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Sicurezza sul lavoro: carenze del 2015 e prospettive del 2016

Sicurezza sul lavoro: carenze del 2015 e prospettive del 2016

Autore: Ufficio Stampa

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

30/12/2015

Il bilancio del 2015 e gli auspici e i futuri eventi di AiFOS per un 2016 caratterizzato dalla qualità dell’offerta formativa e dal miglioramento della prevenzione di incidenti e malattie professionali

Sicurezza sul lavoro: carenze del 2015 e prospettive del 2016

Il bilancio del 2015 e gli auspici e i futuri eventi di AiFOS per un 2016 caratterizzato dalla qualità dell’offerta formativa e dal miglioramento della prevenzione di incidenti e malattie professionali

È indubbio che in questi ultimi decenni ci siano stati molti miglioramenti nell’attività di prevenzione degli infortuni professionali: nuove leggi, nuove linee guida, minor numero di incidenti e di infortuni mortali. Tuttavia molto è ancora da fare. Ad esempio per migliorare la qualità della formazione erogata in Italia e facilitare il corretto rispetto dei molti adempimenti normativi. Specialmente dopo il 2015 che, secondo le stime Inail del primo semestre, vede una inversione di marcia riguardo ai dati relativi alle denunce di infortuni mortali (+ 13,5% rispetto al 2014).

 
In questa situazione è sempre più importante il lavoro dell’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), un’associazione senza fini di lucro nata nel 2003 per valorizzare il ruolo della formazione per lo sviluppo della cultura della prevenzione, della salute e della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro.
 
Abbiamo chiesto dunque al Prof. Rocco Vitale, Presidente di AiFOS, di raccontare che anno è stato il 2015 per AiFOS e per la cultura della tutela della salute e sicurezza in Italia...
 
Il 2015 è stato un anno straordinario per l’AiFOS e per i propri soci. Tante cose positive ma, anche, la convinzione che - soprattutto da parte delle istituzioni - si poteva osare e fare qualcosa di più. La prima, grande delusione, riguarda la mancata revisione dell’Accordo Stato Regioni per i Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione che andava a sostituire il precedente del 26 gennaio 2006.
Una storia grottesca, per non dire drammatica del sistema della legiferazione, del nostro paese.  La necessità di una revisione del vecchio Accordo, non era solo sentita ma, era prevista dall’ultimo paragrafo dell’Accordo del 25 luglio 2012 delle Linee Applicative del precedente accordo del 21 dicembre 2011.
Una bozza di testo è iniziata a circolare in maniera poco ortodossa: prima sulla stampa di settore e poi trasmessa alle parti sociali. Anzi aver dato notizia e dominio pubblico, per la precisione da “ Punto Sicuro”, è stato il momento che ha fatto scatenare nuovo interesse e impulso ad una situazione che andava languendo. Un testo pronto da mesi, discusso e modificato, dormiente e dimenticato.
Però non se ne è fatto nulla. Non si sa bene come funzionino queste cose: chi deve scrivere, chi deve proporre, chi deve chiudere e chi deve approvare.  L’unica cosa certa è che non funzionano!
E così pensare di proporre oggi un testo vecchio di due anni non servirebbe a dare chiarezza e semplificando norme e prassi ormai, ritenute da tutti, obsolete e inefficaci. Basta per tutti il Modulo B del corso per RSPP che con le sue varianti da B1 a B9 ha solo aggiunto confusione a confusione. La proposta indicata nelle bozze dell’accordo “che non c’è” prevedeva un bel passo in avanti con un modulo di base generale e solo 4 aree specifiche. Altre buone cose erano previste nell’accordo salvo alcuni aspetti di carattere generale, normativo e istituzionale che non risolvevano vecchi ed annosi problemi: dai bilaterali ad una seria semplificazione di riduzione della carta. Insomma sempre una serie di adempimenti formali e non incidenti sulla sostanza della formazione.
 
E le conseguenze del “Jobs Act”?
Anche i decreti attuativi del “Jobs Act” hanno lasciato qualche delusione ed amaro in bocca. La delega al Governo prevedeva la possibilità di rivedere la normativa sulla sicurezza, leggasi modifiche al D. Lgs. 81/2008. Così non è stato. Il Jobs Act è, come ho scritto, un importante strumento di politica del lavoro che, inevitabilmente, andrà ad incidere sulla sicurezza e la salute sul lavoro. Forse valeva la pena affrontare qualche modifica e revisione al D. Lgs. 81/2008 rimaneggiato in questi anni con commi, articoli e tanti “bis” che andavano rivisti, revisionati ed unificati in un concerto normativo semplice e funzionale.
Ma il “Jobs Act” è li che ci aspetta. Valuteremo se e come verrà costituito l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e come, diversi aspetti del lavoro andranno a incidere sulla prevenzione e la sicurezza. Il lavoro che cambia per cambiare anche la sicurezza.
 
Come va l’associazione AiFOS?  
L’economia sta facendo qualche piccolo passo in avanti ed il lavoro riprende. Per l’Associazione si chiude un anno positivo ricco di lavoro e di successi. Un bilancio positivo fatto prima di tutto dai numeri. Sono aumentati gli iscritti ed è in continua ascesa la credibilità che AiFOS ed i suoi soci si sono conquistati e meritati.
AiFOS ha organizzato oltre 50 eventi, convegni, seminari e workshop, ai quali si sommano quelli organizzati dai singoli Centri di Formazione AiFOS sul territorio. Ai nostri eventi hanno partecipato circa 5.000 persone. Un numero talmente alto che si commenta da solo. Questi numeri, però, indicano anche qualità in quanto i convegni di AiFOS, di norma, sono svolti per non più di 100 persone ed i seminari vanno da 20 a 30 partecipanti. Un sistema di convegni e incontri, non di massa, ma a tema e specifici dove si dialoga con i partecipanti.
A tutta questa attività si devono aggiungere i corsi per la formazione dei formatori svolta direttamente da AiFOS presso la sede centrale o in collaborazione con molti C.F.A. (Centri di Formazione AiFOS) che svolgono i corsi di formazione qualificati. Dobbiamo infine aggiungere tutta la formazione svolta sul territorio dai nostri Centri di Formazione, diretta emanazione dell’AiFOS sul territorio.
Un grande e meticoloso lavoro, che ha comportato assidue verifiche e controlli con alcune determinazioni di espulsione e denuncia ad alcuni CFA. Decisioni non sempre facili ma che sono state fatte a tutela delle migliaia di soci e di aziende che lavorano con noi e dove il lavoro di qualcuno rischia di danneggiare tutti noi.
Un grandissimo successo ha riscosso e continua tutt’ora a riscuotere la formazione in e-Learning. Molti sono i CFA che hanno personalizzato la propria pagina fruendo dei corsi dell’AiFOS, che si contraddistinguono per innovazione tecnologica e sistemica. Un nuovo modello formativo che, ad esempio, è stato scelto ed utilizzato dalle due più grandi Università italiane.
Deve anche essere segnalato il ruolo che l’AiFOS svolge in Confcommercio-Imprese per l’Italia. Siamo una associazione nazionale di categoria (al pari di Federalberghi, FIAVET, delle ASCOM territoriali, ecc.) ed in questo ruolo svolgiamo una azione sindacale di tutela e sviluppo delle aziende associate. Tutti i nostri CFA hanno, per quanto riguarda la parte specifica della formazione, la certificazione di qualità rilasciata da RINA.
Ma, certamente, la formazione dei formatori rappresenta il focus della mission dell’Associazione. Sempre nuove attività e servizi per i formatori con lo sviluppo della formazione esperienziale e dei nuovi modelli formativi su macchine e attrezzature dove all’aula viene aggiunta la formazione sul campo. Una linea di tendenza quella volta ad “uscire dall’aula” che sta riscuotendo un grande successo. Ciò non significa non riconoscere il valore della formazione frontale che, anzi, nel prossimo anno verrà arricchita dal sistema della videoconferenza: corsi con classi virtuali con un massimo di 25 partecipanti. Corsi di alto profilo culturale come la prima edizione del “Circolo Kurt Lewin” dove solo 12 saranno i partecipanti a fronte di 50 domande di iscrizione.
 
Infine che anno sarà il 2016 per il paese e per AiFOS? Cosa
Il 2016 sarà, o dovrebbe essere, un anno di grandi cambiamenti istituzionali. Il Parlamento dovrebbe approvare in via definitiva, per poi passare alla fase referendari, l’abolizione della legislazione concorrente tra stato e regioni che tanti disservizi e confusione hanno generato nell’ambito della sicurezza sul lavoro. A questo proposito le novità non mancheranno.
L’AiFOS, intanto, porterà avanti i suoi progetti ed impegni. Continuerà il progetto “ Coltiviamo la sicurezza” nell’ambito del dopo EXPO e tutti gli altri progetti come Orizzonti di Scuola, AiFOS Mare e AiFOS Montagna, Cantieri e costruzioni, Formazione dei Formatori, nonché il rinnovato Comitato Donne AiFOS “Sofia”. Tanti servizi gratuiti per i soci che riceveranno in omaggio i “Quaderni della Sicurezza” diretti dall’avv. Lorenzo Fantini e la possibilità di iscriversi ai Registri professionali per l’attestazione di qualità.
Nei prossimi mesi inizierà la nuova campagna europea laddove AiFOS ha vinto un premio sulla buona prassi nella scorsa edizione. Il tema sarà “Ambienti di lavoro sani e sicuri a tutte le età” e l’AiFOS sta lavorando sul segmento dell’invecchiamento.
 
 
 
Per informazioni e iscrizioni a AiFOS:
Sede nazionale  AiFOS: via Branze, 45 - 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595031 - fax 030.6595040 www.aifos.it   - info@aifos.it
 
 
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