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Covid-19: come gestire gli impianti di climatizzazione e ventilazione?

Covid-19: come gestire gli impianti di climatizzazione e ventilazione?
20/04/2020: Un protocollo per la riduzione del rischio da diffusione del SARS-CoV2-19 mediante gli impianti di climatizzazione e ventilazione in ambienti sanitari. Alcune informazioni sulla relazione fra Coronavirus e impianti HVAC.

L’Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento e Refrigerazione ( AICARR) ha pubblicato sul suo sito alcune interessanti informazioni affidabili sulla relazione fra Coronavirus e impianti HVAC.

 

L’associazione aveva già pubblicato alcuni contributi e un “ Protocollo per la riduzione del rischio da diffusione del sars-cov2-19 mediante gli impianti di climatizzazione e ventilazione esistenti” dove suggeriva ai tecnici alcuni interventi:

 

1 aumento della portata d’aria

2 forzatura serrande in sola aria esterna

3 disattivazione o by-pass del recuperatore di calore

4 mantenimento del setpoint umidita’ relativa al di sopra del 40%

5 funzionamento in continuo dell’immissione di aria esterna

 

 

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Data la confusione sul tema del ruolo degli impianti nella diffusione della pandemia, generata da fraintendimenti se non addirittura da indicazioni false, AiCARR ha ritenuto indispensabile pubblicare un ulteriore documento che chiarisce meglio la sua posizione sul tema della diffusione del SARS-CoV2-19 e della sua relazione con gli impianti di climatizzazione e ventilazione.

 

“Dopo avere analizzato i possibili meccanismi del contagio, il documento fornisce indicazioni, basate esclusivamente su evidenze scientifiche, circa la gestione degli impianti di climatizzazione per la prossima estate e il prossimo inverno, partendo dal presupposto che il virus, seppure con intensità differente, potrà ancora essere in circolazione. Il riferimento è agli impianti esistenti, in particolare: impianti a servizio delle residenze, impianti a tutta aria a servizio di un unico ambiente, impianti a tutta aria a servizio di grandi edifici, impianti a tutta aria con ricircolo di zona a servizio di pochi ambienti in un’unica proprietà e impianti ad aria primaria. Come per i precedenti documenti, sono esclusi gli impianti speciali, quali quelli ospedalieri, che sono oggetto di una dettagliata analisi a parte.”

 

AiCARR ha inoltre pubblicato un ulteriore documento, dedicato esclusivamente agli ambienti del settore sanità, dal titolo “Protocollo per la riduzione del rischio da diffusione del SARS-CoV2-19 mediante gli impianti di climatizzazione e ventilazione in ambienti sanitari”, che si pone a completamento del documento “Protocollo per la riduzione del rischio da diffusione del SARS-CoV2-19 mediante gli impianti di climatizzazione e ventilazione esistenti”, pubblicato il 18 marzo scorso.

 

“Il nuovo documento è rivolto ai tecnici del settore e alle direzioni sanitarie e fornisce indicazioni su come operare sugli impianti esistenti o su quelli di nuova costruzione in siti extra-sanitari e fornisce indicazioni legate alle problematiche relative alle attività degli operatori addetti alla gestione e manutenzione degli impianti.

 

Dopo avere precisato che le soluzioni suggerite dal protocollo sono di natura straordinaria e provvisoria, e influenzate dalla disponibilità e dal reperimento di materiali, e che l’eventuale deroga alle prescrizioni della legislazione e normativa vigente dovrà essere preventivamente autorizzata dalla direzione sanitaria, il documento fornisce indicazioni dettagliate su sette interventi: messa in depressione degli ambienti, gestione dell’espulsione, ricircolo dell’aria ambiente, moduli di terapia intensiva, pulizia dei terminali, sostituzione filtri assoluti, disattivazione o by-pass dei recuperatori di calore.”

 

 

 

 

AICARR - Posizione di AiCARR sul funzionamento degli impianti di climatizzazione durante l’emergenza SARS-CoV2-19 (PDF)

 

 

AICARR - Protocollo per la riduzione del rischio da diffusione del SARS-CoV2-19 mediante gli impianti di climatizzazione e ventilazione esistenti (pdf)

 

 

AICARR - Protocollo per la riduzione del rischio da diffusione del SARS-CoV2-19 mediante gli impianti di climatizzazione e ventilazione in ambienti sanitari (pdf)

 

 




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Rispondi Autore: Massimo - likes: 0
20/04/2020 (09:56:27)
Alcuni suggerimenti mi generano perplessità: ho sempre saputoi e studiato che una bocca di ripresa ha effetti più o meno fino ad una distanza dalla stessa pari a circa 1 volta il proprio diametro e, specialmente negli ambienti sanitari, le riprese sono normalmente distanti dalla fonte di emissione del covid (la bocca del paziente, soprattutto se questo è allettato). Qual'è il senso dell'aumento della portata? E poi, se ammettessimo, che l'areazione capti il virus, avremmo necessità di donei filtri di uscita al fine di evitare lo spergimento del Covid sull'ambiente (si pensi a giornate ventose dove potrebbe finire una particella). Boh, mi sembrano suggerimenti un po' allarmanti

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