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Disponibili diversi documenti dell’EU-OSHA sulla prevenzione degli infortuni per gli addetti alle pulizie. I problemi dell’organizzazione lavorativa e degli orari di lavoro, gli appalti, i rischi dei lavoratori e le misure di prevenzione attuabili.
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L’Agenzia Europea per la sicurezza e salute
sul lavoro (EU-OSHA) sottolinea come in tutti i luoghi di lavoro si
effettuino lavori di pulizia: quello
delle pulizie è un settore in crescita, con servizi che sempre più spesso sono
affidati all’esterno, in appalto.
E al di là di alcune imprese di grandi dimensioni, in questo settore prevalgono
le piccole
imprese, spesso con meno di dieci dipendenti. E i lettori di PuntoSicuro
ben conoscono le problematiche e difficoltà relative alla sicurezza e salute
sul lavoro delle aziende
di piccole dimensioni.
Il documento ricorda che la tendenza ad affidare in appalto a
ditte esterne il lavoro di pulizia e a selezionare le
offerte soltanto in base al prezzo, porta le imprese del settore a forti
pressioni per tagliare i prezzi con la conseguenza di possibili
“investimenti
inadeguati nella formazione e in altre attività di gestione essenziali
per la
protezione dei lavoratori”.
Inoltre è presente il rischio che “datori di lavoro senza scrupoli
cerchino di
ottenere un vantaggio sleale nelle procedure d’appalto adottando pratiche illegali nei rapporti con la
manodopera, ad esempio non pagando interamente i contributi
previdenziali o
impiegando manodopera illegale”.
Per ovviare a queste problematiche “le parti sociali europee nel settore
della
pulizia industriale hanno adottato posizioni comuni in materia di
occupazione e
di lavoro irregolare” e hanno pubblicato alcuni documenti per la
promozione
della qualità nelle gare
d’appalto.
Veniamo ai pericoli e rischi comuni al
settore delle pulizie presentati nel rapporto:
- “rischio di scivolare, inciampare e cadere, in
particolare durante operazioni di pulizia con liquidi;
- rischio
di
disturbi muscoloscheletrici, derivanti ad esempio dal sollevamento
di
pesi o da lavori
ripetitivi;
- esposizione
a sostanze
pericolose contenute nei prodotti di pulizia;
- esposizione
a sostanze
pericolose durante la pulizia, che possono includere pericoli
biologici come muffe o rifiuti
biologici umani”;
- problemi
psicosociali come stress da lavoro, violenza e mobbing;
- rischi,
come la folgorazione, derivanti dalle attrezzature di lavoro.
E di conseguenza i disturbi legati all’attività
professionale possono comprendere:
- “lesioni a seguito di scivolate, inciampate e
cadute;
- disturbi
muscoloscheletrici;
- stress da
lavoro, ansia e disturbi del sonno;
- disturbi
dermatologici, come dermatite da contatto ed eczema;
- disturbi
respiratori, come l’asma;
- patologie cardiovascolari”.
Un altro problema è costituito dal fatto che spesso
i lavori di pulizia vengono effettuati “al
di fuori dei normali orari di lavoro, spesso nelle prime ore del
mattino,
la sera o di notte”. Inoltre i “lavoratori hanno talvolta contratti
a
tempo parziale e temporanei e spesso hanno più di un impiego”.
Tutte
condizioni che possono contribuire ad aumentare
i
rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Nel documento dell’Agenzia Europea si ricorda, tuttavia, che a volte è
possibile – sono riportate alcune esperienze – cambiare gli
orari e svolgere i lavori di pulizia in orari diurni
con vantaggi per il cliente (una
“migliore qualità del servizio, grazie al contatto diretto tra il
cliente
stesso e gli addetti alla pulizia”), per l’impresa di pulizia (“minore
avvicendamento di personale, che preferiva il lavoro in orari diurni”) e
per i
lavoratori (“maggiore soddisfazione professionale e condizioni di lavoro
più
sicure e più sane”).
Le raccomandazioni raccolte nel
rapporto sono sintetizzate in alcune brevi indicazioni:
- “selezionare il servizio di pulizia in base alla
qualità, non al prezzo;
- passare
alla pulizia in orari
diurni;
- tenere
nella giusta considerazione gli addetti alle
pulizie e il lavoro che svolgono: se è fatto male, può costare
all’impresa;
- considerare la pulizia un compito essenziale che
può esporre i lavoratori a particolari pericoli e rischi;
- valutare
i
rischi per gli addetti alla pulizia e attuare misure di prevenzione;
- condividere informazioni sulla salute e la
sicurezza con tutte le parti interessate, che possono comprendere il
cliente,
l’impresa di pulizia, il proprietario dell’edificio e i lavoratori
stessi”.
Concludiamo riportando da questo documento diversi esempi di strategie
di prevenzione e intervento per
la protezione della sicurezza e salute dei lavoratori:
- “informazione e formazione sul
sollevamento e la movimentazione
di
prodotti e attrezzature; - assicurare la corretta etichettatura
di tutte le sostanze utilizzate dagli addetti alle pulizie, la
formazione e
l’informazione del personale addetto alle pulizie sull’uso sicuro di
tali
sostanze e, ove necessario, la fornitura di indumenti e strumenti per la
protezione personale”;
- “raccolta delle schede
con i dati per la sicurezza presso tutti i produttori dei vari prodotti,
facendo in modo che gli addetti alle pulizie conoscano i rischi e le
misure di
controllo per i vari prodotti per la pulizia;
- assicurare un collaudo e un esame regolari delle attrezzature
elettriche al
fine di evitare i rischi associati, ad esempio, a cavi elettrici su
pavimenti
bagnati;
- informazione e formazione degli addetti alle pulizie sui rischi di
incendio,
sulle precauzioni e le modalità di evacuazione in caso di incendio
nonché
collaudo degli allarmi antincendio mentre gli addetti alle pulizie sono
al
lavoro, in modo da consentire loro di riconoscere l’allarme acustico in
caso di
emergenza”;
- “fornitura di calzature
antisdrucciolo o raccomandazione/invito ad utilizzare calzature
antisdrucciolo, preferibilmente con isolamento elettrico (ad es. gomma);
- fornitura di istruzioni scritte sulle prassi operative preferite e
convalidate;
- elaborazione di procedure di manutenzione delle attrezzature di lavoro
degli
addetti alle pulizie (ad esempio controllo e manutenzione di carrelli
ed
elevatori meccanici);
- impiego di detergenti per pavimenti che durante la pulizia non creino
un
pericolo di scivolamento;
- fare in modo che i clienti assicurino un’illuminazione e una
ventilazione
adeguate durante le operazioni di pulizia, qualora queste vengano
effettuate al
di fuori dell’orario di ufficio;
- fare in modo che i compattatori di rifiuti vengano utilizzati
esclusivamente
da operatori addestrati;
- evitare l’uso di detergenti per vetri a base di butossietanolo,
smacchiatori
per tappeti e detergenti generici, detergenti per w.c. contenenti acido
muriatico o fosforico, idrossido di sodio (sgrassanti industriali) e
prodotti a
base di composti di etanolammina, come sgrassanti e
deceranti/sverniciatori per
pavimenti”.