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Tempi rapidi per le indagini sull’incendio alla Thyssenkrupp

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Approfondimento

23/01/2008

Continuano le indagini ma il quadro appare agli inquirenti ben delineato. Potrebbe emergere una tragedia dovuta a politiche di risparmio sui requisiti minimi di sicurezza dei lavoratori. Smentito dall’azienda il dossier segreto sequestrato dai magistrati.

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Le indagini del procuratore aggiunto Raffaele Guariniello proseguono alacremente, indifferenti al ricorrente calo dell’interesse mediatico verso il problema dei morti sul lavoro.
 
I numeri di questa indagine sono notevoli: in poco tempo è stato possibile raccogliere migliaia di atti, ascoltare più di cinquanta testimonianze. Le perquisizioni ad oggi sono state cinque e si aggiungono alle diverse ispezioni e rilevazioni dell’ASL competente. Rilevazioni che, come già raccontato da PuntoSicuro, hanno riscontrato 116 irregolarità, scoperte anche in reparti non interessati dall’incendio.
 
Il procuratore è ottimista riguardo ai tempi. Il quadro della vicenda appare chiaro e le indagini dovrebbero concludersi tra fine gennaio e la prima metà di febbraio.
Anticipando le conclusioni, che potrebbero contestare il reato di omicidio volontario nei confronti dei tre dirigenti indagati (Harald Espenhahn, Gerald Priegnitz e Marco Pucci), Guariniello afferma che dagli elementi acquisiti sembrano escludersi responsabilità da parte degli operai.
 
Il quadro che potrebbe emergere è quello di una tragedia dovuta a insensate politiche di risparmio riguardo ai requisiti minimi di sicurezza dei lavoratori. 
 
Leggendo hard disk, e-mail, e documenti sequestrati, gli inquirenti hanno scoperto che, dopo l’incendio sviluppatosi in Germania nel 2006, l’azienda “sapeva che avrebbe dovuto effettuare degli investimenti per mettersi in regola”. Malgrado ciò “è stato deciso di rinviare la creazione di un sistema antincendio automatico preferendo aspettare che la linea cinque fosse spostata da Torino a Terni: in questo modo si è accettato di far lavorare gli operai in condizioni di rischio”.
 
A dare corpo a quest’ipotesi il declassamento della franchigia da 30 a 100 milioni di euro della compagnia assicuratrice Axa, avvenuta per mancati interventi di prevenzione. Interventi che avrebbero dovuto riguardare anche la linea 5, dove è avvenuto il rogo.
 
Tra i documenti sequestrati, anche un imbarazzante dossier, ritrovato quasi due settimane fa a Terni durante le perquisizioni nella fabbrica e nelle case private dei dirigenti iscritti nel registro degli indagati. 


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Il documento - redatto probabilmente poco prima del 20 di dicembre – parla di interventi disciplinari nei confronti dei sopravvissuti al rogo per la loro opera di racconto e denuncia delle condizioni di sicurezza e di lavoro. Interventi disciplinari che il documento invita a rimandare per il momento di loro popolarità nei massmedia che li dipingono «come degli eroi».  Altri commenti riguardano la città di Torino di cui si sottolinea la «tradizione sindacale comunista»,  il procuratore Guariniello, ritenuto “aggressivo” e il Ministro del Lavoro Cesare Damiano considerato “schierato” e di parte.
 
In risposta al dossier ci sono state nell’ultima settimana prese di posizione molto dure. Da quella della Fiom-Cgil, che vuole difendere i lavoratori della ThyssenKrupp da ogni intimidazione dell’azienda, a quella del sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
 
E’ di pochi giorni fa, infine, la presa di distanza, dalle parole del dossier, dei vertici aziendali della ThyssenKrupp; probabile conseguenza del non facile incontro di due ore tra una delegazione dell’azienda e il Ministro del Lavoro.
 
Ricordiamo che sono sempre attive le iniziative di solidarietà verso i familiari delle vittime dell’incendio presentate nei precedenti articoli di Punto Sicuro.
 


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