Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
Pubblicata la nuova UNI EN ISO 9001: le novità per i sistemi integrati
L'Ente Italiano di Normazione (UNI) ha ufficializzato la pubblicazione sul proprio catalogo UNIstore della nuova edizione della norma UNI EN ISO 9001:2026, il punto di riferimento internazionale per i Sistemi di Gestione per la Qualità (SGQ). Il testo normativo è disponibile sia in lingua italiana sia in lingua inglese. Si tratta di uno standard di portata storica che da quasi quarant'anni fornisce a organizzazioni di ogni dimensione e settore un modello condiviso per migliorare le prestazioni, rafforzare la fiducia del mercato e promuovere il miglioramento continuo.
Adottata da oltre un milione di organizzazioni nel mondo, la nuova ISO 9001 riflette le profonde trasformazioni sociali, tecnologiche ed economiche del contesto globale. La revisione non punta a uno stravolgimento radicale dello standard, bensì a un aggiornamento mirato volto ad accrescere la chiarezza, l'usabilità e l'efficacia dei requisiti, mantenendo la continuità con l'impianto consolidato della norma.
Le principali novità della nuova UNI EN ISO 9001
L'aggiornamento introduce miglioramenti all'interno di una struttura normativa già nota e consolidata. Tra gli elementi di maggiore rilievo della nuova edizione figurano:
Rafforzamento della Leadership e della cultura della qualità: la norma pone una rinnovata attenzione al ruolo dell'Alta Direzione e alla capacità dell'organizzazione di promuovere una cultura orientata alla qualità, all'integrità e al comportamento coerente con i valori dell'organizzazione.
Gestione più efficace di rischi e opportunità: il principio del Risk-Based Thinking viene ulteriormente chiarito e collegato ai processi decisionali dell'organizzazione, rafforzando l'integrazione tra rischi, opportunità, obiettivi e miglioramento continuo.
Resilienza organizzativa e valore nel lungo periodo: la revisione dedica maggiore attenzione alla capacità dell'organizzazione di affrontare condizioni mutevoli e contesti complessi, tenendo conto anche delle interdipendenze presenti nelle catene di fornitura e nel contesto in cui opera.
Nuova Annex A: la nuova edizione comprende un'Annex A dedicata a fornire chiarimenti sui concetti, sulla terminologia e sull'intento di alcuni requisiti, con l'obiettivo di facilitarne la corretta interpretazione e applicazione. L'Annex A ha quindi una funzione esplicativa e di supporto alla comprensione della norma e non introduce, di per sé, nuovi requisiti certificabili.
Come sottolineato dal Segretario Generale dell'ISO, Sergio Mujica, la revisione dimostra sia la solidità duratura dello standard sia la sua capacità di evolversi in funzione delle esigenze delle organizzazioni e del contesto economico. Il Direttore Generale UNI, Ruggero Lensi, ha altresì evidenziato come l'aggiornamento rappresenti un'applicazione del principio del miglioramento continuo anche all'infrastruttura della normazione, valorizzando il contributo delle competenze tecniche italiane e internazionali.
L'impatto per i professionisti HSE e l'integrazione con la sicurezza sul lavoro
Per i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), gli HSE Manager e i consulenti della sicurezza, la pubblicazione della nuova ISO 9001 rappresenta un'occasione per riesaminare le modalità con cui i diversi sistemi di gestione aziendali possono essere coordinati e integrati.
La UNI EN ISO 9001:2026 utilizza la struttura armonizzata (Harmonized Structure) comune agli standard ISO sui sistemi di gestione. Tale impostazione favorisce l'integrazione con altri sistemi, tra cui la UNI ISO 45001:2018, standard dedicato ai sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro. La presenza di elementi strutturali comuni può quindi agevolare lo sviluppo e l'aggiornamento di Sistemi di Gestione Integrati, evitando per quanto possibile duplicazioni documentali e procedurali.
È tuttavia importante distinguere il piano dei sistemi di gestione da quello degli obblighi legislativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. La ISO 9001 è infatti uno standard per la gestione della qualità e non sostituisce né modifica gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008.
Nel panorama normativo italiano, l'integrazione tra sistemi di gestione della qualità e sistemi di gestione della salute e sicurezza può comunque offrire opportunità di coordinamento con alcuni processi previsti dalla legislazione vigente:
Articolo 30 del D.Lgs. 81/2008: l'articolo disciplina i Modelli di Organizzazione e di Gestione (MOG) idonei ad avere efficacia esimente ai sensi del D.Lgs. 231/2001. L'adozione di sistemi di gestione e di modelli organizzativi strutturati può contribuire a una più efficace organizzazione dei processi e delle responsabilità, ma la conformità alla ISO 9001 non determina automaticamente l'idoneità del modello ai fini dell'articolo 30.
Valutazione dei rischi – Art. 28 del D.Lgs. 81/2008: le metodologie di analisi del contesto, dei processi, dei rischi e delle opportunità proprie dei sistemi di gestione possono essere utilizzate, ove appropriate, in modo coordinato con i processi aziendali dedicati alla salute e sicurezza. Resta fermo che la valutazione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori deve essere effettuata nel rispetto delle specifiche disposizioni del D.Lgs. 81/2008.
Gestione degli appalti e dei fornitori – Art. 26 del D.Lgs. 81/2008: i processi di qualificazione, selezione, valutazione e monitoraggio dei fornitori previsti dal sistema di gestione della qualità possono essere coordinati con le procedure aziendali relative agli appalti e ai contratti d'opera o di somministrazione. Anche in questo caso, gli adempimenti previsti dall'articolo 26 rimangono autonomamente applicabili e non sono sostituiti dalla conformità alla ISO 9001.
L'integrazione deve quindi essere intesa come una possibilità organizzativa e gestionale, non come una sovrapposizione tra norme tecniche volontarie e obblighi legislativi cogenti.
Indicazioni operative per le organizzazioni e la fase di transizione
Per le aziende già certificate secondo la UNI EN ISO 9001:2015, la pubblicazione della nuova edizione apre una fase di transizione nella quale sarà necessario valutare e pianificare l'adeguamento del sistema di gestione.
La transizione non deve essere interpretata come una semplice sostituzione documentale. Le organizzazioni dovranno analizzare le modifiche introdotte dalla nuova edizione, verificare il livello di allineamento del proprio sistema e programmare gli eventuali interventi necessari.
In particolare, è opportuno:
Eseguire una Gap Analysis: analizzare il sistema di gestione della qualità esistente per individuare le aree che richiedono adeguamenti alla luce dei nuovi requisiti e dei chiarimenti introdotti dalla ISO 9001:2026.
Riesaminare il contesto dell'organizzazione: verificare se i cambiamenti intervenuti nel contesto interno ed esterno, nelle esigenze delle parti interessate e nelle condizioni operative richiedano un aggiornamento delle analisi e degli obiettivi del sistema di gestione.
Rivedere rischi e opportunità: verificare che l'approccio adottato dall'organizzazione consenta di considerare in modo coerente rischi, opportunità e processi decisionali, evitando di trasformare il Risk-Based Thinking in un mero adempimento documentale.
Valutare i processi relativi a fornitori e catena di fornitura: riesaminare, ove pertinente, i criteri di selezione, valutazione e monitoraggio dei fornitori e dei processi affidati all'esterno.
Coinvolgere l'Alta Direzione e formare il personale: assicurare che responsabili di processo, auditor interni e personale coinvolto comprendano le principali modifiche della nuova edizione e il loro impatto sul sistema di gestione.
Coordinare i sistemi di gestione integrati: per le organizzazioni che dispongono anche di sistemi ISO 45001 o di altri sistemi di gestione, verificare le opportunità di integrazione derivanti dalla struttura armonizzata, mantenendo distinti i requisiti e gli obblighi propri di ciascun sistema.
La transizione dalla ISO 9001:2015 alla ISO 9001:2026
La pubblicazione della nuova edizione non comporta la necessità di effettuare immediatamente la transizione per tutte le organizzazioni certificate.
Per le certificazioni esistenti è previsto un periodo di transizione fino al 30 settembre 2029, entro il quale le organizzazioni dovranno completare il passaggio alla nuova edizione.
Nel frattempo, le aziende certificate secondo ISO 9001:2015 devono pianificare la transizione con il proprio organismo di certificazione, tenendo conto delle relative modalità e tempistiche.
Un ulteriore passaggio riguarda le nuove certificazioni: a partire dal 31 marzo 2028, le nuove certificazioni accreditate dovranno essere effettuate secondo la ISO 9001:2026.
La finestra temporale disponibile non dovrebbe quindi essere interpretata come un motivo per rinviare ogni attività. Per le organizzazioni con sistemi complessi, catene di fornitura articolate o sistemi di gestione integrati, una pianificazione anticipata consente di distribuire gli interventi, evitare modifiche affrettate e utilizzare la transizione come occasione di miglioramento.
Qualità, sicurezza e governance: un'integrazione da costruire
La nuova UNI EN ISO 9001:2026 conferma l'evoluzione dei sistemi di gestione verso un approccio sempre più orientato alla capacità dell'organizzazione di comprendere il proprio contesto, prendere decisioni consapevoli, gestire rischi e opportunità e perseguire il miglioramento continuo.
Per i professionisti HSE, il valore della nuova edizione non risiede quindi nell'introduzione di nuovi obblighi diretti in materia di salute e sicurezza, ma nella possibilità di coordinare maggiormente processi, responsabilità, valutazione dei rischi, gestione dei fornitori e attività di miglioramento all'interno di sistemi di gestione integrati.
Il raccordo con la UNI ISO 45001 e con il quadro legislativo del D.Lgs. 81/2008 deve essere costruito con attenzione, mantenendo distinti i requisiti delle norme tecniche dagli obblighi di legge. In questa prospettiva, la transizione alla ISO 9001:2026 può diventare non soltanto un adempimento per mantenere la certificazione, ma un'opportunità per riesaminare l'efficacia complessiva dei processi organizzativi e rafforzare una governance aziendale orientata alla qualità, alla prevenzione e alla sostenibilità nel lungo periodo.
RXY
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
Per visualizzare questo banner informativo è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'