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Anno 11 - numero 2164 di lunedì 11 maggio 2009

Ridurre il rischio delle macchine agricole desilatrici


Disponibili on line le linee guida Ispesl, non ancora definitive, relative all’adeguamento delle macchine agricole desilatrici, miscelatrici e/o trinciatrici. Le carenze della norma EN 703: 1995, il richiamo europeo e la riduzione del rischio.

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Su “Salute e Sicurezza sul Lavoro”, sito della Regione Lazio per lo sviluppo della cultura della prevenzione in ambito lavorativo, è stata segnalata la pubblicazione delle linee guida IspeslAdeguamento macchine agricole desilatrici, miscelatrici e/o trinciatrici e distributrici di insilati”.
 
Nota di redazione del 2 ottobre 2009
Riceviamo e pubblichiamo una precisazione dal Dipartimento Tecnologie e Sicurezza dell'ISPESL: il Documento è stato approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome l’11 giugno 2009, ma per avere lo status di linea guida deve essere approvato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano così come stabilito dal D. Lgs. 81/08 (art. 2 comma 1 lettera Z).
 
(Nota di redazione del 12 maggio 2009
Riceviamo e pubblichiamo una precisazione dal Dipartimento Tecnologie e Sicurezza dell'ISPESL: le linee guida ADEGUAMENTO MACCHINE AGRICOLE DESILATRICI non sono state ancora approvate in via definitiva dall'ISPESL ne approvate in sede di CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO (Conferenza Stato Regioni). Presumibilmente saranno approvate entro il mese di giugno 2009. Le linee guida qui pubblicate si intendono quindi una bozza di lavoro e non possono quindi avere un valore di riferimento normativo.)
 
 
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Nella presentazione del documento si ricorda che “la norma armonizzata EN 703 versione 1995 specificava i requisiti di sicurezza e di verifica per la progettazione e la costruzione di differenti tipi di desilatrici portate, trainate o semoventi utilizzate da un solo operatore, ivi comprese le macchine desilatrici - miscelatrici – distributrici”.
Tuttavia l’attività di Sorveglianza del Mercato, attraverso gli accertamenti tecnici svolti dall’ISPESL, “ha consentito di individuare alcune gravi insufficienze della norma EN 703: 1995”, ad esempio relative a :
- “carenza di informazioni tecniche connesse soprattutto con l’ubicazione dei comandi, la definizione dei sistemi di distribuzione e la determinazione dei tempi di arresto degli organi rotanti;
- requisiti di sicurezza connessi con l’abbassamento degli organi di taglio e caricamento;
- visibilità del campo di azione degli organi di taglio e caricamento;
- prevenzione di rischi dovuti agli elementi mobili connessi con il sistema di miscelazione e/o triturazione con macchine dotate di sistema di taglio e caricamento e con macchine dotate di porta caricante”.
 
In considerazione di queste insufficienze e dei “numerosi incidenti, spesso mortali, verificatesi in seguito all’utilizzo di queste macchine”, la norma EN 703: 1995 è stata “oggetto di una formale obiezione dell’Italia ai sensi dell’art. 6 della Direttiva Macchine”: la Commissione delle Comunità Europee il 25 ottobre 2000 ha deciso di “ritirare i riferimenti della norma EN 703 dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità Europee”.
Dunque l’utilizzo di tale norma non è più elemento di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza e di salute della direttiva 98/37/CE.
 
Benché sia stata redatta una nuova versione della norma (EN 703: 2004) che tiene nella “dovuta considerazione i commenti tecnici prodotti dall’ISPESL”, il presente documento – nato su richiesta del Coordinamento tecnico interregionale della prevenzione nei luoghi di lavoro – risulta necessario per poter intervenire sul parco macchine già immesso sul mercato con adeguati “apprestamenti tecnici volti a ridurre il rischio a livelli considerati accettabili”.
 
Il documento ha dunque lo scopo di fornire informazioni tecniche sulle modalità di adeguamento delle macchine, già immesse sul mercato e dichiarate conformi alla EN 703: 1995, ai fini del soddisfacimento delle carenze tecniche riscontrate dall’Italia e formalizzate dalla Commissione europea con la Decisione del 25 ottobre 2000 n. 2000/693/CE.
 
 
 
 
Tiziano Menduto

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