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L’intelligenza artificiale può aiutare i criminologi?
Un semplice esempio di come l’intelligenza artificiale possa aiutare i criminologi è dato dal confronto fra testi manoscritti. Questo confronto può essere oltremodo gravoso per un criminologo, ma la sua attività viene aiutata in modo significativo dell’utilizzo di applicativi di intelligenza artificiale, che svolgono in brevi istanti confronti che, effettuati a vista, potrebbero richiedere giorni. Grazie ad un recente studio, possiamo illustrare di seguito alcune aree, nelle quali gli applicativi AI vengono largamente utilizzati.
L’analisi biomeccanica di filmati, afferenti a situazioni potenzialmente criminose.
Gli applicativi AI hanno dimostrato di essere eccezionalmente validi nel ricostruire la sagoma tridimensionale di una persona, nell’analizzare le sue modalità di spostamento, nel determinare parametri antropometrici e situazioni simili. Ad esempio, nella ricostruzione di un incidente stradale, potrebbe essere disponibile solo un breve filmato dell’accaduto. Gli applicativi sono in grado di estrarre numerose preziose informazioni dall’analisi delle immagini, garantendo inoltre sempre la ricostruzione del percorso seguito dall’applicativo, in modo da evitare possibili contenziosi circa una discrepanza tra il dato iniziale e il dato finale.
La lotta criminali informatici
La criminologia nell’ambiente digitale comporta la raccolta di dati, l’analisi e la accurata conservazione dei dati stessi, per la ricostruzione di scenari di attacco.
Se si pensa che i criminali informatici creano danni annuali dell’ordine di migliaia di miliardi di dollari, o di euro, ci si rende conto di quanto possa essere importante avere a disposizione strumenti di analisi intelligenti degli scenari di attacco, per una corretta ricostruzione degli eventi e la raccolta di informazioni, che possano aiutare nell’identificazione dei criminali coinvolti.
Il riconoscimento facciale
È questa indubbiamente un’area in cui lo sviluppo degli applicativi specifici è stato accelerato al massimo, per soddisfare richieste che arrivano dalle forze di polizia di tutto il mondo.
Ad esempio, il National Crime Records Bureau dell’India ha già avanzato una proposta afferente all’utilizzo di applicativi di riconoscimento facciale per identificare criminali e riconoscere corpi non identificati, integrando questi applicativi con i database esistenti, come ad esempio foto segnaletiche, foto presenti su documenti identità e passaporti e via dicendo.
Questo è proprio un caso, in cui la forte richiesta da parte dell’utenza dei criminologi non viene ancora pienamente soddisfatta dalla offerta del mercato, perché parecchi studi hanno messo in evidenza che i sistemi di riconoscimento facciale possono avere degli elevati livelli di errori, soprattutto in riferimento a specifici gruppi demografici. Non va trascurato, inoltre, il possibile conflitto di interessi fra la società civile, che richiede l’individuazione dei criminali, e il diritto alla protezione dei propri dati personali da parte dei componenti della stessa società civile.
L’analisi dei dati genetici
Questi applicativi vengono usati sempre più spesso nell’analisi dei reperti e dell’interpretazione dei dati genetici; questi applicativi possono classificare il DNA in specifici gruppi genetici, accelerando la velocità e l’accuratezza del sistema di classificazione. Le forze dell’ordine hanno così a disposizione una gamma più ristretta e più credibile di indagini da svolgere, per giungere alla identificazione in individuo.
Infine…
Fino a che punto ci si può fidare dei risultati prodotti da questi applicativi? Ancora una volta, occorre tener presente che la responsabilità finale nell’uso di questi applicativi sta nell’uomo o nella donna, che questi applicativi utilizzano. Gli applicativi non possono giurare in tribunale e non possono sottoscrivere una perizia. Ecco il motivo per cui è indispensabile che tutti coloro, che si avvalgono di questi applicativi, si rendano conto del fatto che il cerino rimane pur sempre nelle loro mani!
Adalberto Biasiotti
I contenuti presenti sul sito PuntoSicuro non possono essere utilizzati al fine di addestrare sistemi di intelligenza artificiale.
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