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Chat control: dubbi su privacy e controllo delle chat
Un paio di anni fa l’Unione europea si è attivata, cominciando ad elaborare un regolamento teso a prevenire e a contrastare abusi sessuali sui minori (Child Sexual Abuse Regulation - CSAR). Mano a mano che il regolamento veniva esaminato nelle sedi appropriate, venivano avanzati dubbi sempre più gravi sulla natura stessa del documento e sulle modalità con cui si riteneva di poter mettere sotto controllo alcune tipologie di chat.
Tanto per cominciare, ricordiamo ai lettori che vi è una bella differenza fra una legge europea ed un regolamento europeo. Il regolamento europeo, una volta approvato, diventa immediatamente esecutivo in tutti paesi europei e non ha bisogno di un recepimento legislativo, con elaborazione di una specifica legge, in ogni parlamento europeo.
L’obiettivo di questo documento è quello di prevenire abusi online di tipo sessuale, sui minori, attuando tutt’una serie di misure, tra le quali in particolare si mette in evidenza l’obbligo di attivare una procedura per la individuazione e la segnalazione della presenza di materiale sessuale, grazie a strumenti di monitoraggio delle piattaforme digitali, dove questi messaggi potrebbero trovarsi.
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Le perplessità avanzate in sede parlamentare, ma anche in altri sedi, sono di varia natura e ritengo assai utile, per i nostri lettori, prendere atto di alcune richieste di chiarimenti, che sono state presentate nel contesto parlamentare.
- La commissione parlamentare ritiene che il monitoraggio a tappeto di comunicazioni crittografiche sia coerente con i diritti fondamentali dell’Unione Europea?
- Quali protezioni minime devono essere rispettate, nella nuova bozza di regolamento, per trovare un punto di equilibrio tra la protezione dei minori e il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini europei?
- La commissione può garantire che questa bozza di regolamento sia conforme al documento sui diritti fondamentali dell’unione europea, ed in particolare con gli articoli 7 ed 8, che fanno riferimento alla privacy ed alla protezione dei dati personali?
- Come si prevede di salvaguardare l’integrità di un applicativo crittografico end-to-end, come elemento di base della sicurezza digitale?
- In particolare, come si è valutato il rischio legato al fatto che i servizi cifrati di messaggeria (WhatsApp, Signal, ec.) devono adottare strumenti in grado di analizzare i contenuti di conversazioni private degli utenti, anche in assenza di segnali di potenziale pericolo. associati a tali conversazioni?
- La valutazione di impatto ha già preso in considerazione l’elevato rischio di falsi positivi, che potrebbero avere conseguenze gravissime su cittadini innocenti?
La presidenza danese del parlamento europeo ha recepito in pieno queste perplessità e ha chiesto di modificare in modo appropriato il testo della proposta di regolamento.
Tuttavia, ad avviso degli esperti, sarà ben difficile che una proposta di regolamento, per quanto adattata e modificata, possa davvero consentire di raggiungere l’obiettivo di protezione dei minori da abusi sessuali, senza impattare in maniera drammatica sulla protezione dei dati personali dei cittadini europei.
Raccomandiamo ai lettori di meditare su queste 6 oggettive e critiche considerazioni, e ci riserviamo in un prossimo intervento di aggiornare i lettori su questo tema, che si evolve quasi ogni giorno.
Adalberto Biasiotti
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Pubblica un commento
| Rispondi Autore: Gianni | 20/11/2025 (10:37:51) |
| Tutto giusto, ma la direzione è quella: euro digitale e chat control. L'unico dubbio è: quando? 1, 2 o 3 anni? La UE è davvero la soluzione ai problemi dei cittadini? | |
