Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Imparare dagli errori: ancora infortuni nelle attività di pulizia
Brescia, 7 Mag – In queste ultime settimane il nostro giornale, in considerazione dei tanti rischi per gli operatori presenti nelle attività di pulizia, disinfezione e sanificazione nei luoghi di lavoro, ha fatto un breve viaggio, attraverso la rubrica “Imparare dagli errori”, intorno a vari esempi di infortuni del settore cercando di comprendere anche i reali fattori causali alla base di tali incidenti.
Nella prima puntata della rubrica abbiamo parlato del rischio macchina, nella seconda abbiamo accennato alle tante cadute dall’alto che avvengono nei luoghi di lavoro, mentre nella terza ci siamo soffermati anche sulle attività di sanificazione e sui rischi chimici.
In questa ultima puntata riportiamo altri eventi incidentali, sempre nelle attività di pulizie, connessi a rischi specifici come la caduta dalle scale o il contatto con parti in tensione.
Le dinamiche infortunistiche presentate sono tratte dalle schede dell’archivio di INFOR.MO., strumento per l'analisi qualitativa dei casi di infortunio collegato al sistema di sorveglianza degli infortuni mortali e gravi.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo:
- Esempi di incidenti nelle attività di sanificazione e pulizia
- Le attività di sanificazione e i rischi chimici per gli operatori
Esempi di incidenti nelle attività di sanificazione e pulizia
Nel primo caso l’infortunio riguarda un’azienda in cui sono in corso pulizie straordinarie.
Un dipendente di un'impresa di pulizie si trova presso un'azienda cliente, assieme a due colleghi, per l'effettuazione delle pulizie straordinarie.
Nel primo pomeriggio il capo squadra lo incarica di pulire il portone d'ingresso della ditta. Il lavoratore prende una scala doppia in alluminio a cinque gradini che aveva in dotazione, la posiziona davanti al portone da pulire. Sale sul terzo gradino e con la normale attrezzatura, 'vello e tira acqua', inizia la pulizia.
Nelle operazioni di pulizia si sporge lateralmente, perde l'equilibrio e cade a terra provocandosi un trauma cranico e la frattura del polso destro. Giunto all'ospedale perde conoscenza e viene trasferito in altro centro specialistico.
La scala utilizzata è risultata regolare.
Il fattore causale individuato, relativo all’uso errato dell’attrezzatura:
- l’infortunato “si sporgeva lateralmente dalla scala”;
Nel secondo caso un lavoratore è alle dipendenze di una ditta specializzata in pulizie tecniche di impianti industriali che opera in regime di appalto in attività di dismissione di parti meccaniche e quadri elettrici già disattivati all’interno di una palazzina di una centrale elettronucleare.
Al momento dell’infortunio l’operatore sta lavorando, assieme ad un collega, in un’area di lavoro consegnata dalla ditta committente alla ditta appaltatrice e dichiarata come fuori tensione e pertanto classificata come “in sicurezza”.
Durante le operazioni di smontaggio di parti meccaniche fissate all’armadio di un quadro elettrico, il lavoratore subisce un infortunio per folgorazione dovute alla presenza di parti attive non protette all’interno del quadro elettrico.
All’esito degli accertamenti “si è verificato che parte dell’impianto interessato ai lavori non era stata completamente sezionato, oltre alla mancanza di collegamenti a terra ed in corto circuito, fattori che hanno causato l’infortunio. A seguito delle indagini, è risultato che la verifica delle condizioni di messa fuori tensione dell’impianto, effettuata da tecnico elettricista della ditta committente, non erano state condotte a regola d’arte e conseguentemente non sono state fornite informazioni all’infortunato circa la presenza di corrente elettrica”.
Questi i fattori causali presenti nella scheda:
- “non sono state fornite informazioni all’infortunato circa la presenza di corrente elettrica”;
- “parte dell’impianto interessato ai lavori non era stata completamente sezionata, mancanza di collegamenti a terra ed in corto circuito”.
Le attività di sanificazione e i rischi chimici per gli operatori
Per avere qualche informazione sui rischi torniamo a sfogliare la pubblicazione Inail “ La sanificazione nel post Pandemia. La standardizzazione dei processi. Sensibilizzare le aziende ai processi di pulizia e sanificazione come prassi standard di prevenzione dagli infortuni e dalle malattie sul lavoro”.
Il documento segnala che i rischi connessi all’elettricità “sono:
- Folgorazione o elettrocuzione: la folgorazione o elettrocuzione è il passaggio di una forte corrente elettrica attraverso il corpo umano che determina effetti patologici: ustioni, di disturbi del ritmo cardiaco (fibrillazione), di lesioni degenerative dei muscoli e del sistema nervoso, fino alla morte.
- Bruciature cutanee: sono una delle conseguenze più comuni della folgorazione, si verificano sulle zone del corpo che sono state a contatto con la sorgente dell’elettricità.
- Marchio elettrico: è in genere localizzato nel punto di contatto tra il conduttore di elettricità e la cute. In alcune circostanze è rilevabile nel punto cutaneo di scarico della corrente. Può avere colorito giallo grigiastro o presentarsi alla vista come carbonizzazione.
- Cortocircuiti e sovraccarichi: possono essere all’origine di incendi o esplosioni”.
Inoltre le cause di un problema connesso al rischio elettrico possono riguardare il contatto diretto o indiretto con la corrente elettrica:
- Contatto diretto: “contatto, sia con il corpo sia attraverso la manipolazione di strumenti, con la parte normalmente attiva di un apparecchio o di una installazione elettrica normalmente sotto tensione, per esempio prendendo in mano inavvertitamente un cavo danneggiato con un filo scoperto.
- Contatto indiretto: contatto con una parte dell’impianto o dell’attrezzatura normalmente non in tensione, messa accidentalmente sotto tensione per un guasto dell’isolamento, per esempio quando la parte scoperta di un cavo entra in contatto con una parte metallica della macchina che si sta manovrando”.
E le “conseguenze” del “rischio elettrico” possono estendersi:
- “alle immediate vicinanze del soggetto colpito
- alla sicurezza dei soccorritori e ad eventuali danni al materiale attraversato dalla corrente elettrica”.
Per parlare di scale possiamo, invece, fare riferimento al quaderno tecnico per i datori di lavoro “ La sicurezza nelle imprese di pulizia”, realizzato per l’ Expo 2015 di Milano, dal Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dall’ex Azienda Sanitaria Locale di Milano.
In relazione al rischio di caduta dall’alto nell’uso di scale portatili, il documento indica che gli infortuni provocati “sono spesso gravi e legati a lavori svolti in quota: tipicamente la pulizia dei vetri, delle tapparelle, degli androni, o durante piccole manutenzioni come il cambio di lampadine”.
Infatti le scale vengono spesso “utilizzate come luoghi di lavoro dove i lavoratori svolgono attività che impegnano le due mani, spesso spostando o sollevando pesi e/o assumendo posture che facilitano lo sbilanciamento”.
Tuttavia, sottolineano gli autori, le scale portatili “non sono luogo di lavoro ma servono per raggiungere la quota” e il loro utilizzo “è ammesso solo per piccoli lavori temporanei”.
Dopo aver riportato indicazioni sulla scelta delle scale portatili da utilizzare e sui requisiti di sicurezza delle scale semplici e doppie, sono riportate utili misure generali di sicurezza nell’utilizzo delle scale:
- “il datore di lavoro deve procedere alla valutazione del rischio con specifico riferimento alla lavorazione nella quale la scala verrà impiegata
- il personale addetto deve essere adeguatamente ‘formato’ ed addestrato all’uso della specifica attrezzatura fornita;
- la scala deve essere integra ed in buono stato di conservazione/efficienza ai fini della sicurezza; dotata di manuale d’uso e manutenzione disponibile per il lavoratore; adatta all’utilizzo specifico, posizionata secondo le modalità previste dal manuale d’uso e maneggiata con cautela per evitare il rischio di schiacciamento delle mani o degli arti. Deve appoggiare su una superficie regolare, fissa, non scivolosa, stabile e non cedevole; quando previsto, deve essere adeguatamente vincolata al piano d’appoggio;
- evitare di salire e/o scendere dalle scale sostenendo pesi o anche materiali ingombranti che possano ridurre pericolosamente la visuale, le possibilità di ancoraggio, o l'equilibrio;
- se è prevista la permanenza in sommità è necessario munirsi di cintura di sicurezza e individuare il punto di aggancio più opportuno;
- l’opportuna inclinazione della scala costituisce un parametro fondamentale di sicurezza. La distanza del punto di appoggio inferiore dal piano verticale deve essere all'incirca 1/4 della lunghezza della scala;
- nel caso di scale a forbice è estremamente importante che i punti di appoggio si trovino sullo stesso piano. Occorre inoltre verificare che al momento della salita le catene di sicurezza o gli altri dispositivi previsti siano tesi;
- l’utilizzatore deve sempre essere orientato nel verso proprio (con il viso rivolto alla scala) sia che salga sia che scenda sia che lavori;
- è pericoloso discendere da una scala portatile come se fosse una scala fissa (con le spalle rivolte alla scala) cosi come posizionarvisi a cavalcioni;
- sono pericolosi gli spostamenti laterali della persona: il centro di gravità deve rimanere sempre compreso tra i correnti della scala”.
Inoltre:
- se l’uso delle scale, per loro altezza o per altre cause, comporta pericolo di sbandamento è previsto dalla norma “che esse siano adeguatamente assicurate da altra persona, la quale durante l’esecuzione dei lavori deve esercitare da terra una continua sorveglianza della scala”;
- “per la pulizia di superfici poste ad una altezza superiore alle spalle del lavoratore utilizzare attrezzature con manico estensibile o trabattelli”.
Rimandiamo, in conclusione alla lettura integrale dei due documenti che riportano ulteriori dettagli sui vari rischi nelle attività di pulizia
Tiziano Menduto
Sito web di INFOR.MO.: nell’articolo abbiamo presentato – le schede di Infor.mo. 5804 e 16307 (archivio incidenti 2002/2023).
Scarica le schede da cui è tratto l'articolo:
Scarica i documenti citati nell'articolo:
Inail, Consulenza Statistico Attuariale, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza, “ La sanificazione nel post Pandemia. La standardizzazione dei processi. Sensibilizzare le aziende ai processi di pulizia e sanificazione come prassi standard di prevenzione dagli infortuni e dalle malattie sul lavoro”, a cura di di Giuseppe Bucci (Inail, CSA), Diego De Merich e Maria Rosaria Marchetti (Inail, Dimeila), Patrizia Anzidei e Giannunzio Sinardi (Inail, CTSS), Sara Veneziani e G. Ivo Vogna (Confimi Industria - Commissione ambiente e sicurezza), Stefania Verrienti e Lorenzo Di Vita (Afidamp - Aderente Finco - Confimi Industria) – Accordo Inal e Confimi Industria, edizione 2023 (formato PDF, 15.04 MB).
Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Dopo la pandemia: sanificazione e standardizzazione dei processi”.
Asl Milano, “L a sicurezza nelle imprese di pulizia”, a cura di G. Cattaneo, F. Borello e V. Cassinelli, quaderno tecnico per datori di lavoro Cantieri Expo Milano 2015, gennaio 2015 (formato PDF, 2.43 MB).
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'