lavoro, ci deve indurre a mettere in atto campagne di sensibilizzazione e
informazione mirate.
Nasce sicuramente con questi obiettivi la pubblicazione dell’INAIL
dal titolo “Straniero,
non estraneo. ABC della sicurezza sul lavoro”, un opuscolo che fornisce
informazioni e indicazioni pratiche - spiegate con un linguaggio semplice e con
l’aiuto di molti disegni esplicativi - a coloro che lavorano in Italia da poco
tempo e non conoscono ancora bene la lingua, le leggi e le istituzioni del
Paese.
Insomma una sorta di guida che richiama l'attenzione su diversi aspetti: dai
diritti e i doveri del lavoratore, ai doveri del datore di lavoro, alle azioni
da intraprendere di fronte a infortuni o malattie professionali.
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L’opuscolo inizia ricordando che “prevenire
è meglio che rischiare” e che un comportamento idoneo nei luoghi di lavoro
può salvare la vita.
Nel capitolo relativo ai diritti e
doveri, si ricorda ad esempio che un
lavoratore ha diritto:
- a essere
informato dal datore di lavoro o dal diretto responsabile sui rischi
specifici della attività e anche sui rischi dell’ambiente intorno;
- a chiedere corsi
di formazione al datore di lavoro per conoscere bene quali sono questi
rischi e come svolgere in sicurezza l’attività;
- ad avere gli strumenti che proteggono dai pericoli (i dispositivi
di protezione) che non si possono eliminare: strumenti che il datore di
lavoro deve fornire;
- a conoscere l’RSPP,
ossia il Responsabile
del Servizio di Prevenzione e Protezione, Servizio formato da mezzi e
persone addette alla prevenzione e protezione dai rischi;
- a conoscere e rivolgersi all’RLS,
ossia il Rappresentante
dei Lavoratori per la Sicurezza che collabora direttamente al processo di
prevenzione insieme al Servizio di prevenzione;
- a conoscere i nominativi degli incaricati di primo soccorso e degli addetti
all’emergenza, per sapere a chi rivolgersi in caso di emergenza;
- a sapere chi è il medico
competente che è incaricato, tra l’altro, della sorveglianza
sanitaria sui lavoratori controllandone lo stato di salute con visite
periodiche;
- a conoscere le procedure di pronto soccorso, di lotta antincendio e di
evacuazione.
Senza dimenticare inoltre i doveri del
lavoratore verso se stesso e verso gli altri.
Se il primo dovere è prendersi cura di se stesso evitando comportamenti
rischiosi, si ricordano anche alcuni obblighi:
- “utilizzare tutti i dispositivi
di protezione individuale” (senza modificarli, osservando le istruzioni,
avendo cura che siano sempre i propri, sottoponendosi all’addestramento per il
loro uso corretto);
- mettere in pratica le istruzioni che dà il datore di lavoro sui dispositivi
di sicurezza e sui segnali di pericolo;
- “contribuire con lui e con gli addetti alla sicurezza all’osservanza delle
regole che tutelano la sicurezza e la salute;
- segnalare subito eventuali difetti dei DPI”;
- non compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre che non competono o
che possono compromettere la sicurezza propria e degli altri compagni di
lavoro.
Nel capitolo “Le forme e i colori della sicurezza”, si parla invece della segnaletica, della forma e dei colori
dei cartelli nei luoghi di lavoro: elementi fondamentali per informare
immediatamente di un pericolo, un divieto, un obbligo o per dare una importante
informazione.
L’opuscolo si occupa infine di quello che un lavoratore
deve fare se è coinvolto in un infortunio o contrae una malattia professionale
e riporta le risposte ad una serie di semplici domande.
Ecco alcuni esempi:
- “in caso di malattia
professionale, che cosa fai? Entro 15 giorni dal momento in cui il tuo
medico ha accertato la malattia professionale devi informare il tuo datore di
lavoro. Lui poi, entro 5 giorni dal momento in cui riceve il certificato, lo
deve inviare all’INAIL insieme alla denuncia di malattia
professionale;
- che cosa succede se lavori ma il tuo datore di lavoro non ti ha messo in
regola e ti sei fatto male? O se ti ammali a causa del lavoro? Hai diritto lo
stesso a tutte le prestazioni dell’INAIL;
- se sei ricoverato in ospedale come fai a comunicare l’infortunio? In questo
caso è l’ospedale a inviare direttamente copia dei certificati medici sia
all’INAIL che al datore di lavoro. E, comunque, devi far avvisare il datore di
lavoro da parenti o conoscenti”.