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La vignetta di PuntoSicuro

Maurizio Riccardi

Autore: Maurizio Riccardi

Categoria: Informazione, formazione, addestramento

14/09/2010

Vignetta n. 1, Anno 2010, "Tremonti, robe come la 626..."

La vignetta di PuntoSicuro

Vignetta n. 1, Anno 2010, "Tremonti, robe come la 626..."

 




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Rispondi Autore: regolo immagine like - likes: 0
14/09/2010 (08:17:45)
Veramente Tremonti si riferiva ad altro!
Rispondi Autore: GIANNI BONIZZI immagine like - likes: 0
14/09/2010 (08:24:18)
INDEGNO E CAVERNICOLO
FRUTTO DELLA MENTALITA' DI QUESTI
GOVERNANTI
VEDERE COME HAN RIDOTTO IL D.LGS 81/2008
MEGLIO PERDERLI CHE TROVARLI
Rispondi Autore: immagine like - likes: 0
14/09/2010 (08:42:32)
Forse, se anzichè doversi preoccupare di fare carta, si spendesse lo stesso tempo per fare sicuezza, avremmo qualche incidente in meno.
Purtroppo si passa più tempo a pensare di tutelarsi difronte ad un probabile incidente che a prevenirlo
Rispondi Autore: Francesco immagine like - likes: 0
14/09/2010 (08:46:35)
Ad altro?
A cosa precisamente? Non mi è chiaro...
Rispondi Autore: ricky 48 immagine like - likes: 0
14/09/2010 (08:48:45)
Ci mancava la follia dell'obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato per dare una patente di definitiva negatività a una legge già ri-nata in termini peggiori della precedente, senza risolvere precedenti incongruenze e dubbi , ma ribadendoli e procrastinandoli ulteriormente senza modalità operative concretamente e proficuamente (per tutti( attuabili
Rispondi Autore: per regolo immagine like - likes: 0
14/09/2010 (08:50:04)
e a cosa si riferiva di grazia sua maestà? al fatto che tanto non sarà mai suo figlio a fare la fine del topo, xkè c'è già tanta brava gente che si permette il lusso di crepare così? ma va va...
Rispondi Autore: per regolo immagine like - likes: 0
14/09/2010 (08:50:48)
e a cosa si riferiva di grazia sua maestà? al fatto che tanto non sarà mai suo figlio a fare la fine del topo, xkè c'è già tanta brava gente che si permette il lusso di crepare così? ma va va...
Rispondi Autore: Telmo immagine like - likes: 0
14/09/2010 (08:59:59)
La sicurezza sul lavoro "è fondamentale", l'eccesiva burocrazia "è quasi demenziale". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, torna sulle sue parole di ieri in merito alla legge 626 sulla sicurezza del lavoro. "Cinque parole cinque dette a Bergamo alle undici di sera nel corso di una festa, ''come ad esempio la 626'', hanno fornito occasione per una polemica che mi sembra un po' eccessiva", sostiene. Per poi aggiungere: "Cerco di esprimere, a questo punto usando più di cinque parole, il mio pensiero. Civiltà e stupidità. La sicurezza sul lavoro è un'irrinunciabile conquista della civiltà occidentale. L'eccesso occhiuto di burocrazia è un derivato della stupidità".
In Europa, sostiene il ministro, "è sempre più evidente il problema dell'eccesso di burocrazia imposto in questi anni alle imprese. E' per questo che sta iniziando un ciclo opposto: stop regulation, less regulation e better regulation. La legge 626 non fa eccezione".
Nel caso della 626, "che peraltro è stata assorbita in un nuovo Testo Unico, si deve distinguere tra effettiva tutela della sicurezza sul lavoro, che è fondamentale, ed eccessiva burocrazia, che è quasi demenziale". Le regole pensate in Europa per la grande industria "sono fondamentali e inviolabili". Ma, puntualizza il ministro, "un conto è la grande industria, un conto è la piccola minima individuale impresa caratteristica dell'economia italiana".
E' qui, nella piccola industria, che "l'applicazione italiana della direttiva europea si presenta come la fabbrica dell'assurdo: di costi artificiali, di corsi di formazione fantasma, di sanzioni erratiche", sostiene ancora Tremonti. Ciò che "è stato paradossale in Italia è l'estensione parossistica alla minima impresa di regole che poco o niente hanno a che vedere con la sicurezza sul lavoro nel loro proprio contesto di funzionamento".
"Forse, anzi senza forse, di questo tipo di regole-costi si può fare a meno senza mettere in discussione la vita e la sicurezza dei lavoratori. Anzi tutelandoli ancora meglio, separando ciò che è serio da ciò che è assurdo", insiste Tremonti, evidenziando che "la concorrenza con la Cina non si fa certo sulla vita e sulla sicurezza dei lavoratori, ma evitando, dove è possibile, di farci del male da soli". Tra l'altro, si ripete, "un conto è la grande industria dove avvengono i grandi, tragici incidenti, un conto è il laboratorio di un artigiano, che magari lavora da solo senza neanche un'apprendista, costretto a diventare matto con la burocrazia. E' anche perché non capisce tutto questo, che la sinistra si allontana progressivamente e fatalmente dalla realtà".
Su questi temi, conclude Tremonti, "sarei comunque felice di una discussione con Tiziano Treu, che è stato mio professore di diritto del lavoro, e con Cesare Damiano, per la sua esperienza di governo. Mi permetto di suggerire anche una sede per il dibattito: quella degli artigiani di Mestre".
Rispondi Autore: Pier Giorgio Confente immagine like - likes: 0
14/09/2010 (09:38:26)
non mi appassiona la guerra contro Tremonti, il problema vero sono le piccole e piccolissime aziende cioè un problema culturale nazionale che certo non si può affrontare con la documentazione e la burocrazia.
Il piccolo e/o piccolissimo imprenditore ha il livello culturale dell'operaio medio e quindi è un uomo del fare e non di "lettere".
Come informare e formare un uomo "del fare"?
L'approccio (il difetto di fondo) del D.Lgs. 81 e delle sue modifiche D. lgs. 106 è la sua impostazione giuridica (cioè valida per la grande organizzazione).
Dobbiamo fare tutti un salto culturale qualitativo, uscire dal "penale" ed entrare nel "reale".
Solo così si potranno fare ulteriori passi avanti.
Rispondi Autore: ste77 immagine like - likes: 0
14/09/2010 (11:03:10)
Sono proprio stanco di tutto questo...
Rispondi Autore: Kenobi immagine like - likes: 0
14/09/2010 (11:16:46)
E' l'ora di finirla con questa INADEMPIENZA!
Basta!!!!
Rispondi Autore: regolo immagine like - likes: 0
14/09/2010 (11:19:01)
A coloro che non hanno capito: la sicurezza si attua "sul campo" e non sulla carta. Meditate gente...
Rispondi Autore: matteo immagine like - likes: 0
14/09/2010 (12:13:18)
bella vignetta! complimenti a PuntoSicuro!
Rende chiaramente il concetto che la sicurezza sul lavoro si fa sul campo e non sulla carta, come molti commenti sottolineano... Un Ministro della Repubblica Italiana dovrebbe dare messaggi diversi da quello uscito alla festa della Lega, nella consapevolezza che questi messaggi hanno un impatto sulla società. Per rendere il concetto è come il messaggio sull'evasione fiscale che in Italia sarebbe in qualche modo gistificata dato il peso del fisco. Al bar possiamo dirlo ma non possiamo sentirlo da chi guida il paese!
Rispondi Autore: matteo immagine like - likes: 0
14/09/2010 (12:25:11)
bella vignetta! complimenti a PuntoSicuro!
Rende chiaramente il concetto che la sicurezza sul lavoro si fa sul campo e non sulla carta, come molti commenti sottolineano... Un Ministro della Repubblica Italiana dovrebbe dare messaggi diversi da quello uscito alla festa della Lega, nella consapevolezza che questi messaggi hanno un impatto sulla società. Per rendere il concetto è come il messaggio sull'evasione fiscale che in Italia sarebbe in qualche modo gistificata dato il peso del fisco. Al bar possiamo dirlo ma non possiamo sentirlo da chi guida il paese!
Rispondi Autore: e.tocci@fabiamater.it immagine like - likes: 0
14/09/2010 (15:08:58)
Forse la burocrazia è effettivamente molta, ma le carte ci vogliono come qualsiasi altra attività; non vedo come possa essere possibile fare sicurezza senza una valutasione del rischio o senza la formazione. Invece quello che trovo francamente eccessivo sono tutti gli oneri che gravano sul datore di lavoro relativamente al Rappresentante della Sicurezza. Parlo sia degli oneri economici (non si capisce perchè la formazione non è a carico del sindacato) che quelli amministrativi con la necessità di comunicare il nome all'Inail.
Rispondi Autore: Fra immagine like - likes: 0
14/09/2010 (18:18:08)
Penso che chi scrive qui siano professionisti esperti. Quindi non vedo lo scandalo nel descrivere una situazione reale e oggettiva, cioè l'eccesso di burocrazia, l'arbitrio delle asl nel dare prescrizioni non sempre condivisibili, il fatto che in pratica, un imprenditore non è mai certo di aver fatto davvero tutto, frutto molte volte di una impostazione avvocatesca e burocratica, e obblighi più chiari e meno fumosi. Fate un confronto con le schede della SUVA. Mi piacerebbe un pò più di obiettività e meno livore preconcetto, e norme più chiare e semplici. Solo così centriamo l'obiettivo. Il resto sono chiacchiere. AUTORE: concordo con il commento "se anzichè doversi preoccupare di fare carta, si spendesse lo stesso tempo per fare sicurezza..." parole sante. Un saluto.
Rispondi Autore: Klaus72 immagine like - likes: 0
15/09/2010 (00:25:22)
Bella e volutamente provocatoria; concordo con chi sostiene che le personalità debbano prestare più attenzione alle loro parole, ma concordo anche con chi sostiene che la nostra legislazione in merito sia complicata e a volte nebulosa; a oggi abbiamo queste leggi e dobbiamo rispettarle. Lo scopo di questo e altri siti è quello di "informare per prevenire", lo scopo del legislatore è lo stesso; quello che cambia è la lettura, mentre il primo è, sfortunatamente di nicchia, il secondo è globale e al momento viene visto in maniera repressiva (...spesa...). La realtà in cui vivo mette in risalto un problema "mentale" il "pensare sicuro" che è da far crescere, accudire e sostenere. Ma l'informazione data è sovente basata sul rischio dell'onere e non sui pregi dell'applicazione; il nostro e i futuri governi dovrebbero pubblicizzare maggiormente questi pregi in modo da incentivarne l'applicazione, noi dovremmo accettare l'idea che "fallo così che va bene...è da vent'anni che lo faccio" non è sempre sicuro...in pratica informarci prima di agire!
Rispondi Autore: osservazioni immagine like - likes: 0
15/09/2010 (09:23:03)
la cultura della prevenzione non è purtroppo un argomento radicato nelle teste di chi lavora, proprio a causa di quei modi di pensare, tipo "è da vent'anni che lo faccio così e non mi è mai successo niente"... le prescrizioni delle asl, lo dico per chi ignorantemente pensa che siano dettami sul COME attuare una misura correttiva (ne hanno solo la facoltà), intervengono in situazioni in cui evidentemente, per cause diverse, il lavoro non è svolto in sicurezza. chi ha letto la 758 almeno una volta sa che cosa parlo. fuori da questi discorsi, concordo con chi dice che le carte, come per ogni azione più o meno importante della nostra vita (le violazioni alla normativa sulla sicurezza sono spesso penali), sono necessarie, è un modo anche per autotutelarsi. sul fatto che a volte siano troppe però non c'è dubbio. tremonti è troppo lontano dalla realtà per capire.
Rispondi Autore: Fra immagine like - likes: 0
15/09/2010 (10:30:21)
Conosco bene la 758, e so benissimo che le asl non impartiscono prescrizioni sul COME, ma "ignorantemente" vedo che oggettivamente impartiscono misure da attuare a volte assurde, fuori luogo anche perchè appunto la norma in molti passaggi è evanescente e vaga. Non posso evidentemente citare casi specifici, ma mi dica lei se ha senso che io debba valutare la conformità di una macchina secondo allegato V Dlgs 81, di un'attrezzatura nuova, marcata CE, con manuale d'uso per la quale già il costruttore ha fatto la valutazione rischi e per la quale non è applicabile l'allegato V. Caso mai, se io ente di controllo rilevo delle NC in tal senso, interverrò con una procedura per il ritiro dal mercato, ma questo riguarda il fabbricante in quanto è lui che effettua la valutazione rischi specifica della macchina. Ribadisco che di fatto e in pratica, una prescrizione così è inappellabile oltre ad essere inutile per l'azienda e per i lavoratori. Distinti saluti. FV
Rispondi Autore: Stefano Manini immagine like - likes: 0
15/09/2010 (14:57:05)
Direi proprio che quelli lontani dalla realtà siate Voi, non Tremonti, vorrei sottoporVi alcune prescrizioni assolutamente assurde rapportate all'attività aziendale ed al contesto lavorativo. Non estrepolate una riflessione di Tremonti che peraltro ha già abbondantemente chiarito. Con estrema cordialità Vi chiedo: non trasformate questo importante e qualificato strumento di prevenzione in uno mezzo per fare politica. Grazie, Larry.
Rispondi Autore: non mi è chiaro immagine like - likes: 0
16/09/2010 (08:45:24)
ignorantemente vedo che oggettivamente? umm qualcosa mi sfugge...
Rispondi Autore: Francesco Volta immagine like - likes: 0
16/09/2010 (09:25:30)
per "Autore: non mi è chiaro": "ignorantemente" citato tra virgolette è una risposta a chi di fatto mi ha dato dell'ignorante in un altro intervento (vedi l'intervento sotto di autore: Osservazioni). Se poi vogliamo cavillare sulle virgole non mi pare il sito adatto. Saluti.
Rispondi Autore: Raffaele Diotallevi immagine like - likes: 0
17/09/2010 (16:03:14)
OK sottolineare il fatto di FARLA la sicurezza anziché scriverla e timbrarla soltanto.
Purtroppo le registrazioni che diano evidenza a che deve controllare che la sicurezza si FA sul serio sono indispensabili.
Detto questo bene semplificare tutto il più possibile, considerato il tessuto industriale di piccole imprese Italiano.
Rispondi Autore: NATALE MERLINO immagine like - likes: 0
18/09/2010 (08:33:35)
Il sig ministro probabilmente ha il solo problema di spender meno, mentre si continua a morire.
Certamente ricorderà che le norme di sicurezza sono scritte con il sangue dei lavoratori.
Pertanto a mio avviso bisognerebbe che tutti privilegiassero la prevnzione attuando sul campo l'organizzazione necessaria frutto una adguata conoscenza e indispensabile formazione.
Rispondi Autore: Francesco Cuccuini immagine like - likes: 0
18/09/2010 (10:23:05)
Le sciocchezze del ministro Tremonti rimangono tali anche se pronunciate con linguaggio forbito e applaudite.
Sciocchezze erano e sciocchezze rimangono.

Però quanti cialtroni che danno adito alle sciocchezze di Tremonti.

Quanti consulenti cialtroni.
Quanti RSPP cialtroni.
Quanti formatori cialtroni.
Quanti ispettori cialtroni.
Quanti cialtroni...

Saluti
Rispondi Autore: Super RSPP immagine like - likes: 0
18/09/2010 (10:24:40)
Viva le vignette di PuntoSicuro.
Rispondi Autore: Aldo Di Giandomenico immagine like - likes: 0
18/09/2010 (10:26:52)
ho letto molte baggianate dai varii commenti è vero il ministro a sbagliato , ma voi che avete la bocca solo per parlare siete mai stati nei varii cantieri edili dove sono state forniti tutti i dispositivi di sicurezza individuali , vede quante persone le indossano , bisogna vigilare in continuo , mettere una o più persone a vigilare , ma vi rendete conto che tanti operarai sono effettivamente degli incoscienti, io che sono un operatore di sicurezza ogni giorno mi faccio venire il sangue viola per le incazzature, vi prego non facciamo di ogni erba un fascio
Rispondi Autore: Francesco Cuccuini immagine like - likes: 0
18/09/2010 (10:33:51)
@ Aldo Di Giandomenico

nonostante tu abbia ragione... le parole del ministro sono gravi.
Molto gravi.

Saluti
Rispondi Autore: Cristian Quasi RSPP immagine like - likes: 0
20/09/2010 (08:46:05)
Per Aldo Di Giandomenico: Quanto ti capisco... altro che quelli che stanno a soffermarsi su alcune parole dette dai ministri per dar contro ancora una volta ai politici...Ma chi se ne frega! Qui c'è il fegato ed il sangue di chi sul campo si "prende cura" di tante persone che, come dice una pubblicità che credo sia stata voluta da alcuni ministri, hanno il diritto di tornare a casa dopo il lavoro.
Per tutti coloro che parlano della burocrazia eccessiva, vi do un minimo di ragione, ma parlino solamente coloro che della Sicurezza ne fanno un BENE prezioso per i lavoratori.
Grazie.
Rispondi Autore: immagine like - likes: 0
20/09/2010 (10:04:05)
L'idea della SUVA non è sbagliata. Un sistema come quello offre la possibilità a molti di fare una buona valutazione di una serie di pericoli e quindi evita il rischio di rivolgersi a consulenti che della valutazione dei rischi "standard" fanno il loro cavallo di battaglia. Relativamente alla necessità di fare carta per dimostrare l'adempimento agli obblighi, questo purtroppo nasce dal problema che abbiamo ( l'evidenza dei fatti dovrebbe dimostrare che si adempie ai requisiti, non la carta su cui si scrivono i documenti). Purtroppo, mi ripeto, oramai pensiamo che sia la carta a dimostrare che si fa sicurezza.
Così ci troviamo con perfette procedure scritte per il piacere di chi le scrive e non per chi dovrebbe leggerle.
Valutazioni dei rischi da 500 pagine uguali per tutti
Stranamente, fenomeni come NAPO non dicono una parola.
Rispondi Autore: Sergio Morando. immagine like - likes: 0
08/02/2011 (11:05:21)
Già Tremonti i questa vignetta ci fa una bella figuraccia ma per l'appunto rimane solo una figuraccia!
Intanto gli operai non fanno una figuracccia..ma continuano ad infortunarsi e a morire !
Sergio Morando.

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