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Anno 7 - numero 1340 di giovedì 13 ottobre 2005 DUE BANDITI PASTICCIONI …… per imparare le regole della sicurezza antirapina in banca. Intervista a Bruno Sebastiani, UniCredit. Pubblicità È stata di recente ribadita la necessità di inserire rapina in banca tra i rischi di natura professionale, come indicato dal Decreto Legislativo 626/94, il cui obiettivo è la tutela dell'integrità psico-fisica del lavoratore (vedere i numeri 771, 776 e 1166 di PuntoSicuro, a commento della circolare ABI e delle recenti iniziative giudiziarie del procuratore Guariniello). PuntoSicuro ha realizzato un'intervista con Bruno Sebastiani, UniCredit – Sicurezza, Responsabile Analisi del Rischio che ha seguito in prima persona un progetto di formazione dedicato proprio alla prevenzione del rischio rapina in banca.
Alla fine dello scorso anno UniCredit Banca comunicò a Sicurezza che nel 2005 tutti gli Addetti al Servizio Clienti (un tempo noti come Cassieri) avrebbero partecipato in aula a un corso sulla Customer Satisfaction e che, all’interno di questo corso della durata di due giornate, sarebbe stato gradito un intervento di un paio di ore sulla Sicurezza allo Sportello. Occasione unica, irripetibile, per avvicinare gli oltre 6.500 Addetti al Servizio Clienti, che abbiamo colto al volo per dar vita al più impegnativo programma di formazione sulla sicurezza antirapina che mai banca italiana abbia realizzato. Per prima cosa ci siamo posti il problema di come catturare l’attenzione dei discenti nel modo più produttivo possibile, avendo presente che i corsi sarebbero stati: - circa 400 (di 15 – 20 partecipanti cadauno); - su tutto il territorio nazionale; - con frequenti sovrapposizioni; - ad alto contenuto tecnico - operativo; e che i docenti sarebbero stati – per tutti questi motivi - i Capi Area della Sicurezza, certamente ben a conoscenza degli argomenti tecnico - operativi, ma un po’ meno avvezzi a gestire aule di formazione. Il messaggio video infatti è quello che più direttamente colpisce, ben più della parola scritta o dei corsi interattivi on line, ma per essere veramente efficace deve: - veicolare messaggi essenziali, evitando cioè di trattare troppi argomenti; - essere ben fatto, a livello professionale sia come regia sia come cast di attori. Più problematico è stato risolvere il primo punto. Occorreva infatti rinunciare a richiamare l’attenzione su tanti aspetti spiccioli della sicurezza antirapina per concentrarsi su quelli basilari.
Un secondo aspetto imprescindibile per la sicurezza dei colleghi è però il comportamento da tenere in caso di rapina. Ed ecco allora l’altro punto intorno a cui far ruotare i messaggi del filmato. Individuati i due “messaggi forti” occorreva però decidere come veicolarli. Una esposizione di tipo troppo didascalico avrebbe comportato il rischio di non attirare l’attenzione degli spettatori. Occorreva trovare una soluzione narrativa di maggiore impatto. Perché, ci si è detto, non mostrargliele da questa visuale nuova, mostrando in definitiva quale è il vero ed unico movente che spinge i rapinatori ad assaltare le banche. Il rischio era di comunicare un messaggio troppo crudo. Ed ecco allora l’idea di sdrammatizzare il contesto disegnando la figura di due banditi “pasticcioni”, determinati a cercare la banca dove il bottino sarebbe stato più sostanzioso, ma altrettanto “umani” e “simpaticoni” al di fuori della loro attività criminale. La rapina narrata nel film viene preparata con tre sopralluoghi successivi in altrettanti sportelli, fino a quando, al terzo sopralluogo, i banditi trovano una cassiera altrettanto “pasticciona”, che custodisce tutte le banconote in un cassetto aperto del proprio box di cassa. Come in tutti i film che hanno uno scopo didattico le situazioni sono state estremizzate, ma in modo talmente palese da far intendere chiaramente allo spettatore il motivo per cui ciò è stato fatto. Nel film, terminata la rappresentazione della rapina, entra in scena un “tutor-attore” che tira le conclusioni di quanto visto e passa ad illustrare il comportamento da tenere quando si subisce una rapina, con il fine dichiarato di prevenire ogni danno fisico a tutti i presenti. Questi in estrema sintesi i temi trattati dal filmato, della durata complessiva di circa 30 minuti. Per il restante tempo a disposizione sono stati previsti: - inizialmente la compilazione di un questionario sulla percezione della sicurezza antirapina e sulla conoscenza del fenomeno e delle norme da parte di tutti i partecipanti (questionario che sarà poi oggetto di apposita elaborazione); - una introduzione al tema da parte del docente, cui fa seguito la proiezione del filmato; - infine una “sistematizzazione” di quanto visto, sempre a cura del docente con il supporto di una presentazione powerpoint, e una discussione sul tema con i discenti.
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