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Anno 12 - numero 2371 di giovedì 08 aprile 2010
Imprese di pulizia: l'uso in sicurezza delle attrezzature di lavoro I rischi relativi all’uso delle attrezzature di lavoro per gli addetti alle pulizie: i principali pericoli in relazione ai singoli attrezzi, i disturbi muscoloscheletrici, due casi di studio nella prevenzione dei danni e una lista di controllo.
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Abbiamo affrontato nei giorni scorsi, attraverso alcuni documenti pubblicati
dall’ Agenzia Europea per la sicurezza e
salute sul lavoro (EU-OSHA), una disamina dei problemi di sicurezza nelle
imprese di pulizia. Imprese che nella maggior parte dei casi sono di piccole
dimensioni, con addetti che possono lavorare nei locali del proprio datore
di lavoro o operare in un luogo gestito da terzi e possono dipendere da servizi
pubblici, da imprese private o essere lavoratori autonomi. Imprese con una
fluttuazione del personale generalmente elevata, a causa di un livello elevato
di lavoro
temporaneo e di contratti brevi a tempo determinato.
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In relazione a queste
caratteristiche, che si traducono spesso in un aumento
dei
rischi professionali, riprendiamo a parlare di sicurezza in questo
comparto soffermandoci sul contenuto di un altro documento dell’Agenzia
europea: “ E-fact
n.38: Attrezzature di lavoro, strumenti e addetti
alle pulizie”.
In questo documento, che si concentra sulla prevenzione dei danni ai
lavoratori
che svolgono “pulizie generali”, ci si sofferma in modo particolare
sugli incidenti relativi alle attrezzature di
lavoro.
Infatti gli addetti alle pulizie usano “un’ampia gamma di attrezzature
tra cui
scope, spazzole, secchi, strofinacci per la polvere, stracci, macchine a
dischi
rotanti, pulitori a vapore, scalette, scale, lavapavimenti,
asciugapavimenti,
aspirapolvere e aspiraliquidi”.
Vediamo quali sono i principali pericoli
in relazione ai singoli attrezzi:
- “spazzoloni e spazzole: estensione
eccessiva, posizioni scorrette, movimenti
ripetitivi, scivoloni e cadute durante il lavaggio dei pavimenti,
pericoli
chimici derivanti da soluzioni
per
la pulizia, inalazione di polvere quando si spazza;
- secchi: scivoloni e cadute,
manipolazione manuale-sollevamento di carichi
pesanti;
- scale e scalette: estensione
eccessiva, cadute
dall’alto, manipolazione manuale;
- stracci e strofinacci per la polvere:
estensione eccessiva, posizioni scorrette, movimenti ripetitivi, pericoli
chimici–esposizione a lucidanti e soluzioni di pulizia, inalazione
di
polvere quando si spolvera a secco;
- lucidatrici e lavapavimenti a dischi
rotanti: estensione eccessiva, movimenti ripetitivi, sforzi,
vibrazione,
scivoloni–quando si usano queste macchine per la pulizia a umido,
cadute-cavi
flessibili, pericoli
chimici dovuti a soluzioni di pulizia, manipolazione
manuale–l’attrezzatura
può essere pesante e scomoda da trasportare all’interno di un edificio o
da un
posto all’altro, scossa elettrica;
- aspirapolvere: posizioni
scorrette, spingere/tirare, movimenti ripetitivi, cadute - cavi
flessibili, rumore,
inalazione di polvere durante lo svuotamento, scossa elettrica;
- pulitori a vapore: posizioni
scorrette, movimenti ripetitivi, cadute – cavi flessibili, ustioni da
vapore, scosse
elettriche”.
Alcune ricerche hanno mostrato che i disturbi
muscoloscheletrici sono la principale causa di assenza dal lavoro tra
gli
addetti alle pulizie.
Infatti il lavoro di pulizia è “fisicamente impegnativo e ad alta
intensità di
manodopera”: circa “l’80% delle pulizie sono svolte manualmente usando
strumenti non motorizzati; per esempio, fare la polvere, spazzare e
lavare i
pavimenti”.
Tutti i movimenti necessari per questi compiti generano un carico
elevato sugli
arti inferiori e contribuiscono alla comparsa dei disturbi
muscoloscheletrici (DMS).
I sintomi di DMS possono presentarsi all’improvviso o possono arrivare
in modo
graduale; tra i “sintomi iniziali rientrano:
- formicolio e torpore;
- dolori diffusi;
- spasmi muscolari;
- gonfiore e indolenzimento”.
Senza dimenticare che “casi gravi di DMS
possono provocare un’invalidità permanente”.
Per questo motivo il personale deve riferire i sintomi appena possibile
per
ricevere un trattamento medico tempestivo, ottenere un miglioramento
delle
condizioni lavorative e poter tornare al lavoro “senza correre il
rischio che
il problema si ripresenti”.
Il documento, che affronta anche il problema della valutazione
del
rischio in questo comparto, riporta due casi studio
nella prevenzione dei danni.
Il primo è relativo ad addetti alle
pulizie che “dovevano lavare i pavimenti per circa due ore al giorno in
ambienti diversi (per esempio, corridoi, cucine, docce e bagni)”.
Il problema, in questo caso, era costituito dal fatto che spesso “gli
addetti
alle pulizie di statura più alta riferivano al loro rappresentante della
salute
e della sicurezza dolori alle spalle e
alla schiena” e collegavano questi problemi ai “piegamenti del dorso
necessari per lavare i pavimenti, per esempio per pulire sotto tavoli e
sedie,
o semplicemente ai movimenti che compivano lavando”.
Nella valutazione del rischio per questi addetti sono stati indicati i
seguenti
problemi:
- piegandosi per pulire sotto i mobili, si protendevano molto in avanti
(in
alcuni casi si protendevano per oltre 40 cm);
- dovevano allungarsi per raggiungere alcuni punti scomodi;
- spesso dovevano assume posizioni
scorrette delle spalle;
- usando lo spazzolone ruotavano il tronco.
La soluzione adottata è molto semplice: “agli addetti alle pulizie più
alti
sono stati dati spazzoloni con manici più lunghi”, così da svolgere le
loro
mansioni con più facilità: “l’utilizzo di un manico lungo 1,5 m anziché
1,2 m
ha permesso ai lavoratori di mantenere una posizione più eretta durante
l’attività lavorativa”.
A fronte di un costo solo leggermente più elevato per i manici si è
avuta
un’attenuazione dei dolori
alla
schiena.
E la stessa strategia di prevenzione può adattarsi alle problematiche
dei
lavoratori di statura più bassa, che al contrario avrebbero bisogno di
uno
spazzolone con un manico più corto:
“una soluzione alternativa sarebbe quella di fornire spazzoloni con
manici
allungabili, che sono già disponibili in commercio”.
Il secondo caso è relativo ad
addetti alle pulizie, che effettuano quotidiane operazioni di levigatura
dei
pavimenti in alcuni grandi magazzini e che lamentano “formicolio
alle mani e intorpidimento e pallore delle dita”: i
“classici sintomi della sindrome da vibrazione
mano-braccio”.
Un ispezione delle attrezzature ha messo in rilievo che alcune parti
delle
macchine erano usurate e si è pensato che “il fastidio degli addetti
alle
pulizie fosse dovuto alla vibrazione delle macchine”.
Sono state valutate diverse soluzioni e si è deciso di “attuare un
programma di
manutenzione comprendente un’ispezione e manutenzione periodica dell’ attrezzatura,
nonché la sostituzione delle macchine più vecchie”.
Ma non solo: è stato introdotto anche un “sistema per la segnalazione
dei
problemi delle attrezzature, per poter rapidamente comunicare agli
addetti alle
pulizie quando l’attrezzatura sarà sottoposta a manutenzione, riparata o
sostituita”.
Il risultato è stata la riduzione dell’incidenza della sindrome da vibrazione
mano-braccio e un miglioramento generale della sicurezza
nell’azienda.
Ricordiamo infine che nella parte finale del documento, che vi invitiamo
a
visionare, è raccolta una lista di
controllo che evidenzia alcune delle questioni fondamentali inerenti
al
settore degli addetti alle pulizie.
EU-OSHA, “ E-fact
n.38:
Attrezzature di lavoro, strumenti e addetti alle pulizie” (formato
PDF, 125 kB).
Tiziano Menduto
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