Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Arrestato il gestore della “bancarella della criminalità informatica”
La bancarella di cui stiamo per illustrarvi l’attività consisteva in un sito Web illegale ed un mercato informatico, dove i criminali potevano acquistare, vendere e scambiare informazioni personali, rubate in vario modo, e potevano anche acquistare strumenti particolarmente efficaci per perpetrare frodi e crimini informatici.
Il malvivente è stato individuato dalle forze di polizia degli Stati Uniti e la notizia è stata diffusa su larga scala, per mandare un chiaro messaggio circa il fatto che gli Stati Uniti non esiteranno in alcun modo a identificare, arrestare e perseguire in giudizio i criminali informatici, indipendentemente da dove essi si trovino nel mondo intero, sfruttando la cooperazione internazionale e competenze tecniche particolari.
Nella fattispecie, il malvivente era stato già in anni precedenti individuato e condannato, e successivamente deportato nel paese di origine, dove ha ripreso immediatamente la sua attività criminosa.
I guadagni che egli ha accumulato nel periodo di attività sono valutati a centinaia di migliaia di dollari, perché i criminali informatici non esitavano a comprare strumenti di comprovata validità.
Come accennato in precedenza, su questa “bancarella” non solo erano disponibili dati personali rubati in precedenza, ma anche strumenti che facilitavano gli attacchi informatici.
Un’analisi delle transazioni, riferibili a questo soggetto, ha permesso di valutare, sulla base dell’analisi dei conti correnti, incassi superiori a 200.000 $ anche in periodi relativamente brevi.
Adesso egli verrà nuovamente sottoposte a giudizio e, se condannato, la pena potrebbe salire addirittura a 20 anni di prigione.
Il malvivente è stato arrestato in Kosovo dalla polizia locale, che operava su indicazioni delle forze dell’ordine degli Stati Uniti.
Per dare un’idea della vastità del bacino di utenza in questione, alle indagini hanno partecipato investigatori degli Stati Uniti, del Kosovo, dell’Albania, e della Malesia.
In occasione della conferenza stampa, organizzata dal procuratore degli Stati Uniti, sono state diffuse anche informazioni in merito alle attività anticrimine. Tali attività, a partire dal 2020, hanno portato alla condanna di più di 180 criminali informatici e al risarcimento dei soggetti danneggiati per più di 350 milioni di dollari.
Grazie al cielo, ancora una volta, il diavolo fa le pentole, ma operatori in gamba sono capaci di togliere i coperchi!
Adalberto Biasiotti
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'