Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Truffe telefoniche: come vengono messe in atto e come difendersi
Oggi le truffe telefoniche vengono compiute utilizzando due applicativi:
- un applicativo che riproduce con una straordinaria fedeltà la voce del chiamante,
- un applicativo, basato su intelligenza artificiale, che crea le parole usate dal precedente applicativo e è in grado di rispondere a domande specifiche, da parte del chiamato.
Il primo applicativo viene addestrato, introducendo nel software varie registrazioni della voce del soggetto, di cui si vuole catturare identità. Queste registrazioni sono facilmente ottenibili, effettuando telefonate al soggetto in questione e, con varie motivazioni, inducendolo ad avviare una conversazione. Con gli elementi acquisiti, l’applicativo è in grado di riprodurre perfettamente la voce del soggetto in questione, ovviamente secondo una intonazione e timbro di tipo telefonico e non di viva voce diretta.
A questo punto, l’applicativo di intelligenza artificiale sviluppa una serie di messaggi, con possibili domande e possibili risposte, e si procede con la telefonata. La telefonata per solito è di tipo drammatico, come ad esempio: “Mamma, mi è successo un guaio e ho bisogno urgente che tu mi mandi dei soldi, per questi motivi”.
La madre può reagire chiedendo ulteriori informazioni e l’applicativo di intelligenza artificiale di solito è perfettamente in grado di rispondere in maniera del tutto credibile. Il fatto poi che i destinatari di queste telefonate siano persone di una certa età, che certamente sono meno preparate a fronteggiare queste situazioni di crisi, non fa altro che accrescere le probabilità che l’attacco vada a buon fine.
Ecco perché un modo semplice efficace, da diffondere a tutti familiari, non tramite telefono ma di persona, consiste nello stabilire, per l’intero ambito familiare, una parola chiave di riconoscimento, che non può essere riprodotta dai due applicativi illustrati, in quanto non ne sono a conoscenza. Occorre pertanto sensibilizzare la persona che potrebbe ricevere la telefonata sul fatto che, ove riceva appunto una telefonata del tipo di quella illustrata, chieda alla controparte di pronunciare la parola chiave.
A questo punto l’applicativo di intelligenza artificiale è evidentemente bloccato e può cercare di prolungare la conversazione, ad esempio dicendo “non ho capito, ripeti”, oppure “non ti sento bene, ma ho molta urgenza che tu provveda” e via dicendo.
A questo punto si può riagganciare e volgere un pensiero di ringraziamento a chi vi ha suggerito questa misura di protezione.
Resta inteso che, ove la parola chiave venga anche una sola volta pronunziata al telefono, essa deve essere immediatamente cambiata, perché l’applicativo di intelligenza artificiale potrebbe catturarla e riutilizzarla.
Confido che i lettori vorranno diffondere questa indicazione anche ad amici e conoscenti, perché il numero di soggetti, che rimangono ogni giorno vittime di queste telefonate artificiali, sta crescendo in maniera esponenziale.
Adalberto Biasiotti
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'
