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Infortuni e malattie professionali: la maggiore vulnerabilità dei lavoratori immigrati
La Giornata dei Migranti, celebrata il 18 dicembre, rappresenta un momento di riflessione e sensibilizzazione sul ruolo fondamentale delle comunità straniere nella società e nell’economia italiana. I dati pubblicati da Inail evidenziano come i lavoratori immigrati, pur costituendo una risorsa essenziale per il sistema produttivo nazionale e contribuendo a contrastare il calo demografico, risultino più esposti a infortuni e malattie professionali. Tra il 2019 e il 2023, lo studio Inail ha evidenziato che la maggiore vulnerabilità dei lavoratori stranieri è legata a fattori come la concentrazione in settori a rischio elevato – tra cui agricoltura, edilizia, ristorazione e industria leggera – la limitata conoscenza delle normative sulla sicurezza, la difficoltà di accesso alla formazione professionale e il riconoscimento parziale delle qualifiche.
La celebrazione della Giornata dei Migranti diventa quindi anche un’occasione per promuovere equità e sicurezza sul lavoro, valorizzando il contributo dei lavoratori immigrati e migliorando le condizioni occupazionali, la prevenzione dei rischi e la tutela della salute. È un invito a costruire un contesto lavorativo inclusivo, consapevole delle differenze culturali e delle sfide specifiche che questi lavoratori affrontano quotidianamente, garantendo pari opportunità, informazione adeguata sui rischi e strumenti di prevenzione efficaci.
In questo contesto, l’analisi Inail conferma come politiche di sicurezza sul lavoro mirate e interventi formativi dedicati siano strumenti indispensabili per ridurre le disuguaglianze e valorizzare pienamente il ruolo dei migranti nella società italiana, riconoscendo il loro contributo non solo economico, ma anche sociale e demografico.
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Infortuni e malattie professionali: la maggiore vulnerabilità dei lavoratori immigrati in Italia
Gli immigrati rappresentano una risorsa essenziale per demografia ed economia del nostro Paese, ma risultano più esposti a infortuni e tecnopatie. Una pubblicazione curata dalla Consulenza statistico attuariale dell’Inail evidenzia cause, settori più colpiti e fattori che aumentano la rischiosità per i lavoratori nati all’estero.
Un Paese che invecchia, una forza lavoro che cambia. Con 5,3 milioni di residenti stranieri, pari al 10% della popolazione, l’Italia trova nelle comunità immigrate un sostegno decisivo contro il calo demografico e la contrazione della forza lavoro. La componente straniera, mediamente più giovane e con una maggiore fecondità rispetto a quella italiana, seppure tali caratteristiche siano attualmente in diminuzione, contribuisce a compensare l’impoverimento demografico italiano e a sostenere settori produttivi essenziali, come agricoltura, edilizia, ristorazione e industria leggera. Nonostante ciò, persistono disuguaglianze salariali, difficoltà di riconoscimento dei titoli di studio e una forte concentrazione in mansioni a bassa qualifica.
Lo studio Inail: dati e tendenze del quinquennio 2019-2023. La pubblicazione della Consulenza statistico attuariale si fonda su dati elaborati dagli archivi statistici dell’Inail e di consultazione della Banca dati statistica presente sul portale istituzionale, con aggiornamento al 30 aprile 2024, e analizza l’andamento di infortuni e malattie professionali tra lavoratori immigrati e italiani, mettendo in luce forti asimmetrie. Pur rappresentando il 10% degli occupati, i lavoratori nati all’estero denunciano il 20% degli infortuni e l’8% delle malattie professionali. L’incidenza infortunistica risulta dunque più che doppia rispetto agli italiani: 31 casi ogni 1.000 occupati contro 14. Il fenomeno è legato anche alla maggiore presenza straniera nei settori a più alto rischio, alle tipologie contrattuali precarie e alla frequente condizione di irregolarità lavorativa.
Cause della maggiore esposizione al rischio. Secondo l’analisi, gli immigrati sono spesso impiegati in lavori manuali e particolarmente usuranti, che comportano movimentazione di carichi, posture incongrue ed esposizione prolungata a sforzi fisici. Ostacoli linguistici, formazione sulla sicurezza non sempre adeguata e scarsa familiarità con le norme aumentano ulteriormente la vulnerabilità. Ne derivano sia un più elevato numero di infortuni, sia una maggiore incidenza di patologie da sovraccarico biomeccanico e disturbi psichici legati allo stress lavorativo.
Un focus su rider e studenti. Un’analisi specifica è stata dedicata ai rider e agli studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado. Di recente, infatti, è stata estesa la tutela assicurativa Inail ai ciclofattorini, che sono stati equiparati agli altri lavoratori dipendenti. Il settore dei rider impiega molta manodopera straniera e nel periodo 2021-2023 delle 1.337 denunce pervenute all’Inail 671 provengono da nati all’estero, con le comunità pakistana, bangladese, indiana, marocchina e nigeriana tra le più colpite. Per quanto concerne gli infortuni occorsi in ambito scolastico, si è evidenziato che nel 2023 poco più del 5% degli infortuni ha riguardato i nati all’estero e, di questi, la quasi totalità proviene da scuole statali.
Tutele, criticità e prospettive. Lo studio sottolinea infine che, in base al principio di parità di trattamento, i lavoratori stranieri hanno diritto alle stesse prestazioni economiche e sanitarie degli italiani in caso di infortunio o malattia. Tuttavia, molteplici circostanze spesso rappresentano un ostacolo significativo al concretizzarsi di tali tutele. La natura stessa della malattia professionale, ad esempio, che si sviluppa in un ampio arco di tempo a causa di un’esposizione prolungata a un fattore di rischio, potrebbe essere di più difficile valutazione e riconoscimento in ragione dell’accentuata mobilità del lavoro migrante, che spesso non consente la maturazione delle condizioni per la denuncia della tecnopatia, perché il lavoratore potrebbe essere già rientrato nel suo paese d’origine. Rafforzare prevenzione, formazione e inclusione risulta quindi fondamentale per tutelare una componente della forza lavoro che, pur essendo cruciale per il sistema produttivo, affronta rischi maggiori e condizioni lavorative più fragili.
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:
Inail, Consulenza statistico attuariale, “ Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali degli immigrati”, a cura di Antonella Altimari, Adelina Brusco, Silvia D’Amario, Gina Romualdi e Liana Veronico, edizione 2025 (formato PDF, 2,23 MB).
Vai all’area riservata agli abbonati dedicata a “ Dati statistici: infortuni sul lavoro e malattie professionali dei lavoratori stranieri”.
Fonte: INAIL
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