Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Area riservata:

Password dimenticata?
Username dimenticato?

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

Campi elettromagnetici: le attivita’ e le attrezzature a rischio

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Rischi campi elettromagnetici

04/02/2010

Un documento in rete affronta le principali attività lavorative con rischi da esposizione a campi elettromagnetici. I campi elettrici e magnetici negli ambienti industriali e ospedalieri, gli apparati di telecomunicazione e i livelli di esposizione.

Campi elettromagnetici: le attivita’ e le attrezzature a rischio

Un documento in rete affronta le principali attività lavorative con rischi da esposizione a campi elettromagnetici. I campi elettrici e magnetici negli ambienti industriali e ospedalieri, gli apparati di telecomunicazione e i livelli di esposizione.

google_ad_client

Il 29 settembre 2009 si è tenuto a Modena il seminario “Rischi da campi elettromagnetici in ambiente lavorativo”, organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità (Progetto Camelet) e dall’Azienda USL di Modena in collaborazione con Organizzazione Sindacali e Associazioni di Categoria.

Riguardo a questo convegno - di cui sono stati pubblicati gli atti – PuntoSicuro in questi mesi ha approfondito diverse tematiche relative ai campi elettromagnetiche (CEM) in merito, ad esempio, alle norme di tutela, alle sorgenti, alla valutazione del rischio e agli effetti sulla salute. 
Ci concentriamo ora su intervento al seminario che è entrato nello specifico delle attività e delle attrezzature a rischio, intitolato “Principali attività lavorative a rischio” e curato dalla Dr.ssa Rosaria Falsaperla (Ispesl).
 
Dopo una breve introduzione il documento entra subito nel dettaglio dei rischi.
Riportiamo in sintesi alcuni degli argomenti trattati.



---- L'articolo continua dopo la pubblicità ----



 

Campi elettrici e magnetici ELF (radiazioni a frequenze estremamente basse) negli ambienti industriali
Il documento ricorda che la frequenza di 50 Hz (60 Hz nel Nord America) è “universalmente impiegata per il trasporto e l’impiego dell’energia elettrica” e che “ogni linea elettrica aerea o interrata, cablaggio, barra di trasmissione, cavo, costituisce una sorgente di dispersione nell’ambiente circostante”. 
In particolare “al di sotto di una linea a 380 kV il campo elettrico può raggiungere e superare i 5 kV/m e l’induzione magnetica qualche decina di μTesla”.
Ricordiamo, a questo proposito, che l’unità di misura del campo elettrico più comunemente impiegata è il Volt/metro (V/m), mentre quella del campo magnetico è l’Ampère/metro, anche se per comodità si misura il flusso di induzione magnetica che si esprime in Tesla e nei suoi sottomultipli, come il microtesla μT e il millitesla mT.
Quali sono i rischi degli addetti alle centrali elettriche?
La loro esposizione è stata stimata “attorno a 40 μTesla come valore medio, con picchi sensibilmente più elevati, specie per gli addetti alla manutenzione delle linee”.
Inoltre “nell’industria per la produzione di grandi elettrodi per archi voltaici nel processo di ‘grafitazione’ degli elettrodi sono stati riscontrati dei livelli di induzione magnetica a 50 Hz tra 1 e 10 mTesla, in postazioni di lavoro lontane dal processo ma interessate dai cablaggi di alimentazione”. 

Qualunque “apparecchiatura alimentata con correnti elevate costituisce una potenziale sorgente”.  Ad esempio esposizioni significative sono riscontrabili “nei processi di smerigliatura a mano (tra 100 e 600 μTesla)”.
Altri lavoratori che possono “risultare esposti con continuità a campi magnetici tra 100 μTesla e 10 mTesla con picchi superiori ai 100 mTesla” sono quelli impiegati “nei vari tipi di forni elettrici e nelle fonderie (fusione e trattamento dell’acciaio e altri metalli)”, specialmente nell’ambito della saldatura.

Riscaldatori industriali a radiofrequenza e microonde 
In Italia il numero di riscaldatori è nell’ordine delle decine di migliaia, “tradizionalmente suddivisi in tre categorie secondo il principio e le modalità di funzionamento:
- a perdite dielettriche;
- a induzione magnetica;
- a microonde. 
In particolare i riscaldatori a microonde, che vengono impiegati per la “disinfestazione, precottura ed essiccamento di prodotti alimentari”, “non costituiscono sorgenti significative di esposizione, a meno di grave usura o deterioramento delle guarnizioni sulle aperture”. 

I riscaldatori a perdite dielettriche, che “sono in grado di produrre calore direttamente all’interno del materiale trattato” (industria del legno, saldatura e stampaggio di manufatti in plastica, industria tessile (essiccamento delle fibre) possono produrre livelli di esposizione significativi: “tipicamente tra 0.1 e 20 A/m per il campo magnetico e tra 10 e 300 V/m per il campo elettrico”.
I livelli di esposizione dipendono:
- “dalla potenza;
- dal tipo e configurazione degli applicatori;
- dalle procedure di impiego;
- dalla posizione del lavoratore;
- dalla presenza di riflessioni o meno su superfici metalliche”. 

Le saldatrici a induzione sfruttano invece “intensi campi magnetici per produrre calore all’interno di metalli e semiconduttori” e si usano “nel trattamento dei materiali metallici (saldatura, indurimento, tempera, fusione, etc.) e nell’industria elettronica”.
Ricordando che “le potenze possono variare tre le centinaia di kW e le migliaia di kW  e la frequenza d’uso “varia dal centinaio di kHz sino a qualche MHz”, i livelli di esposizione possono risultare elevati “in assenza delle opportune misure di protezione e contenimento”.
In particolare per “un apparato funzionante alla frequenza di 10 kHz, alla distanza di 1 m si possono rilevare livelli di induzione magnetica variabili tra 30 μT e 500 μT e a 10 cm di distanza picchi fino a 5 mT”.

Campi elettrici e magnetici ELF negli ambienti ospedalieri
Con gli apparati di magnetoterapia, prescritta per diverse sintomatologie, abbiamo “campi dell’ordine del mTesla all’interno dei solenoidi” (componenti degli apparati utilizzati per le applicazioni elettromagnetiche), “di qualche decina di μTesla nel diretto intorno (fino a un paio di metri) dagli stessi, e di qualche μTesla nei rimanenti spazi dei locali di impiego”. Inoltre i campi magnetici sono “rilevabili anche nei locali adiacenti, non essendo attenuati dalle strutture murarie”. Gli apparati presenti nei reparti di terapia intensiva possono dunque “produrre esposizioni nel personale sanitario fino a circa 20 μTesla di induzione magnetica, in una banda che si estende fino alla decina di kHz”.
Il documento – che vi invitiamo a visionare perché più dettagliato e ricco di immagini esplicative – affronta poi le esposizioni relative a:
- apparati per diatermia: “in prossimità degli applicatori l’intensità del campo elettrico può raggiungere diverse centinaia di V/m, mentre nei vari ambienti viciniori sono riscontrabili valori fino a diverse decine di V/m, in funzione dell’orientazione degli apparati e del materiale costruttivo dei locali”;
- elettrobisturi: possono produrre esposizioni variabili “in funzione del tipo di apparato (monopolare o bipolare) e della modalità di utilizzo (taglio e/o cauterizzazione) in un intervallo di frequenza da 500 kHz a 2.4 GHz” con un “potenziale superamento dei limiti di esposizione 2004/40/CE per le correnti indotte”. 

Apparati per telecomunicazioni
Per i lavoratori “la cui mansione comporta l’ascesa su torri e tralicci, per l’installazione o la manutenzione di sistemi radio FM o televisivi UHF” ci possono essere esposizioni “a campi elettrici fino a 1000 V/m, e magnetici fino a 5 A/m”.
Inoltre “esposizioni di interesse protezionistico possono riguardare anche operatori addetti alla manutenzione di stazioni radio base GSM (900MHz - 1800 MHz) e UMTS (1900 MHz – 2200 MHz)”.

Infine riguardo ai sistemi di trasmissione portatili a radiofrequenza si ricorda che “possibili superamenti del SAR locale nella testa” (il SAR è il tasso di assorbimento specifico) “possono verificarsi nel caso di sistemi TETRA montati su autoveicoli per improprie procedure di utilizzo (frequenza di funzionamento 400 MHz e potenze di picco variabili tra 3 e 30 W)”.   



“Principali attività lavorative a rischio”, Dr.ssa Rosaria Falsaperla, ISPESL, intervento al seminario “Rischi da campi elettromagnetici in ambiente lavorativo” (formato PDF, 2.54 MB).




Tiziano Menduto
 



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

Imparare dagli errori: esempi di infortuni nelle lavanderie industriali

I rischi biologici e la prevenzione nelle bioraffinerie da microalghe

Le attività del responsabile del servizio di prevenzione e protezione

Movimentazione dei carichi, posture incongrue e prevenzione dei rischi


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

15APR

Riduzione delle emissioni negli edifici in Europa e ruolo dell’ETS2

14APR

PFAS e malformazioni congenite

10APR

Convegno SLAM: Sicurezza sul Lavoro e Interazioni con l’AMbiente

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
15/04/2026: Gruppo interistituzionale composto da rappresentanti della Direzione Generale per la Salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro e per le politiche assicurative del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’INAIL, dell’INL e delle Regioni - FAQ - Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 in materia di formazione – marzo 2026
15/04/2026: MASE - Albo Nazionale Gestori Ambientali - Deliberazione n. 1 del Marzo 2026 e Circolare n. 2 del 27 marzo 2026 - Integrazione dei requisiti di idoneità tecnica per l’iscrizione all’Albo nella categoria 5 relativa ai sistemi di geolocalizzazione sugli autoveicoli per il trasporto dei rifiuti speciali pericolosi ai sensi dell’articolo 17 del decreto 4 aprile 2023 n. 59
14/04/2026: Direttiva (Ue) 2026/470 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 febbraio 2026 che modifica le direttive 2006/43/CE, 2013/34/UE, (UE) 2022/2464 e (UE) 2024/1760 per quanto riguarda taluni obblighi relativi alla rendicontazione societaria di sostenibilità e taluni obblighi relativi al dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità – OMNIBUS I
14/04/2026: Imparare dagli errori – Le attività di pulizia, gli infortuni e le cadute – le schede di Infor.mo. 10507 e 18055
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


SGSL, MOG, DLGS 231/01

La UNI EN ISO 45001:23 e l’art. 30 del d.lgs. 81/08


VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO

Uffici e rischio incendio: valutazione secondo il Codice prevenzione incendi


TRASPORTI E MAGAZZINAGGIO

La sicurezza della circolazione ferroviaria e la sicurezza sul lavoro


VIGILANZA E CONTROLLO

Digitalizzazione e reti collaborative: come migliorare la conformità SSL


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità