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Riconoscere e affrontare il mobbing nei luoghi di lavoro

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Rischio psicosociale e stress

07/09/2009

Disponibile on line un documento per informare i lavoratori e le lavoratrici sul significato e sulle caratteristiche del mobbing. Gli elementi, le tipologie, le fasi di sviluppo del fenomeno del mobbing e le normative regionali.

Riconoscere e affrontare il mobbing nei luoghi di lavoro

Disponibile on line un documento per informare i lavoratori e le lavoratrici sul significato e sulle caratteristiche del mobbing. Gli elementi, le tipologie, le fasi di sviluppo del fenomeno del mobbing e le normative regionali.

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Il mobbing, come già indicato nei numerosi articoli che PuntoSicuro ha dedicato all’argomento, è una delle cause principali delle patologie da stress lavoro correlato.
Per questo motivo segnaliamo sempre con piacere materiale informativo nuovo sull’argomento, cercando di volta in volta di approfondirne qualche aspetto diverso.
 
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Il documento alla nostra attenzione si intitola “Il mobbing: opuscolo informativo” ed è stato realizzato dall'AUR, Agenzia di ricerca della Regione Umbria, e curato da Giuliano Bussotti.
Che le informazioni sul fenomeno del mobbing e sul modo di prevenirlo e affrontarlo siano necessarie, ce lo ricorda un'indagine condotta due anni fa dalla Cgil Umbria: un lavoratore su tre subisce mobbing, in forme diverse, e le vittime sono specialmente donne nella fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni.
 
L’opuscolo, che prende spunto dal  progetto  intitolato  “Azioni  di  informazione  e  ricerca:  sensibilizzazione  sulla  disciplina  del  Mobbing,  informazione  (formazione)  sul  fenomeno  nel  contesto  regionale  umbro  di  riferimento” e dalla Legge Regionale n. 18  del  28  febbraio  2005, vuole informare  i  lavoratori  e  le  lavoratrici sul significato e sulle caratteristiche del mobbing “per  contribuire  ad  eliminare  il  fenomeno,  o  quanto  meno  per  aiutare a riconoscerlo e a difendersene”.
 
Nel capitolo in cui si affrontano le tipologie del mobbing il documento indica che “in  un  atteggiamento  teso  verso  il  mobbing,  gli  esperti  riconoscono i seguenti elementi:   
- il comportamento negativo sistematico;  
- la ripetizione costante nel tempo;  
- lo squilibrio del potere tra mobber e mobbizzato;  
- l’intento e la strategia delle azioni, tutte mirate ad  estromettere dal lavoro”.
Inoltre si possono distinguere vari tipi di mobbing:  
- “strategico:  il  comportamento  sopra  descritto  è  programmato  dall’azienda  o  dai  suoi  vertici,  con  il  preciso  scopo  di  allontanare  dal  lavoro  uno  o  più  dipendenti;  
- emozionale: il comportamento è posto in atto da due o  più  colleghi  della  vittima,  per  varie  ragioni:  rivalità,  gelosia, antipatia, diffidenza, etc.;   
- un mobbing che diviene un comportamento tra colleghi  per ambizioni di carriera (mobbing orizzontale), o tra un  superiore  e  un  subordinato  ritenuto  scomodo  e  pericoloso  per  il  non  rispetto  gerarchico  (mobbing  verticale)”.
 
Ma come si sviluppa il mobbing?
Se è vero che “ogni  luogo  di  lavoro  attraversa  fasi  di  conflittualità”, il “mobbing è altro e di più”.
Si riconosce se il “conflitto prosegue  oltre  un  arco  temporale  grosso  modo  triplo  rispetto  ad  un  conflitto normale”.
Queste le fasi che questo fenomeno può affrontare secondo il modello  italiano  Ege:
- fase 1: il conflitto diventa mirato verso  una vittima;
-          fase 2: “si avverte un cambiamento nel clima di lavoro,  che rappresenta l’inizio del mobbing: ogni comportamento viene  realizzato, in maniera esplicita o subdola, per attaccare la vittima  sul piano lavorativo e personale”;  
-          fase 3: la  vittima  accusa  i  primi  sintomi  psicosomatici;
-          fase 4: mancato intervento dei  responsabili  del  personale e  altri  dirigenti  aziendali  (forse non  conoscono/riconoscono il mobbing o, in alcuni  casi, “sono essi stessi a metterlo in pratica”); 
-          fase 5: aggravamento  della  salute  psicofisica della vittima;
-          fase 6 : conseguente esclusione del dipendente dal  mondo del lavoro.
 
Ricordiamo infine che la Regione Umbria ha emanato nel 2005 una legge regionale sul Mobbing, la n.18/2005, per prevenire e contrastare i comportamenti di violenza  psicologica sul lavoro - tipici del mobbing - con azioni di prevenzione, formazione, informazione, ricerca ed assistenza medico-legale e psicologica
La Legge ha istituito un Osservatorio regionale sul mobbing al quale spetta, tra l’altro, il compito di realizzare il monitoraggio e le analisi del fenomeno e di formulare proposte alla Giunta regionale.
Questo  Osservatorio dovrebbe  impartire  anche consulenze  e  direttive  affinché  venga  fornita  anche  assistenza  Medico  legale  e  psicologica.
A  tal proposito, la “Regione concede incentivi alla realizzazione di  supporti e terapie psicologiche di sostegno e riabilitazione per il  lavoratore  vittima  del  mobbing  ed  i  suoi  familiari”  (art. 5)  e  “promuove l’istituzione presso gli uffici comunali di cittadinanza  di appositi sportelli antimobbing” (art. 6).
 
L’indice del documento:
-          introduzione;
-          da cosa nasce il mobbing e cosa causa; 
-          l’origine del termine mobbing;
-          definizione e tipologia del mobbing; 
-          le fasi di sviluppo del mobbing; 
-          gli effetti;
-          la tutela giuridica; 
-          la legge regionale e il contratto di lavoro;  
-          consigli utili per il mobbizzato;
-          approfondimenti.
 
 
 
Agenzia di ricerca della Regione Umbria, “Il mobbing: opuscolo informativo”, curato da Giuliano Bussotti (formato PDF, 879 kB).
 
 
 
Tiziano Menduto
 
 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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