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Frodi informatiche: un’opportunità per i criminali e per soggetti terzi!
Quando un’azienda viene attaccata da criminali informatici, che, ad esempio, sottraggono dei dati e chiedono un riscatto per metterli nuovamente a disposizione dell’azienda, è del tutto normale che i responsabili dell’azienda attaccata si rivolgano a specialisti informatici, che possono aiutarli a mettere a punto una strategia di difesa.
È esattamente quello che è successo a molte aziende, operanti nella zona di New York. Lo specialista interpellato è stato imputato dalle forze dell’ordine, perché egli offriva un’alternativa al pagamento di riscatti, mentre invece approfittava della situazione per commettere ulteriori frodi, aumentando il danno causato alla vittima dell’attacco.
Questa frode veniva sviluppata secondo questa linea.
L’esperto informatico, chiamato in causa, dichiarava di essere in grado di poter decifrare le tecniche crittografiche, con le quali gli attaccanti avevano protetto i dati aziendali, senza pagare alcun riscatto. Ovviamente per poter effettuare questo intervento, egli chiedeva cifre significative all’azienda attaccata, trasformando la crisi dell’azienda attaccata in un suo centro di profitto.
Il soggetto in questione dichiarava di avere speciali tecnologie, che permettevano di decifrare i dati, mentre invece provvedeva a contattare i criminali informatici, che avevano perpetrato l’attacco, per ricevere da loro la chiave di decriptazione.
Il prezzo della consulenza, richiesto all’azienda attaccata, era sensibilmente superiore al riscatto, che questo supposto consulente informatico aveva pagato ai criminali informatici.
Ad esempio, FBI ha citato un caso in cui, intorno ad agosto 2023, il tizio in questione ha pagato un riscatto di circa 8200 € ad un criminale informatico, addebitando al cliente, per aver ripristinato i suoi dati, la bellezza di 150.000 $.
Durante la presentazione in giudizio, gli esperti dell’FBI hanno valutato a più di 19 milioni di dollari gli importi sottratti alle aziende attaccate.
Se condannato, la pena potrebbe arrivare fino a 20 anni di galera.
Ecco perché FBI raccomanda i soggetti attaccati di non pagare alcun riscatto perché questo pagamento potrebbe non garantire che successivamente i dati vengano nuovamente messi a disposizione dell’azienda.
Ovviamente, cogliamo l’occasione per ricordare ancora una volta a tutti i lettori che una imputazione non significa colpevolezza.
Adalberto Biasiotti
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