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Burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti

Tiziano Menduto

Autore: Tiziano Menduto

Categoria: Rischio psicosociale e stress

16/10/2008

Prospettive e ipotesi di intervento in ambito scolastico e sanitario sulla sindrome di burnout. Indicazioni per un percorso psicoterapeutico. Parte seconda.

Burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti

Prospettive e ipotesi di intervento in ambito scolastico e sanitario sulla sindrome di burnout. Indicazioni per un percorso psicoterapeutico. Parte seconda.

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In un precedente articolo abbiamo iniziato a presentare lo studio ”La sindrome di burnout nel comparto della scuola” che fa luce sulle problematiche di tipo psicologico e psichiatrico nel mondo dell’insegnamento scolastico.
Problematiche che riguardano, come PuntoSicuro ha più volte ricordato, anche il documento di valutazione dei rischi.
Il Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 indica infatti che questa valutazione deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi “quelli collegati allo stress lavoro-correlato”.
 
 
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Torniamo ora alla pubblicazione sul burnout.
Dopo aver indicato le caratteristiche della sindrome di burnout, i risultati delle ricerche condotte in questi anni, i fattori predisponenti e le reazioni di adattamento, mettiamo ora a fuoco gli aspetti relativi alle prospettive e alle ipotesi di intervento nel mondo scolastico e sanitario.
 
Nello studio si ricorda, ad esempio, che ogni intervento non può che essere “multidimensionale” perché “l’approccio a una sindrome complessa non può che prevedere interventi di diversa natura, su più fattori e a differenti livelli”.
Ad esempio un’azione a livello individuale con supporto specialistico di tipo psicologico/psichiatrico.
 
Secondo Farber* e in attesa di un intervento socio-istituzionale sull’organizzazione e sull’ambiente di lavoro, un percorso psicoterapeutico per un insegnante affetto da burnout potrebbe prevedere questi obiettivi:
- “diminuire la componente onirico-idealista rispetto al proprio lavoro, ridimensionando le proprie aspettative e riconducendole a un piano più attinente alla realtà”;
- “evidenziare gli aspetti positivi del lavoro e non concentrarsi solo su quelli negativi;
- coltivare interessi al di fuori dal lavoro per distrarsi e non focalizzare l’attenzione esclusivamente sui problemi professionali;
- lavorare in compagnia di altre persone per non sentirsi soli e condividere lo stress”.
 
Nel documento vengono ipotizzate, offrendo elementi per futuri dibattiti, alcune tipologie d’intervento nel settore scolastico e in quello sanitario.
Sarebbe intanto necessario “dare una dimensione al fenomeno del burnout in Italia” attraverso:
- indagini epidemiologiche, volte a “rilevare la categoria professionale di appartenenza dei pazienti seguiti dai Centri di Salute Mentale e dai servizi di Psicologia delle aziende sanitarie pubbliche”;
- studi predittivi sulla sindrome del burnout negli insegnanti, attraverso questionari validati scientificamente;
- monitoraggi del fenomeno durante lo svolgimento dell’anno scolastico: “i livelli di stress raggiunti a fine anno sono logicamente superiori a quelli registrati a inizio anno”.
 
A livello scolastico interventi di supporto al corpo docente potrebbero spaziare “dalla somministrazione di test psicoattitudinali prima dell’immissione in ruolo (quindi non a scopo selettivo ma col fine di supportare le personalità definite come type A behaviour -descritte nell’introduzione- durante la loro carriera), al sostegno sistematico da parte di equipe psicologiche per tutta la durata dell’anno scolastico”.
Sarebbe inoltre utile attivare gruppi di auto-aiuto e interventi di formazione che vengano incontro alle richieste degli insegnanti di “imparare ad insegnare”.
 
A livello sanitario lo studio ricorda che se il legislatore non istituirà equipe psicologiche di supporto per il corpo docente, con la modifica del Titolo V della Costituzione a farlo potrebbero essere direttamente le Regioni.
 
Dopo aver rimarcato che, riguardo al burnout nelle scuole, “emerge prepotente il contrasto tra la serietà del problema e la totale assenza di una volontà propositiva mirante alla risoluzione dello stesso”, il documento conclude indicando i doveri futuri di “legislatore, parti sociali, comunità medico-scientifica, associazioni di categoria, associazioni studentesche e familiari”.
Hanno il dovere “di apportare il loro contributo e aprire un dibattito spinoso, ma indispensabile nella società che cambia, riconoscendo che un ulteriore ritardo non avrebbe giustificazioni ma solo conseguenze nefaste in termini di salute, economia, cultura”.
 
 
- “Burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti” di Vittorio Lodolo D’Oria, Francesca Pecori Giraldi, Antonio Vitello, Carola Vanoli, Patrizia Zeppegno, Paolo Frigoli (formato PDF, 134 kB).
- “Burnout e patologia psichiatrica negli insegnanti”, diapositive (formato PPT, 283 kB).
 
 
* Farber, B.A. (2000). "Introduction: understanding and treating burnout in a changing culture" e "Treatment strategies for different types of teacher burnout", Psychotherapy in Practice, Vol. 56.
 
 
Tiziano Menduto



Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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