Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Logo PuntoSicuro
  • Iscriviti
  • Abbonati ora
  • Accedi
Il quotidiano sulla sicurezza
  • Home
  • Articoli
    • Sicurezza sul lavoro
    • Incendio, emergenza e primo soccorso
    • Security
    • Ambiente
    • Sicurezza
    • Tutti gli articoli
  • Documenti
  • Banca Dati
    • Banca Dati PuntoSicuro
    • Servizio di attestazione
    • Servizio I tuoi preferiti
  • Approfondimenti
    • Normativa sicurezza sul lavoro: D. Lgs. 81/2008
    • Normativa antincendio: D.M. 10 marzo 1998
    • Normativa primo soccorso: D.M. 388/2003
    • Protezione Dati Personali: GDPR 2016/679
    • Normativa Accordi Stato Regioni
    • Normativa Coronavirus
  • FORUM
  • PUBBLICITÀ

Hai dimenticato lo username?

Inserisci l'indirizzo Email associato al tuo account per ricevere il tuo username.

Errore! L'email inserita non è valida
Torna al Login

Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


Crea PDF

Aflatossine: un rischio sottovalutato negli ambienti di lavoro

Aflatossine: un rischio sottovalutato negli ambienti di lavoro
Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Sorveglianza sanitaria, malattie professionali

31/03/2017

Un intervento si sofferma sulla presenza di aflatossine nei luoghi di lavoro. Le difficoltà per gli operatori della prevenzione, i motivi del disinteresse al rischio, i dati sugli effetti sui lavoratori esposti, le indicazioni per la tutela.

Aflatossine: un rischio sottovalutato negli ambienti di lavoro

Un intervento si sofferma sulla presenza di aflatossine nei luoghi di lavoro. Le difficoltà per gli operatori della prevenzione, i motivi del disinteresse al rischio, i dati sugli effetti sui lavoratori esposti, le indicazioni per la tutela.

Pubblicità
CANCEROGENO E MUTAGENO - Rischi specifici per la sicurezza sul lavoro
Modelli di documenti - CANCEROGENO E MUTAGENO - Rischi specifici per la sicurezza sul lavoro
Rischio: CANCEROGENO E MUTAGENO - La valutazione di tutti i rischi specifici in un unico software interfacciabile

 

Bologna, 31 Mar – Le aflatossine, micotossine sintetizzate da funghi che possono proliferare su alcuni alimenti, rappresentano un rischio sottovalutato negli ambienti di lavoro.

Se infatti le procedure per il controllo delle aflatossine negli alimenti sono ormai piuttosto consolidate, non vi è ancora piena consapevolezza del rischio di esposizione negli ambienti di lavoro.

 

Per parlare di aflatossine e dei rischi anche negli ambienti lavorativi si è tenuto il 15 novembre 2016 a Bologna il seminario “Emergenza aflatossine: dal controllo alla prevenzione”: un incontro che ha permesso di condividere le conoscenze attuali sulle aflatossine, sui loro effetti sull’organismo e sulle misure di prevenzione e protezione da adottare durante il lavoro.

 

Per soffermarci sul tema della sottovalutazione di questa emergenza nei luoghi di lavoro presentiamo l’intervento “Le aflatossine nei luoghi di lavoro: effetti e scenari di esposizione professionale”, a cura di Fulvio Ferri (Medico del Lavoro - Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro AUSL di Reggio Emilia).

 

L’intervento indica che “per un operatore della prevenzione la situazione è sorprendente”.

In determinate aziende può avere a che fare con aflatossine cancerogene” (l’intervento riporta le sigle di alcune aflatossine cancerogene):

- ad azione genotossica (interagiscono direttamente anche con il DNA cellulare);

- i cui effetti nocivi, sulle popolazioni animali ed umane più esposte per ragioni alimentari” sono “ampiamente noti da anni;

- che possono giocare un ruolo causale diretto nel 4,6 – 28,2% di tutti i casi di epatocarcinoma;

- la cui pericolosità è storicamente collegata alla possibile assunzione per via alimentare attraverso cibi contaminati, ma il cui assorbimento nell’organismo, può avvenire anche attraverso la via respiratoria o, addirittura, per via cutanea (almeno sperimentalmente)”.   Tuttavia lo stesso operatore deve constatare una “carente attenzione/conoscenza e scarsa regolamentazione sulla possibile esposizione professionale” ad aflatossine e sulle “modalità di prevenzione dei loro effetti nocivi”.

 

E tale “scarsa attenzione” è dimostrata:

- dal “limitato numero di studi epidemiologici o approfondimenti sperimentali su effetti sanitari e livelli di esposizione professionale, nelle pur numerose aziende che trattano, direttamente o indirettamente, prodotti alimentari o mangimi contaminati”;

- dall’assenza di “qualsiasi normativa specifica di prevenzione a tutela dei lavoratori esposti” e “paradossalmente”, le aflatossine “non sono comprese nella lista UE dei cancerogeni professionali”. 

Un unico aggancio normativo specifico in tema di esposizione professionale – continua la relazione – è rappresentato dall’inserimento dal giugno del 2014 dell’epatocarcinoma nella lista delle Malattie Professionali, con obbligo di denuncia, in caso di precedente esposizione professionale ad Aflatossina B1.

 

Perché c’è questo “disinteresse” sul rischio aflatossine?

 

Secondo il relatore forse perché queste micotossine “sono cancerogeni ‘naturali’, ubiquitari, prodotti da muffe, a cui non è semplice sottrarsi e quindi la loro nocività ‘spaventa meno’. Inoltre la loro presenza suscita minori conflitti/allarmi sociali o discussioni rispetto a quelle indotte da cancerogeni ‘di sintesi’”.

Forse anche perché il problema dell’esposizione alimentare è “particolarmente evidente nei paesi ‘in via di sviluppo’ (Asia, Africa, ..) dove si osservano:

- incidenze di epatocarcinoma (HCC) indotte dall’elevata contaminazione” dei cibi da aflatossine e “dall’effetto additivo di contemporanea infezione da HBV e HCV (Li-Yu Wang, 2006; Hui-Chen Wu, 2009);

- ampie fasce di popolazione che non possono permettersi di scartare, o destinare ad altro impiego, i semi e i prodotti della terra più contaminati” da aflatossine.

E d’altronde, continua la relazione, per buona parte di queste popolazioni “la maggiore probabilità, nel medio termine, di morire per epatocarcinoma”, mangiando i prodotti contaminati, “rappresenta l’alternativa possibile alla sicurezza della morte per fame”, se rinunciano a cibarsene. 

 

Invece in “occidente”, dove i “limiti di contaminazione sono tenuti in considerazione”, “l’evidenza epidemiologica di danni da aflatossine è più difficile da documentare”. 

 

In ogni caso l’attenzione alle aflatossine, come fattore di rischio professionale, “è scarsa anche nelle aziende in cui l’esposizione per via inalatoria è consistente”.

Infatti in molte aziende “l’esposizione professionale (per via inalatoria) non è assolutamente trascurabile”. La possibilità che, “una volta inalata, l’aflatossina B1, trasformatasi localmente in epossido, agisca direttamente sul tessuto polmonare, è stata già ampiamente dimostrata”.

 

In realtà sono pochi i dati certi sugli effetti dannosi sui lavoratori esposti:

- “nei Paesi Bassi (lavorazioni di Arachidi): aumento mortalità per ca. vie respiratorie in gruppi di lavoratori esposti ad aflatossine vs. gruppo di non esposti (Hayes RB, 1984);

- in mangimifici di Danimarca, in addetti con più anzianità (> 10 aa.): eccesso di tumori a fegato, vie biliari, ghiandole salivari e mediastino, rispetto a popolazione generale (Olsen J.H. 1988)”. 

 

Quante sono le aziende potenzialmente interessate? Quanti sono i lavoratori potenzialmente esposti? Quali sono i livelli di esposizione?

 

Per provare a dare una risposta si indica che è interessato soprattutto il comparto agroalimentare, ma non solo. Questi alcuni ambiti lavorativi a rischio: raccolta (mais, …), carico e scarico (porti, autotrasportatori, …), deposito/insilamento, trattamenti meccanici, essiccazione, produzione mangimi, distribuzione agli animali da allevamento, laboratori analisi, produzione di biogas, incenerimento, ... 

 

L’intervento che ha presentato poi diverse immagini esplicative e i risultati e le indicazioni relative ad alcune indagini svolte da AUSL Reggio Emilia, dall’I.Z.S di Bologna e dall’ISS, riporta, infine, alcune informazioni su cosa fare per tutelare la salute dei lavoratori, con particolare riferimento a:

- informazione dei lavoratori obbligatoria;

- applicazione delle buone prassi di prevenzione per evitare/limitare la contaminazione di prodotti, risanare i prodotti contaminati, limitare la dispersione/inquinamento da polveri contaminate, proteggere al meglio ogni individuo esposto; 

- misurare per valutare il rischio residuo e/o l’efficacia delle misure adottate;

- sorveglianza sanitaria;

- obbligo di denuncia in caso di epatocarcinoma, in esposto (attuale o ex esposto).

 

 

“ Le aflatossine nei luoghi di lavoro: effetti e scenari di esposizione professionale”, a cura di Fulvio Ferri (Medico del Lavoro - Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro AUSL di Reggio Emilia), intervento al seminario “Emergenza aflatossine: dal controllo alla prevenzione” (formato PDF, 3.59 MB).

 

 

RTM



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'


Pubblica un commento

Ad oggi, nessun commento è ancora stato inserito.

Pubblica un commento

Banca Dati di PuntoSicuro

Banca dati, normativa sulla sicurezza

Altri articoli sullo stesso argomento:

I rischi biologici nel mondo del lavoro: informazioni sui batteri

Campi elettromagnetici: le indicazioni per la sorveglianza sanitaria

Tossicologia e nuove tecnologie: come i database digitali tutelano la salute

Workaholism e salute psicofisica: cause e interventi in azienda


Forum di PuntoSicuro Entra

FORUM di PuntoSicuro

Quesiti o discussioni? Proponili nel FORUM!

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Notizie FLASH

29APR

RENTRI: modlaità di pagamenti sanzioni art.258

28APR

Il portale per la libera consultazione delle norme UNI per la SSL

27APR

Al via la libera consultazione delle norme UNI sulla salute e la sicurezza sul lavoro

Consulta gli ultimi documenti della Banca Dati

Banca dati, normativa sulla sicurezza
28/04/2026: DECRETO N. 332 del 13 aprile 2026 - Ordinanza 27 dicembre 2024, n. 216 “Disciplina delle misure in favore del controllo, della sicurezza e dell’innovazione nei cantieri, ai sensi dell’art. 35 del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dagli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016”. Approvazione documentazione badge cantiere.
28/04/2026: Osservatorio Olympus - Al crocevia fra orario di lavoro, tutela della salute e malattie professionali: il caso dei lavoratori “senza tempo” - Gabriella Leone
27/04/2026: Inail – I database in tossicologia: fonte informativa di importanza crescente per la tutela della salute pubblica e occupazionale – edizione 2026
27/04/2026: Corte di Cassazione Penale, Sez. 4 - Sentenza n. 13041 del 29 marzo 2023 - Rottura della fune del carroponte e infortunio mortale del lavoratore schiacciato durante la movimentazione di una trave in legno.
ACCEDIABBONATI ORA

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

Articoli per categorie


RISCHI DA AGENTI BIOLOGICI

I rischi biologici nel mondo del lavoro: informazioni sui batteri


LAVORATORI AUTONOMI, IMPRESE FAMILIARI

Radiazioni ionizzanti: quali sono le novità per i lavoratori autonomi?


RADIAZIONI OTTICHE

Strutture sanitarie: l’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali


RISCHIO ERGONOMICO

Come controllare il sovraccarico biomeccanico alla postazione di lavoro?


TUTTE LE CATEGORIE

Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'

PuntoSicuro Media Partner

PuntoSicuro Media Partner Healthy Workplaces

REDAZIONE DI PUNTOSICURO

  • Direttore: Luigi Meroni

  • Redazione: Federica Gozzini e Tiziano Menduto

CONTATTI

  • redazione@puntosicuro.it

  • (+39) 030.5531825

CHI SIAMO

  • Cos'è PuntoSicuro
  • Newsletter
  • FAQ Newsletter
  • Forum
  • Video PuntoSicuro
  • Fai pubblicità su PuntoSicuro

PUNTOSICURO È UN SERVIZIO

Logo Mega Italia Media

SEGUICI SUI SOCIAL

FacebookTwitterLinkedInInstagramYouTubeFeed RSS

PuntoSicuro è la testata giornalistica di Mega Italia Media. Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562. ISSN 2612-2804. È sito segnalato dal servizio di documentazione INAIL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità, è media partner della Agenzia Europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro EU-OSHA per le campagne di sensibilizzazione su salute e sicurezza.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
I documenti della Banca dati di PuntoSicuro non possono essere considerati testi ufficiali: una norma con valore di legge può essere ricavata solo da fonti ufficiali (es. Gazzetta Ufficiale). Per informazioni su copyright e modalità di consultazione: Condizioni di abbonamento.
I prodotti e i servizi pubblicitari sono commercializzati da Punto Sicuro con queste Condizioni di vendita.

Mega Italia Media S.p.A. | Via Roncadelle, 70A - 25030 Castel Mella (BS) - Italia
Tel. (+39) 030.2650661 | E-Mail: info@megaitaliamedia.it | PEC: megaitaliamedia@legalmail.it
C.F./P.Iva 03556360174 | Numero REA BS-418630 | Capitale Sociale € 500.000 | Codice destinatario SUBM70N | Codice PEPPOL 0211:IT03556360174

Privacy Policy | Cookie Policy | Dichiarazione di accessibilità