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Violenza e molestie nei luoghi di lavoro: normativa e valutazione

Bologna, 7 Lug – Una ricerca (Esperienze di violenza e molestie sul lavoro: una prima indagine globale), curata da ILO - Lloyd’s Register Foundation – Gallup, ha offerto una panoramica globale sulla violenza e le molestie sul lavoro.
Una persona occupata su cinque (22,8%) ha vissuto almeno una forma di violenza e molestie sul lavoro durante la propria vita lavorativa, inoltre:
- l’8,5 % ha vissuto violenza e molestie fisiche sul lavoro;
- il 17,9 % violenza e molestie psicologiche
- il 6,3 % violenza e molestie sessuali sul lavoro durante la propria vita lavorativa.
Inoltre nell’Indagine OSH Pulse 2022 sui rischi psicosociali e sulla salute mentale, gli intervistati che riferiscono di essere esposti a fattori di rischio psicosociali hanno parlato di forte pressione temporale o sovraccarico di lavoro (46%), di scarsa comunicazione o cooperazione all'interno della propria organizzazione (26%), di mancanza di autonomia o mancanza di influenza sul ritmo di lavoro o sui processi lavorativi (18%), di violenza o abusi verbali da parte di clienti, pazienti, alunni, ecc. (16%), di molestie o mobbing sul lavoro (7%).
A fornire questi dati, che mostrano quanto sia importante tornare a parlare di salute mentale e di violenza e molestie nei luoghi di lavoro, è l’intervento “Dallo stress lavoro correlato ai rischi psicosociali; focus sulle molestie e violenze” a cura di Antonia Ballottin e Priscilla Dusi (Coordinatrici gruppo CIIP Rischi psicosociali), presentato al seminario “Salute mentale e lavoro, oltre lo stress lavoro correlato” che si è tenuto a Bologna l’11 giugno 2025 durante la manifestazione Ambiente Lavoro 2025.
Questi gli argomenti affrontati nell’articolo di presentazione dell’intervento:
- Indicazioni normative e scientifiche su stress, violenza e molestie
- Molestie e violenza: i settori più esposti e le definizioni comuni
- Molestie e violenza: i fattori e la valutazione del rischio
Indicazioni normative e scientifiche su stress, violenza e molestie
Nella prima parte dell’intervento si ricorda che le indicazioni normative e scientifiche degli ultimi anni “convergono sulla necessità ed opportunità di aprire la prospettiva della prevenzione ad una analisi più ampia e corrispondente non solo a nuovi fattori di rischio (es. telelavoro) ma anche alla dimensione individuale”.
Si fa riferimento poi al Quadro strategico dell'UE 2021-2027 “Salute e sicurezza sul lavoro in un mondo del lavoro in evoluzione” segnalando che i problemi di salute mentale colpiscono “circa 84 milioni di persone nell’UE: la mancanza di interazione sociale, l'uso crescente delle tecnologie e la ricerca di nuovi equilibri tempi di vita-lavoro ha determinato un ulteriore aumento” dei rischi psicosociali ed ergonomici. Inoltre la “Risoluzione del Parlamento europeo del 5 luglio 2022” sulla salute mentale nel mondo del lavoro digitale (2021/2098 INI) ricorda che “esistono molestie e discriminazioni che sono una frequente fonte di stress e di distacco dal luogo di lavoro e sottolinea l'importanza di adottare un approccio individuale e organizzativo, includere una politica anti-molestie nelle misure di salute e sicurezza nel mondo del lavoro e di favorire il reinserimento nel mondo del lavoro di coloro che sono affetti da problemi psicosociali”.
La Convenzione ILO 190 indica poi che “violenza e molestie” nel mondo del lavoro indicano “un insieme di pratiche e di comportamenti inaccettabili, o la minaccia di porli in essere, sia in un’unica occasione, sia ripetutamente, che si prefiggano, causino o possano comportare un danno fisico, psicologico, sessuale o economico, e include la violenza e le molestie di genere”.
Si ricorda poi la legge n. 4 del 15 gennaio 2021 che:
- riguarda tutti i lavoratori
- considera episodi di molestie e violenze subite, indipendentemente se causati da esterno o interno
- si integra alla tutela della salute e sicurezza: valutazione del rischio, misure di prevenzione
- prevede formazione di tutto il sistema aziendale
- prevede attenzione al singolo.
Molestie e violenza: i settori più esposti e le definizioni comuni
L’intervento, che accenna anche ad un nuovo documento CIIP con focus su molestie e violenze nei luoghi di lavoro, fa anche riferimento alla Raccomandazione sull’eliminazione della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro (Raccomandazione ILO 206 – 21 giugno 2019) e si riportano i settori a maggiore probabilità di esposizione:
- “il settore sanitario,
- il settore dei servizi di alloggio e di ristorazione
- i servizi sociali,
- i servizi di emergenza
- il settore dei trasporti,
- l’istruzione
- l’intrattenimento”.
E le modalità lavorative a “maggiore probabilità di esposizione:
- il lavoro notturno
- il lavoro svolto in maniera isolata”.
Si indicano poi i dati su aggressioni e violenze professionali in Italia, informazioni su varie linee di indirizzo regionali e sono riportate utili definizioni comuni:
- Violenza fisica: “azione violenta intensa come percosse (che non provocano lesioni personali), sputi, graffi, morsi, pizzicotti, pugni, spinte energiche contro suppellettili o pareti, calci, strozzamento o strangolamento, ferita da arma
- Violenza verbale: aggressione verbale, insulti, offese, minacce, calunnie, diffamazione lesive dell’onore della persona
- Bullismo/Mobbing: insieme di comportamenti molesti/violenti e persecutori posti in essere sul luogo di lavoro
- Discriminazione: trattamento ingiusto o sfavorevole riservato ad una persona o ad un gruppo di persone, sulla base di caratteristiche personali come: razza, etnia, sesso, genere, religione, età, disabilità, salute, orientamento sessuale.
- Molestia/violenza sessuale: atti inaccettabili, o la minaccia di porli in essere, sia in un’unica occasione, sia ripetutamente, che si manifestano con azioni o comportamenti indesiderati – fisici, verbali o non verbali – che hanno una connotazione sessuale”.
Molestie e violenza: i fattori e la valutazione del rischio
L’intervento segnala poi che i fattori che determinano il rischio appartengono agli “aspetti di progettazione, organizzazione e gestione del lavoro, ed i loro contesti ambientali e sociali, che potenzialmente possono dar luogo a danni di natura psicologica, sociale o fisica”.
Vengono poi fornite indicazioni sulla modalità di valutazione del rischio violenze e aggressioni.
Si segnala che la valutazione “richiede l’impegno di tutta l’azienda, a partire dalla direzione che progetta e gestisce l’organizzazione del lavoro favorendo la partecipazione ed il feedback da parte dei lavoratori per aiutare a determinare l’efficacia delle misure di prevenzione”.
Si indicano alcuni determinanti di rischio:
- “Tipo di servizio al pubblico o di attività
- Tipo di utenza o contesto in cui si svolge l’attività
- Fattori individuali (genere, età…)
- Condizioni di vulnerabilità (lavoro in solitario, lavoro notturno…)”.
Si segnalano nuovamente le tipologie di attività più a rischio e si indicano alcune aggravanti:
- “carenza di personale
- turnover
- carenza di comunicazione
- comunicazione verso l’interno e nei confronti dell’utenza
- mancanza di formazione al personale
- segnalazione del problema”.
Si sottolinea l’importanza della cultura organizzativa:
- “Politica aziendale di benessere e prevenzione delle violenze e aggressioni dall’interno
- Attenzione alle regole di comportamento e rispetto tra le persone, conflittualità
- Integrazione di competenze specifiche che supportino l’organizzazione”.
Per la valutazione dei rischi bisogna tener conto di:
- segnalazioni
- tipologia di attività
- cambiamenti organizzativi
- sistema interno
Ed è utile individuare i gruppi omogenei su cui procedere “con priorità alla valutazione dei fattori di rischio che riguardano:
- contesto organizzativo
- ambiente di lavoro
- area esterna alla struttura
- area parcheggio
- lavoro fuori sede
- lavoro online”.
Rimandiamo alla lettura integrale delle slide dell’intervento che, nella seconda parte, si soffermano anche su molti altri aspetti (integrazione con altri sistemi di prevenzione e gestione del benessere, ruoli interni ed esterni all’organizzazione, scheda di segnalazione e survey, formazione, …).
Tiziano Menduto
Scarica il documento da cui è tratto l'articolo:

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