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Storie di infortunio: una stretta al cuore

Storie di infortunio: una stretta al cuore
08/10/2019: L’infortunato è rimasto schiacciato tra la tavola mobile e la tavola fissa di una fustellatrice: come è avvenuto l’incidente, le cause e come si sarebbe potuto evitare.
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Pubblichiamo la storia “Una stretta al cuore” (a cura di Roberto Nicola, Rosalba Altopiedi, Servizio Pre.S.A.L della Asl TO4) tratta dal repertorio delle “Storie d'infortunio” rielaborate dagli operatori dei Servizi PreSAL delle ASL piemontesi a partire dalle inchieste di infortunio, e raccolte nel sito del Centro regionale di Documentazione per la Promozione della Salute della Regione Piemonte (Dors).

 

 

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Una stretta al cuore

Luogo: periferia industriale di una città del nord Italia

 

Esito

L’infortunato è rimasto schiacciato tra la tavola mobile e la tavola fissa di una fustellatrice. La forte compressione del torace gli ha causato un arresto cardiocircolatorio con gravi conseguenze.

 

Dove è avvenuto: in un laboratorio di cartotecnica.

 

Cosa si stava facendo

L’infortunato stava lavorando da solo alla fustellatrice per preparare cartoni per la realizzazione di scatole.

 

Descrizione infortunio

L’infortunato lavorava da solo alla fustellatrice, dove fogli di cartone venivano tagliati e segnati per la piega in modo da poterne poi realizzare delle scatole. Durante l’operazione, è rimasto schiacciato tra la tavola mobile e la tavola fissa della macchina.

 

Come prevenire

La noma UNI EN del 2005 numero 1010-5 attualmente in vigore, si occupa in modo specifico di macchine come quella che ha causato l’infortunio e prevede che ai dispositivi di sicurezza costituiti da barre siano associati pedane sensibili collocate sui due fianchi della macchina. Per come è stato ritrovato il corpo dell’infortunato, si presume che immediatamente prima dell’infortunio si trovasse sul fianco della macchina, nello specifico sul fianco sinistro. Le pedane sensibili ai lati della macchina avrebbero rilevato la presenza dell’infortunato e ciò avrebbe indotto l’inibizione del movimento di chiusura prima che l’infortunato giungesse tra le tavole. Il fatto che la norma preveda la presenza di dispositivi sensibili sui fianchi della macchina evidenzia come tale posizione sia considerata pericolosa ad una attenta valutazione del rischio associato all’uso di queste macchine. La stessa norma prevede come unica alternativa al sistema di barre e pedane la possibilità di proteggere la macchina con un laser scanner in grado di controllare il perimetro della macchina.

 

Un’ulteriore riflessione va fatta sui tempi di salvataggio. Se, magari a bordo macchina, ci fossero state indicazioni su come “sganciare” velocemente la frizione forse si sarebbe ridotto il tempo di compressione e il tempo in cui il sangue non è affluito al cervello e forse l’esito dell’infortunio non sarebbe stato così drammatico.

 

Leggi la storia

 

Fonte: Dors




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