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I pericoli dei gas inerti e della carenza di ossigeno
Un documento in rete riporta le informazioni necessarie per prevenire gli incidenti dovuti alla presenza di gas inerti e alla carenza di ossigeno. I rischi, le situazioni di pericolo e le misure di prevenzione.
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Assogastecnici
- un’associazione delle aziende che operano nel campo della produzione e
distribuzione dei gas
tecnici, speciali e medicinali – e EIGA (European Industrial Gases
Association) esprimono preoccupazione per il perdurare di incidenti - presso
aziende produttrici di gas industriali e presso gli utilizzatori – causati
dalla presenza di gas inerti e dalla carenza
di ossigeno, con conseguente asfissia. Evidentemente, indicano le due
associazioni, le informazioni sui pericoli dei gas inerti messe a disposizione
non sono sufficienti.
Il documento proposto è uno strumento di formazione per prevenire il rischio
di
asfissia conseguente alla presenza di gas inerti e contiene le
informazioni di base sull’argomento, la descrizione dei casi tipici di
mancanza
di ossigeno e le misure di intervento consigliate da porre in atto in
caso di
incidente.
Inoltre sono disponibili quattro
appendici:
- “l’Appendice A è una sintesi semplificata del documento principale, da
stampare in forma di opuscolo da distribuire agli operatori e agli
utilizzatori
finali;
- l’Appendice B illustra i criteri di soccorso in caso di incidenti in
locali
normalmente accessibili, spazi ristretti, fosse e scavi;
- l’Appendice C elenca alcune incidenti realmente accaduti in anni
recenti, da
usare come esempi per sottolineare i rischi potenzialmente mortali dei
gas
inerti;
- l’Appendice D presenta un esempio di un segnale o cartello di pericolo
da
affiggere per sottolineare i pericoli relativi ai gas inerti e alle
atmosfere
asfissianti”.
Ricordando che i gas inerti sono gas
tossici che non supportano la respirazione umana e che non
reagiscono o
reagiscono in misura minima con altre sostanze, il documento indica che
gli
incidenti “dovuti ad atmosfere prive di ossigeno
di norma sono molto gravi e spesso fatali”.
Infatti l’ossigeno è essenziale per la vita e se la sua normale
concentrazione
nell’aria che respiriamo è pari al 21% circa,
“la situazione si fa pericolosa non appena il tenore di ossigeno inalato
si riduce a meno del 18 %. In mancanza totale di ossigeno, l’inalazione
di soli
1 o 2 respiri di azoto o altro gas inerte causa l’immediata perdita di
conoscenza e può causare la morte”.
Alcune informazioni relative al rischio:
- i gas inerti agiscono senza preavviso:
con i gas inerti, quali azoto,
argon,
elio, ecc., “l’asfissia è un fenomeno insidioso”: i gas inerti sono
inodori, incolori e insapori e dunque non sono facilmente rilevabili,
inoltre
“l’asfissia da gas inerti avviene senza sintomi fisiologici premonitori
che
potrebbero allertare la vittima”. Spesso la vittima non è in grado di
riconoscere i sintomi (vertigini, mal di testa o difficoltà di parola,…)
come
l’inizio dell’asfissia e può arrivare rapidamente la perdita di
conoscenza, in
caso di tenore di ossigeno molto basso;
- i gas inerti agiscono rapidamente:
“in qualsiasi incidente che influisca sulla quantità di ossigeno che
arriva al
cervello, la rapidità del trattamento di emergenza è critica. Un
adeguato
trattamento medico (rianimazione), purché somministrato tempestivamente,
può
impedire il verificarsi di danni cerebrali irreversibili o anche la
morte”.
Dunque la “procedura di soccorso di emergenza per salvare la vittima
deve
essere organizzata con la massima cura in anticipo, per evitare un
ulteriore
incidente le cui vittime saranno i componenti
della
squadra di soccorso”. E infatti “non sono rari i casi in cui chi
interviene resta ucciso a sua volta”;
- l’ambiguità del termine “gas inerti”:
spesso il termine di gas inerti (“talvolta chiamati ‘gas di sicurezza’,
quando
li si usa per prevenire un incendio o un’esplosione) porta erroneamente a
considerare
il “gas inerte” come un gas inoffensivo;
- vigilanza rispetto ai gas inerti e
alla carenza di ossigeno: è dunque “essenziale fornire a tutti
quelli che
maneggiano o utilizzano i gas inerti (il personale dell’azienda
produttrice del
gas e i clienti) tutte le informazioni e la formazione necessarie in
materia di
sicurezza, ovvero i mezzi
di
prevenzione e le procedure da rispettare per evitare gli incidenti,
nonché le procedure di soccorso programmato da mettere in atto in caso
di
incidente”.
Il documento riporta anche le “situazioni
tipiche relative ai pericoli derivanti dai gas inerti e/o dalla carenza
di
ossigeno”. Rimandandovi alla lettura del documento ne riportiamo
alcune:
- spazi ristretti o chiusi o confinati:
rappresentano “situazioni particolarmente pericolose, in cui un gas
inerte
normalmente presente (all’interno di un recipiente di processo) potrebbe
essersi accumulato (da perdite o sfiati) e/o perché lo spazio non è
stato
adeguatamente ventilato o bonificato, e/o perché il ricambio dell’aria è
insufficiente o la ventilazione è carente”. Possiamo avere, ad esempio, ambienti
chiusi (serbatoi, recipienti, l’interno dei “cold box” delle
apparecchiature di liquefazione, le celle di refrigerazione, i magazzini
con
atmosfera inibitrice del fuoco, ecc.) e strutture
chiuse (armadi di analizzatori o strumenti, piccoli locali deposito,
ambienti chiusi temporanei/coperti da tenda, o ambienti dove si usano
gas di
saldatura protettivi, ecc.);
- uso di liquidi criogenici inerti:
l’uso di liquidi
criogenici inerti, come l’azoto o l’elio, una volta vaporizzati,
“generano
un grande volume di gas inerte freddo (ad esempio, 1 litro di azoto
liquido
sviluppa 680 litri di prodotto gassoso) che sostituirà l’aria ambiente,
provocando carenza di ossigeno, e che tenderà ad accumularsi sul fondo”;
- zone in prossimità di punti di
ventilazione o di raccolta di gas inerti: ad esempio il rischio di
asfissia
si può presentare, anche all’esterno, in prossimità di fughe di gas,
sfiati,
scarichi di valvole di sicurezza o dischi di rottura, aperture di
macchine che
usano l’azoto liquido per la surgelazione, … ;
- uso di gas inerti invece dell’aria:
in certi casi è un uso programmato.
Infatti in molti luoghi di lavoro “sono presenti reti di distribuzione
per i
gas inerti compressi, utilizzate per applicazioni di processo, per
ragioni di
sicurezza o per il funzionamento di strumentazioni”. Riguardo all’uso
dell’azoto (ad esempio usato come sostitutivo per le apparecchiature
pneumatiche) è importante “comprendere che la maggior parte degli
strumenti
azionati pneumaticamente sono dotati di sfiati continui e che l’azoto
in uscita dagli sfiati può accumularsi nei quadri o negli armadi
elettrici, se
mal ventilati, o nei locali degli impianti”. “Quando si usa l’azoto come
sostituto temporaneo dell’aria compressa, lo si deve fare in condizioni
molto
controllate, ad esempio con un permesso di lavoro, e tutti gli
interessati
devono essere informati”. In altri casi si assiste ad un uso
improprio: “il personale, se non sufficientemente addestrato o
senza una conoscenza adeguata degli impianti”, potrebbe “collegare il
respiratore ad una tubazione nella quale circola azoto, con esiti
fatali”;
- pericoli relativi ad inalazione e uso
improprio di gas inerti: ci sono state diverse segnalazioni e
rapporti di
allerta “riguardanti programmi televisivi che hanno proposto agli
spettatori un
uso improprio di gas come l’elio ed altri gas rari inerti”. Ad esempio
viene
“proposta, con scopo di divertimento o comicità, l’inalazione di elio
per poter
ottenere una voce particolarmente acuta e ridicola”: l’inalazione di
elio “può
provocare la perdita di conoscenza, bloccare il respiro o anche causare
la
morte improvvisa”.
Segnaliamo infine che il documento si sofferma, tra le diverse misure di
prevenzione proposte, sulla ventilazione
e monitoraggioatmosferico per i gas
inerti e la
carenza di ossigeno.
Generalmente le situazioni in cui si deve valutare la necessità di
ventilazione
o di monitoraggio dell’aria, onde evitare il rischio di asfissia, sono:
- ventilazione / monitoraggio dei locali in cui il personale entra o
lavora
abitualmente (locali contenenti tubazioni di gas inerti che possono
presentare
perdite, locali in cui si usano o custodiscono liquidi
criogenici inerti,…);
- ventilazione / monitoraggio prima di accedere a spazi
confinati o strutture chiuse;
- ventilazione / monitoraggio per l’accesso ad altri spazi in cui
possono
essere presenti gas inerti (si tratta generalmente di spazi
confinati con vani di entrata e uscita di dimensioni ridotte e
ventilazione
naturale sfavorevole).