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Economia circolare: lo studio EEA sui benefici per clima e pianeta
In Europa, parallelamente alla transizione in corso verso un sistema di produzione energetica più pulito, gli impatti ambientali e climatici associati al consumo di materiali stanno diventando sempre più pronunciati. L'International Resource Panel stima infatti che il 55% delle emissioni globali di gas a effetto serra (GHG), fino al 40% degli impatti sulla salute legati al particolato fine (PM) e il 90% della perdita di biodiversità terrestre siano direttamente attribuibili all'estrazione e alla lavorazione delle risorse naturali.
Un recente briefing dell'Agenzia Europea dell'Ambiente (EEA) ha analizzato i potenziali benefici derivanti dall'adozione di 17 interventi di economia circolare, modellati all'interno di quattro macro-sistemi di approvvigionamento chiave: alimentazione, edilizia (housing), mobilità e beni di consumo. Dall'analisi emerge che la velocità e l'ambizione politica fanno la differenza: applicare un livello di ambizione "elevato" permette di ottenere oltre l'85% di benefici ambientali e climatici in più rispetto a un livello medio.
1. Mitigazione del Cambiamento Climatico (Emissioni GHG)
L'integrazione di pratiche circolari riduce drasticamente l'impronta carbonica dell'Unione Europea, riducendo sia le emissioni generate internamente sia quelle delocalizzate all'estero. Tra i 17 interventi modellati, i cinque con il maggior potenziale di mitigazione climatica sono:
Sistemi alimentari a minore intensità di risorse;
Incremento della condivisione dei viaggi in auto (ride sharing);
Estensione della vita utile di servizio degli edifici;
Riduzione della dipendenza complessiva dalle automobili;
Maggiore riutilizzo dei componenti edilizi nei processi di costruzione.
I risparmi combinati nei soli sistemi dell'edilizia, della mobilità e dell'alimentazione sono in grado di fornire fino all'85% di tutte le riduzioni di emissioni derivanti dal pacchetto completo di interventi.
2. Tutela della Biodiversità Terrestre
La circolarità offre un potenziale concreto per ridurre la perdita di biodiversità legata all'uso del suolo del 19% (misurata in frazione di specie potenzialmente scomparse, pdf). La distribuzione geografica di questo beneficio mostra che:
Il 55% della riduzione della perdita di biodiversità avverrebbe direttamente all'interno del territorio dell'UE-27.
Il restante 45% si registrerebbe al di fuori dei confini europei, riducendo l'impatto ecologico importato.
I cinque interventi circolari principali per la salvaguardia della biodiversità terrestre includono:
Un sistema alimentare a minore intensità di risorse;
La minimizzazione dello spreco alimentare;
Il miglioramento della gestione dei rifiuti e dei processi di riciclo;
Un incremento nella riparazione e manutenzione dei prodotti tessili;
L'estensione della vita utile degli edifici.
3. Riduzione dell'Inquinamento Atmosferico
La riduzione dell'uso di materiali e la contrazione dei rifiuti si riflettono positivamente sulla qualità dell'aria e sulla salute umana attraverso l'abbattimento del particolato fine (PM). Circa due terzi (66%) dei benefici si manifesterebbero all'interno dell'UE, mentre il restante terzo si registrerebbe all'estero.
Il settore dell'edilizia rappresenta l'area con il più alto potenziale di riduzione dell'inquinamento atmosferico complessivo. Le azioni più incisive risultano essere:
Estensione della vita utile degli edifici;
Riduzione della superficie media dei pavimenti (floor space);
Riutilizzo dei componenti edili;
Condivisione dei viaggi in auto (ride sharing);
Riduzione della dipendenza dall'auto.
4. Riduzione della Dipendenza da Materiali Importati (Metalli Critici)
Un aspetto strategico fondamentale dell'economia circolare riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti e l'autonomia strategica dell'UE, specialmente per quanto concerne i metalli necessari alla transizione verde. Secondo la modellizzazione dell'EEA, gli interventi di economia circolare ridurrebbero drasticamente la necessità di estrazione mineraria all'estero nelle seguenti percentuali:
Alluminio: -20%
Metalli del gruppo del platino (PGM): -20%
Nichel: -19%
Rame: -12%
Conclusioni e Dinamiche Geopolitiche
Mentre le politiche europee mantengono un controllo diretto sulle attività inquinanti collocate all'interno del proprio territorio (UE-27), questo studio dimostra come l'adozione di un modello economico circolare permetta all'UE di esercitare una forte influenza positiva anche sulle dinamiche di mitigazione climatica e ambientale nel Resto del Mondo, riducendo significativamente l'esternalizzazione degli impatti ecologici legati ai propri consumi industriali e alimentari.
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