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Ebp: i successi della prevenzione nelle fonderie

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Industria siderurgica, lavorazione metalli

13/01/2009

Dal convegno "Ebp e lavoro: la prevenzione efficace dei rischi e danni da lavoro", un intervento su esperienze di prevenzione in due fonderie. Il tasso di incidenza degli infortuni è diminuito nella prima fonderia del 54% e nella seconda del 44%.

Ebp: i successi della prevenzione nelle fonderie

Dal convegno "Ebp e lavoro: la prevenzione efficace dei rischi e danni da lavoro", un intervento su esperienze di prevenzione in due fonderie. Il tasso di incidenza degli infortuni è diminuito nella prima fonderia del 54% e nella seconda del 44%.

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PuntoSicuro ha presentato in un precedente articolo gli atti del convegno "Ebp e lavoro: la prevenzione efficace dei rischi e danni da lavoro", convegno che si è tenuto a Firenze il 23 e 24 ottobre 2008 sul tema della prevenzione di infortuni e malattie professionali.
 

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Ricordiamo che “Ebp” è l’acronimo di “Evidence Based Prevention”, un espressione che può essere tradotta con “prevenzione basata su prove di efficacia”.
E di valutazione dell’efficacia degli interventi di prevenzione degli infortuni hanno parlato molti relatori, spesso mettendo in luce l’efficacia o l’insufficienza delle misure adottate.
 
Dopo aver presentato un intervento relativo al Prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle fonderie : intervento multidisciplinare e verifica di efficacia".
Un intervento interessante perché se da un lato è innegabile che nel quinquennio 2002/2006 l’industria dei metalli abbia ridotto gli infortuni, tuttavia il dato assoluto di infortuni, mortali (circa 85 casi l’anno) e non, è ancora troppo alto per poter affermare che questa attività produttiva non sia caratterizzata da un elevato livello di rischio per i lavoratori.
 
L’intervento, tratto da un lavoro di S. Porru, C. Arici e M. Campagna, della Sezione di Medicina del Lavoro dell’Università degli studi di Brescia, trattava molti temi.
Dalla dimensione del fenomeno degli incidenti con riferimento alla metallurgia e alla lavorazione dei prodotti in metallo, ai dati epidemiologici, al racconto di un’esperienza di lavoro sulla prevenzione in 2 fonderie. 
In conclusione è stato presentato il progetto ASSOFOND (Federazione Nazionale Fonderie) per la prevenzione, il monitoraggio ed il controllo degli infortuni sul lavoro nell’industria fusoria.
 
Tuttavia di questo corposo intervento PuntoSicuro vuole più che altro sottolineare e ricordare i risultati della prevenzione nelle fonderie.
 
Le fonderie interessate erano due, una fonderia di ghisa con circa 200 addetti e una fonderia di metalli non ferrosi con circa 70 addetti.
Secondo un’analisi preliminare svolta nel 1999 ci si trovava di fronte ad una situazione con molteplici rischi: rischi di tipo chimico (silice, CO, piombo, formaldeide,...), problemi ergonomici e organizzativi (turni, pendolarismo, movimentazione dei carichi, movimenti ripetitivi,...).
In questa situazione, che soffriva di anche di carenze gestionali, gli indici infortunistici erano elevati, sia riguardo alla frequenza che alla gravità.
 
Nell’intervento svolto presso la fonderia si è :
- formato un team aziendale per un intervento multidisciplinare sulla prevenzione, coordinato dal Medico del Lavoro: il gruppo di lavoro si è occupato dell’individuazione, programmazione e verifica degli interventi preventivi;
- effettuata una raccolta ed una elaborazione dei dati necessari;
- istituita una sorveglianza sanitaria mirata: con una valutazione del fattore umano, accertamenti specifici per patologie d’interesse, scelta dei DPI più idonei, interventi di reinserimento lavorativo post-infortunio, ...;
- proposta e attuata una formazione/informazione per lavoratori, preposti e dirigenti riguardo a tutti i fattori di rischio (anche per i lavoratori stranieri e atipici);
- riorganizzato il Primo Soccorso in azienda.
 
Veniamo ai risultati.
Riguardo alla fonderia di ghisa si è passati dai 103 infortuni del 1998 ai 20 del 2006 e ai 22 del 2007. In particolare l’indice di frequenza è passato dal 26,7 (1998) al 8,5 nel 2007 (era il 7,6 nel 2006) e l’indice di gravità dal 3,7 al 3,0 (era dell’1,3 nel 2006).
Ad esempio sono diminuite del 69% le lesioni agli arti inferiori e del 55% quelle agli arti inferiori.
Analoghi i risultati nella fonderia di metalli non ferrosi.
Dai 12 incidenti del 1998 ai 4 del 2007, con indice di frequenza dal 13,8 al 3,9 e indice di gravità dal 3,9 allo 0,4.
 
Facendo un’analisi dei dati tra il periodo precedente all’intervento (1997-1999) e quello successivo al suo inizio (2000-2007) il tasso di incidenza degli infortuni è diminuito nella prima fonderia del 54% e nella seconda del 44%.
Ricordiamo che se gli indici di frequenza, previsti dalla norma UNI 7249, sono da considerare un rapporto tra gli infortuni verificatisi in un anno e le ore lavorate nello stesso anno (moltiplicato, per facilitare la leggibilità del risultato per un milione), l’indice di incidenza si riferisce al rapporto tra gli infortuni e il numero di addetti.
 
In definitiva è possibile concludere che in una situazione di rischio rilevante e diffuso è stato possibile, tramite un intervento preventivo multidisciplinare e l’adozione di buone pratiche di lavoro, arrivare ad una significativa riduzione degli indici infortunistici.
 
 
 
"Prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle fonderie: intervento multidisciplinare e verifica di efficacia" (formato PDF, 1.4 MB) - Stefano Porru.


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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