Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Area riservata:

Password dimenticata?
Username dimenticato?

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

Il rischio chimico nella metalmeccanica: polveri, oli e fumi

Il rischio chimico nella metalmeccanica: polveri, oli e fumi
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Industria siderurgica, lavorazione metalli

25/09/2015

Un documento riporta informazioni e indicazioni sul rischio chimico nell’industria metalmeccanica. Focus su polveri generiche e polveri di metalli, sulle nebbie di oli minerali e sui fumi di saldatura.

Il rischio chimico nella metalmeccanica: polveri, oli e fumi

Un documento riporta informazioni e indicazioni sul rischio chimico nell’industria metalmeccanica. Focus su polveri generiche e polveri di metalli, sulle nebbie di oli minerali e sui fumi di saldatura.

 
Padova,  25 Sett – Nel mondo del lavoro spesso l’uso di agenti chimici - intesi come sostanze o miscele, naturali o di sintesi,  in forma solida, liquida o gassosa - espone i vari lavoratori a rischi elevati sia di infortuni che di  malattie professionali. E questi rischi cono presenti anche in comparti, come quello metalmeccanico, dove generalmente i cicli produttivi sono semplici
e si parte spesso da materie prime che possono essere metalli in vari formati, con lavorazioni che comportano, ad esempio, taglio, piegatura, foratura, pressatura, levigatura, operazioni di
torneria, ...
 
Per parlare del  rischio chimico in questo settore possiamo fare riferimento ad un intervento pubblicato sul sito dell’ Agenzia provinciale per l’ambiente della Provincia autonoma di Bolzano e a cura del Dott. Giampaolo Gori del Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica dell’ Università di Padova.

Pubblicità
Rischio chimico - 1 ora
Lavoratori - Rischio chimico - 1 ora
Informazione ai lavoratori sui rischi specifici ai sensi dell'art. 36 del D.Lgs. 81/2008

L’intervento, dal titolo “Il rischio chimico nell’industria metalmeccanica”, fa riferimento in particolare al comparto produttivo presente nel Triveneto prendendo in considerazione i rischi presenti nelle aziende meccaniche tradizionali (con esclusione di fonderie, acciaierie e galvaniche).
 
Questo è un breve quadro riassuntivo dei rischi:
- “polveri generiche da molatura e/o levigatura, pulitura, satinatura;
- polveri irritanti nel caso di verniciature epossidiche (a polveri);
- polveri respirabili, silice libera cristallina;
- nebbie di oli minerali (emulsionati e non);
- fumi di saldatura (vari componenti);
- vapori di solventi (da verniciatura, lavaggi al solvente, incollaggi);
- isocianati (ad es. MDI) in operazioni di schiumatura, o verniciatura o incollaggio con prodotti a due componenti”.
 
Ci soffermiamo in particolare sulle polveri, ad esempio polveri (generiche) inalabili “provenienti da operazioni di, movimentazione materiali polverosi, levigatura, pulitura, satinatura, distaffaggio, taglio, pesata di prodotto sfuso, ecc. effettuate sia con macchine fisse che con attrezzi manuali”. Infatti le operazioni di pulitura dei manufatti metallici “possono comportare vari passaggi: ad es. smerigliatura a grana grossa e fine, spuntigliatura, lucidatura, ecc. con l’uso di diversi attrezzi manuali o di macchine, con vari nastri abrasivi di diversa granulometria”.
E se in genere le polveri sono formate da costituenti privi di particolari effetti tossicologici, vi possono essere anche costituenti metallici.
Ad esempio “nel caso della pulitura di semilavorati in ottone provenienti dalla fonderia è necessario analizzare la polvere inalabile campionata per la determinazione di vari metalli: rame e zinco (in primis) e nichel, piombo e manganese (come costituenti presenti in tracce)”.
Nelle polveri inalabili può essere presente anche il nichel: “una esposizione di questo tipo si può avere nelle lavorazioni per la sinterizzazione di ingranaggi metallici a base di nichel (per l’industria automobilistica). Anche in questo caso è necessaria la speciazione delle polveri per la ricerca del metallo, ma non solo. Sono possibili vari tipi di indagini: valutazione dell’inquinamento delle superfici (wipe test); valutazione del metallo direttamente sulla pelle degli addetti (pads); inquinamento ambientale (nichel in aria); monitoraggio biologico (nichel urinario)”.
Il rischio maggiore – continua il documento - è l’assunzione di nichel per contatto, attraverso la pelle. Questo rischio viene evidenziato da grosse discrepanze fra dato ambientale – bassa concentrazione - di nichel aerodisperso e dato biologico (nichel urinario) – presente in elevata concentrazione.
Sempre in relazione alle poveri in molti casi può essere necessario un campionamento della frazione respirabile: “ad esempio, per certe operazioni di sabbiatura e per la pulitura e finitura di manufatti grezzi provenienti dalla fonderia. È possibile un inquinamento dovuto a sabbia con un notevole contenuto in silice libera cristallina”. E anche nei casi di manufatti provenienti dalla fonderia (ghisa, alluminio) “le operazioni di distaffatura e pulitura possono essere molto polverose, con concreto rischio di superamento dei valori limite per la silice libera cristallina”.
 
Veniamo agli oli minerali. che si distinguono in interi ed emulsionabili ed hanno una composizione estremamente varia. Infatti “oltre all’olio base, di derivazione sintetica o minerale, sono aggiunti vari additivi con funzione antiusura, antiossidante, antiruggine, antibatterica, fungicida, antischiuma, antinebbia, ecc”.
 Gli oli minerali sono lubrificanti altamente raffinati “quelli sottoposti ad una estrazione con solvente e/o ad un trattamento spinto con idrogeno o con acido solforico fumante; sono considerati invece poco raffinati degli oli che subiscono trattamenti più blandi. Gli IPA, che costituiscono il principale fattore di rischio legato all’uso degli oli, sono presenti in elevata concentrazione nei prodotti non raffinati, mentre si rilevano in tracce nei prodotti severamente raffinati”.
L’autore si sofferma poi sulle nebbie di oli minerali, un rischio “tipico dell’ industria metalmeccanica in quanto gli oli sono utilizzati ampiamente in funzione lubrificante e refrigerante (attrito e sviluppo di calore) su tutte le macchine operatrici ed i centri di lavoro”.
E i cancerogeni potenzialmente presenti nelle nebbie “sono gli IPA e la Nitroso- dietanolammina:
- l’eventuale presenza di IPA e di dietanolammina si dovrebbe ricavare da quanto dichiarato nelle schede di sicurezza;
- una volta accertata la presenza di queste sostanze, i rischi potenziali maggiori sono relativi all’uso di oli puri (taglio e/o tempera) ed alle effettive condizioni lavorative;
- è stato altresì rilevato che la percentuale di IPA può aumentare con l’uso”.
Il documento si sofferma anche sull’evoluzione tecnologica: dalle macchine tradizionali (torni, frese, trapani, cesoie) “si è passati ai nuovi centri di lavoro (di varia dimensione) alle macchine di moderna concezione costruite secondo i dettami della Direttiva Macchine (completamente chiuse ed intrinsecamente sicure). E gli effetti sono “un migliore controllo dell’antinfortunistica e minori rischi chimici fisici in ambiente di lavoro”.
 
Rimandando ad una lettura integrale del documento per quanto riguarda i problemi con i solventi e gli isocianati, concludiamo questa breve disamina sui rischi chimici parlando dei fumi di saldatura che costituiscono un rischio di tipo complesso.
Infatti “in questi fumi possono essere presenti vari componenti sia allo stato gassoso che allo stato solido (particolato di varie dimensioni, particelle ultrafini - nanoparticelle, polveri inalabili, polveri respirabili)”.
In particolare le sostanze presenti nei fumi possono essere:
- “gas prodotti dalla combustione dell’aria e/o di eventuali impurezze di tipo organico, come ad esempio tracce di oli minerali: ossidi di azoto, monossido e di ossido di carbonio, ozono, fluoro gas, acido fluoridrico, aldeidi a basso PM, altro;
- metalli ed ossidi presenti nei manufatti da saldare, nei costituenti degli elettrodi, nei metalli d’apporto (barrette, filo, ecc.). Quali ad esempio: ferro, manganese, rame, zinco, nichel, cromo, cadmio, argento”.
È inoltre noto che nell’ambito della saldatura “si generano particelle ultrafini (prevalenti in termini di numero le particelle con diametri medi nel range 36 – 64 nm; mentre in termini di peso sono prevalenti le particelle con diametri compresi fra 100 – 200 nm): queste particelle si generano anche in fasi di taglio al plasma o con il raggio laser; le particelle ultrafini contenenti ad esempio zinco, cadmio e rame, sembrano essere responsabili delle febbri da fumi”.
L’autori si sofferma poi sulla saldatura inox, la saldatura di acciai inossidabili che “comprende diverse attività lavorative nelle quali si utilizzano leghe contenenti nichel e cromo e quindi:
- “saldatura dei vari tipi di acciaio ‘legato’;
- saldatura diretta di acciaio inox;
- impiego di leghe contenenti Nichel e Cromo, anche come materiale d’apporto;
- taglio con cannello ossiacetilenico;
- taglio laser e taglio al plasma di acciai inox”.
In un indagine di comparto effettuata in Emilia Romagna sono stati considerati saldatori coloro che operavano per almeno due ore al giorno e “gli acciai più utilizzati contenevano, oltre a significative percentuali di nichel (8-14%) e di cromo (16-20%), anche minori percentuali di manganese (2%) e molibdeno (2-3%). I metalli di cui sopra, nell’ambiente ad alta temperatura della saldatura, possono essere presenti sia come metalli, sia come ossidi e comunque in stati di ossidazione nei quali sono classificati come cancerogeni (Nichel II; Cromo VI) pertanto, nelle eventuali misure ambientali dovrebbe essere stimato sia il cromo totale che il cromo esavalente oltre al nichel ed agli altri metalli presenti. Per alcuni composti del cromo è stato evidenziato anche il rischio genotossico”.
L’autore si sofferma anche su un caso particolare di saldatura, la saldo brasatura (saldatura a bassa temperatura, < 700°C): “in questo caso vengono usate barrette di metallo d’apporto costituite da una lega che può contenere: cadmio, argento, rame, zinco. In particolare andrà verificata l’eventuale percentuale di cadmio”.
 
Infine riportiamo le conclusioni dell’autore che ricorda come “in linea generale i rischi connessi con le attività dell’ industria metalmeccanica sono noti”.
Tuttavia è importante:
- “una corretta informazione a priori sulle materie prime in uso tramite una attenta lettura delle schede di sicurezza;
- in secondo luogo è fondamentale avere le idee chiare sulle reali mansioni degli operatori (tempi di esposizione effettivi);
- ciò si potrà ottenere, dopo il sopralluogo, con una intervista mirata al datore di lavoro e/o ai responsabili di produzione”:
Inoltre è necessaria:
- “una particolare attenzione per i rischi cancerogeni connessi con l’uso degli oli minerali;
- così come per le saldature su acciaio inox (verificare le reali condizioni operative) un attento monitoraggio biologico;
- in particolare a volte si deve valutare la possibile presenza di metalli (pesanti) nelle polveri prodotte;
- importante anche la determinazione di polveri respirabili e della silice cristallina in alcuni manufatti grezzi provenienti dalla fonderia”.
In ogni caso se le reali mansioni degli addetti presuppongono reali esposizioni a fattori di rischio chimico:
- “sarà necessaria una accurata indagine ambientale;
- tale indagine servirà in ogni caso a verificare se i sistemi di prevenzione primaria sono efficienti;
- infine un adeguato monitoraggio biologico fornirà dei dati complementari all’indagine ambientale al fine di dare un quadro esauriente della situazione”.
                 
 
 
Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica dell’Università di Padova, “ Il rischio chimico nell’industria metalmeccanica”, a cura del Dott. Giampaolo Gori del Dipartimento di Medicina Ambientale e Sanità Pubblica dell’Università di Padova (formato PDF, 102 kB).
 
 
RTM
 
 
 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Rispondi Autore: mallia vincenzo immagine like - likes: 0
01/12/2016 (16:24:09)
salve affianco arme ce un fabbro che usa tutta la giornata il flechise e usa tutta la giornata la saldatura non lo so se e la mia impressione ma sto male mi soffoco puzza della saldatura ho paura se mi fa male rischi
che posso correre e mi sento imbriaco grazie mi faccia sapere per favore
Rispondi Autore: barbara padoan immagine like - likes: 0
12/07/2018 (18:02:49)
salve io ho lavorato per 20 anni in una fabbrica ,dove si leviga alluminio e leghe sia in nichel che altro...mi ritrovo con problemi alla respirazione e la mucosa nasale che non c e? come devo comportarmi?
Rispondi Autore: Gigi Vis immagine like - likes: 0
30/03/2019 (00:28:26)
Salve. Io ho lavorato su dei centri di lavoro "CHIRON " ( frese ) con olio emulsionabile ...ebbene ho dovuto allontanarmi e poi cambiare lavoro dopo 10 anni a causa dei problemi alla mucosa nasale. E' da considerarsi malattia professionale ? Che debbo fare ?
Rispondi Autore: Gioacchino di capua immagine like - likes: 0
06/06/2019 (22:26:02)
Salve, volevo chiedervi cosa si rischia effettuando lavorazioni di molatura non protetto , e si può effettuare in presenza di altri operai non protetti. Grazie
Rispondi Autore: Anna Lezzeri immagine like - likes: 0
21/08/2019 (16:11:14)
Buongiorno scrivo da palma di Maiorca mio marito lavora in un grande pub dove ha mansioni da (mantenimento) che significa va a riparare strutture che hanno bisogno di una riforma .Quindi in questo caso,sta praticamente raschiando delle pareti di rame che sono All interno di questo grande Pub , benché usa maschera e tuta (di quelle bianche che usano gli imbianchini) fornita dall' azienda ,ha tutte le braccia corrose da questa polvere ,e oggi lavando a mano una camicia che usa sotto la tuta ho visto quanta polvere di rame si era depositata nel lavabo .La cosa mi preoccupa molto perché leggendo il vostro articolo ho visto i danni che può provocare .Secondo voi sarebbe il caso fare delle foto sol luogo di lavoro e soprattutto andare da un medico per accertamenti sulla irritazione ?Mi potete dare dei consigli per favore? Vi ringrazio e porgo cordiali saluti Anna Lezzeri

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

Sostanze pericolose sul Lavoro: sicurezza, rischi e normative

Indicazioni generali di primo soccorso in caso di incidenti con agenti chimici

Tossicologia e nuove tecnologie: come i database digitali tutelano la salute

DPI e respiratori antipolvere: la scelta dei filtri e le applicazioni


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

29APR

Decreto lavoro: il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri

29APR

RENTRI: modalità di pagamenti sanzioni art.258

28APR

Il portale per la libera consultazione delle norme UNI per la SSL

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
30/04/2026: Inail – Schede informative: batteri - Supporto per la realizzazione del Manuale informativo: Rischio biologico in scenari di intervento ordinari e di emergenza - edizione 2025
30/04/2026: Corte di Cassazione Civile, Sez. 1 - Sentenza n. 9324 del 13 aprile 2026 - Indicato CSE a sua insaputa in appalti pubblici, profili di sicurezza ex D.Lgs. 81/2008 e trattamento dei dati personali: rigettata la domanda risarcitoria.
29/04/2026: Corte di Cassazione Sezione Lavoro - Ordinanza 13 febbraio 2026 n. 3263 - Licenziamento legittimo del lavoratore vittima di una truffa informatica (phishing)
29/04/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 6379 del 10 febbraio 2017 - Responsabilità di un lavoratore gruista per la violenta collisione con un carroponte fermo. Il mancato funzionamento del sistema anticollisione interrompe il nesso causale tra condotta del lavoratore.
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


PREVENZIONE INCENDI

La Classe di fuoco L per le batterie al Litio


INTERVISTE E INCHIESTE

Le interviste di PuntoSicuro: la verifica dell’efficacia della formazione


DPI

Uso e gestione dei DPI sul lavoro: scelta, informazione e formazione


INTERPELLI

Interpello: la formazione alla sicurezza per i docenti di scuole e università


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità