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ABC del Terremoto: cosa fare prima, durante e dopo i terremoti

ABC del Terremoto: cosa fare prima, durante e dopo i terremoti
30/08/2016: In relazione al terremoto che ha colpito in questo giorni diversi paesi del Centro Italia, una raccolta di consigli e suggerimenti su cosa fare prima, durante e dopo un terremoto. Il rischio che si conosce si può prevenire.

Brescia, 30 Ago – Non sempre si è sufficientemente consapevoli dell’elevata sismicità del nostro territorio italiano. Una sismicità diffusa da Nord a Sud - con l’esclusione di poche aree - che ha provocato e continua a provocare decine di terremoti ogni anno, nella maggior parte dei casi, per fortuna, senza danni o vittime. 
 
Purtroppo, tuttavia, ci sono anche terremoti che di vittime ne causano molte.
Ne parliamo oggi in relazione alle forti scosse che hanno provocato in questi giorni - con epicentri nelle province di Rieti, Ascoli Piceno e Perugia – quasi 300 morti; un terremoto seguito, come sempre in questi casi, da polemiche, discussioni, e valutazioni sulla fragilità dei fabbricati e sulle carenze nella prevenzione. Da parte nostra, come giornale di informazione, e mentre la terra continua a tremare per le centinaia di scosse sismiche seguite all’evento del 24 agosto, riprendiamo alcune informazioni sui terremoti con l’obiettivo non solo di aumentare nella popolazione, negli imprenditori e nelle istituzioni la consapevolezza della necessità di una prevenzione antisismica, ma anche per fornire semplici suggerimenti su cosa fare prima, durante e dopo un terremoto.

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Riprendiamo in questo caso un utile documento - di cui avevamo già riportato una parte in relazione al sisma che aveva colpito l’ Emilia Romagna nel 2012 - che riporta utili consigli, contributi, suggerimenti, esperienze pubblicate sul sito versolaquila.com successivamente al forte terremoto che ha colpito L’Aquila il 6 aprile del 2009 e che ha provocato 309 vittime.

 

Le raccomandazioni sono il contributo di cittadini che, come si indicava sul sito, “hanno vissuto sulla propria pelle, all’improvviso e impreparati, un evento devastante e che vorrebbero non debba mai più ripetersi per altri con le stesse conseguenze sulle persone”.

Raccomandazioni che sono raccolte in una sorta di alfabeto della sicurezza su terre mobili, dove le terre mobili sono quelle terre che “all’improvviso possono mettersi a ballare, sussultare, contorcersi, spaccarsi”.

 

Riprendiamo alcune delle voci non raccolte nel nostro precedente articolo a cui rimandiamo per completezza:

 

- allenamento: mai abbassare la guardia [l’emergenza non è solo sismica]: allenati a ballare e orientarti al buio, allenati a fuggire in luoghi sicuri, allenati ad urlare e fischiare, allenati a fidarti del tuo istinto, allenati a comunicare velocemente e efficacemente, allenati a liberarti di ciò che non è essenziale, allenati al dolore, allenati ad aiutare;

- altruismo: indispensabile in caso di sisma: non tutti sono fortunati come te. Quando comprenderai questa cosa, adoperati per gli altri;

- a portata di mano: il terremoto ha la pessima abitudine di scompaginare le cose. Quindi se lasci gli oggetti sul comodino, in caso di scossa forte non li ritroverai mai, sicuramente non nel momento del bisogno. Il giorno dopo, con la luce, li ripescherai a terra, sotto il letto, nel corridoio, in cantina, per strada;

- bagagliaio automobile: tenere in macchina borsoni con:  1) coperte o piumini – esistono teli caldissimi da alta montagna sottilissimi, quelli che usa il pronto soccorso – sacchi a pelo, lampade tascabili con pile cariche, cibi conservabili di primaria necessità: fette biscottate, scatolette, bottiglie di acqua (con cui anche lavarsi a volte), latte a lunga conservazione; 2) farmaci importanti, occorrente pronto soccorso tipico di casa, dentiere e protesi, assorbenti femminili, pannolini bimbi, pannoloni, salviettine umide, salviettine medicate, prodotti da pulizia personale, spazzolini da denti, forbicine, pinzette ecc.

- benzina: non tenere mai la macchina ‘in riserva’. Potrebbe servire il riscaldamento: anche nella buona stagione;

- calma: queste cose si fanno con calma quando c’è tempo, al momento invece bisogna solo correre avendo studiato e sperimentato il percorso; 

- cani: vicino all’uscita anche tutte le loro cose (trasportini, ciotole crocchette ecc.), documenti sanitari loro con quelli di tutti gli altri. In caso di pre-allerta procurare di non farli scappare;

- campeggio: per i bambini: per qualche tempo abituarsi a vivere in casa come se fosse un campeggio;

- chiavi e copie: dare copie di chiavi importanti o della macchina anche ad amici o parenti fuori zona. Attenti a chiudere a chiave le porte blindate. Per tirarvi fuori, se non è crollato il muro e senza accessi dalle finestre, sarà dura. Valutate per tempo la situazione;

- computer: PC staccati e in borsa – Chiavetta usb con i documenti importanti di casa e lavoro salvati – Fare backup con regolarità della memoria pc e conservatela separatamente in macchina insieme ai caricatori di scorta; 

- cuffie per musica: non state sempre con le cuffie in testa e non dormire con cuffie-musica-radio nelle orecchie (c’è chi si addormenta così). Potresti non sentire un rombo lontano e sordo seguito da uno strano inatteso soffio di vento, un silenzio improvviso della natura, un improvviso gracchiare di tutte le cornacchie, …troppi decibel nel cervello non ti fanno notare neppure una leggera scossa, proprio quando devi essere in grado di entrare in pre-allarme;

- documenti: documenti personali sanitari e non, di umani e non, Chiavi, Contratti di lavoro, Buste paga, Banca, Poste, Tesoretto, Foto di famiglia, Lettere personali, Diari, Bollette di casa, Successioni, Contratti di compravendita, Estratti catastali, Condoni edilizi, ICI e 740…occupano meno posto di quanto pensi (entra tutto in un faldone o due). Meglio: scansionare tutto su una pennetta USB, da tenere con il backup altrove (automobile, ufficio, parenti); 

- energia elettrica: va via per prima e poi sarete al buio; 

- finestra comoda: (per chi abita al piano terreno) pensa ad una finestra “comoda” per uscire; non serrare la porta, soprattutto se “di sicurezza” o blindata. Chiedetevi ora come sbloccarla;

- fischietto: procurarsi fischietti e tenerli appesi al collo, ognuno il suo. Potresti ritrovarti isolato fra macerie. Poter fischiare con poco sforzo aiuterebbe.

- fuga: mai a ridosso dei muri. Tegole, cornicioni, vasi: piombano giù tutti come proiettili e a terra schizzano. Non male indossare occhiali protettivi;

- gatti: vicino all’uscita anche tutte le loro cose (trasportini, lettiere, ciotole crocchette ecc.), documenti sanitari. Evitate che possano nascondersi dove non potete prenderli. In macchina una cassetta, un sacco di lettiera e uno di crocche. Agli umani qualcuno penserà, ai gatti no. Intendo dire che una coperta si trova, una lettiera no;

- Genio Civile: Andate al Genio Civile. Recuperate dal progetto di costruzione della vostra casa i calcoli strutturali. Se non li trovate al Genio andate al progettista, o al costruttore, e fateglieli tirare fuori. Poi andate da un ingegnere che capisca seriamente di strutture, e glieli fate vedere. E cercate di capire se è possibile intervenire, e con quali costi. Dopodichè, non vi resta che vivere, voi e tutti quelli che amate, ventiquattro ore al giorno all’aperto o in edifici sicuri. Il che è difficile;

- igiene personale: carta igienica, fazzoletti di carta, asciugamani, un cambio di biancheria (mutande, calze, etc etc); salviettine umidificate e medicate, per le donne: assorbenti, salvaslip, salviettine intime (potrebbero passare giorni prima di potersi lavare…) spazzolini denti, dentifricio, colluttori, burro di cacao, creme idratanti (vi potrebbe capitare di passare in mezzo a tonnellate di polvere); 

- impianti di casa: pronti a chiudere impianto gas, luce, acqua (sapere almeno dove sono gli interruttori) chiudere il gas di notte se non avete le caldaie accese; 

- indumenti: pesanti e giacconi a portata di mano; 

- lampada di emergenza: sempre attaccata e caricam che si accenda automaticamente (come stanno nei locali pubblici – tenerla anche in casa) in macchina sono utilissime le lampade ricaricabili a manovella;

- luce d’emergenza sulle scale: per chi l’aveva all’Aquila, una mano santa nell’emergenza, prudentemente fatta mettere per via dello sciame in atto. Quando “scrocchia la botta” la luce va via. E uscire di casa anche con la torcia è un problema: ci vuole una luce di emergenza! Qualsiasi elettricista le monta in due minuti;

- mentre c’è la scossa: se non sei allertato guadagna il posto più vicino che sapevi, o intuisci in quell’istante, come più sicuro – sotto un buon tavolo, sotto un buon letto, sotto una scrivania, sotto una travatura ben messa, lontano dagli armadi, dalle librerie alte, dalle mensole, vicino ai muri portanti (se sai che sono portanti); 

- mobili: guardate la posizione dei mobili di casa vostra. Se, ad esempio, c’è un armadio che, cadendo, potrebbe ostruire la porta, spostatelo. All’aquila alcuni armadi si sono rivelati molto pericolosi, sono caduti addosso alle persone causando sindromi da schiacciamento;

- mura: conoscere con sicurezza quali sono le mura portanti della casa o del condominio;

- occhiali: gli occhiali da vista (e quelli di scorta in borse separate) un paio in macchina;

- ordine: prendi l’abitudine (purtroppo di stampo militaresco) di mettere sempre le cose importanti allo stesso posto e nello stesso ordine, così al buio sai perfettamente dove sono le chiavi della macchina, il portafoglio, il cellulare, gli occhiali. Nel pre-allarme tieni sempre tutto in uno zaino pronto vicino all’uscita più sicura; 

- panico: cerca di non farti vincere dal panico. Per spostarti non è necessario correre.  Non uscire se ti trovi in un palazzo a più piani, esci solo se la porta s’immette direttamente sull’ingresso dell’edificio o su un giardino (fuggire da un appartamento è rischioso, in quanto la fase distruttiva della scossa ci coglierà nel pozzo delle scale, che presenta caratteristiche di resistenza minori delle altre parti dell’edificio);

- parcheggio: automobile non posteggiata a ridosso delle mura, dei cornicioni, sotto balconi e pensiline …e se fare manovra dentro il vialetto di casa è complicato, mettete sempre la macchina pronta in direzione di uscita; 

- piede di porco: le scosse di una certa entità possono modificare l’assetto delle porte rendendo difficilissimo aprirle…Tenere un “piede di porco” un’accetta e una mazzetta a fianco della porta nel caso si incastrasse;

- quadri e specchi: cadranno con grande dispersione di vetri in frantumi;

- ripararsi: se sei in casa, cerca riparo vicino a strutture portanti (muri maestri, pilastri), nei vani delle porte, sotto tavoli robusti o mobili similari, o in corrispondenza di porte o angoli; stai lontano da finestre e lampadari, mobili pesanti, proteggendo il capo, se possibile, con un cuscino o altro materiale morbido. Se sei fuori casa, allontanati dagli edifici: è più prudente andare in spazi aperti, lontano da muri, palificazioni o cavi sospesi, cornicioni ed insegne dei negozi che cadendo potrebbero essere causa di gravi conseguenze. Soprattutto è importante non correre da un edificio ad un altro. Se sei su un’automobile, il movimento del suolo tenderà a far sbandare il veicolo. Decelera e fermati al bordo della strada, tenendoti lontano da ponti e cavalcavia, terreni franosi, linee elettriche;

- scuole: andate a prendere i figli a scuola a piedi, loro saranno già usciti e al sicuro. Se la strada si blocca a causa delle macchine, l’ambulanza ferma in mezzo al traffico potrebbe essere quella con vostro figlio a bordo. Muovetevi a piedi se possibile; 

- spallucce: conoscere la struttura della casa in cui vivi, a che piano sei, ecc. senza ansia, basta essere realisti e pronti per il fattibile ma manco fare spallucce non prendendo poche misure che potrebbero renderti la vita meno dura se non salvartela… soprattutto serve solo un cambio di punto di vista, il resto viene da sé. Serve anche a rimettere ordine in casa e a fissare bene al muro quelle maledette librerie, come sempre deve essere stabile il televisore. Già normalmente devi calcolare che un bambino, tuo o di amici, per casa va considerato come un possibile sisma. Tutte le case ormai dovrebbero essere a misura di bambino, di anziano, di disabile e di terremoto. Non costa niente la differenza e ci si vive meglio …niente allarmismi ma sano buon senso sempre. Valutare se ci sia una buona via di fuga e buone capacità di fuga.

 Se ci sono bambini, anziani, disabili e si è allertati è meglio cercare una vacanza alternativa per qualche tempo. Anche se sul ‘qualche’ ci sarebbe da dire. Occhio all’istinto di conservazione che è il migliore consigliere;

- torcia: attaccata alla rete del letto con una fascetta (da trovare ad occhi chiusi e facile da aprire). 

 

Riportiamo anche le indicazioni su cosa fare dopo un terremoto: “non usare mai fiamme libere (candele, fiammiferi) non provare ad accendere la luce, chiudi gli interruttori del gas, acqua e corrente elettrica. Spegni le stufe ad alimentazione autonoma”. “Verifica immediatamente lo stato di salute di chi ti è vicino, non spostare eventuali feriti gravi se non per seri motivi di sicurezza”. Non sprecare l’acqua. Indossa subito un paio di scarpe robuste. “Raggruppa gli altri componenti della famiglia, organizzando l’accompagnamento di anziani, ammalati e disabili se presenti. Se non ce la puoi fare chiama i soccorsi. Non separarti dai bambini, cerca di tranquillizzarli e tenerli sempre accanto. Legati i neonati sulla pancia in modo da avere le mani libere e casco anche per loro. Verifica i danni subiti dalla costruzione; prendine nota per poter segnalare situazioni pericolose, foto al volo se fai prima. Chiudi la porta di casa prima di abbandonarla: le porte chiuse rallentano la propagazione del fumo e del fuoco. Non usare mai l’ascensore che, a causa di una improvvisa interruzione nell’erogazione della corrente elettrica o per il verificarsi di guasti all’impianto, potrebbe restare bloccato per ore. Se inevitabile, usare le scale ma con prudenza. Non sostare sui balconi. Non avvicinarti ad animali visibilmente spaventati. Non usare l’automobile, lascia le strade libere per i soccorsi”.

 

E riprendiamo, infine, una breve sintesi rapida sui terremoti rivolta a chiunque di noi si trovi ad affrontare questa dura esperienza.

 

Mentre c’è la scossa: vai nel posto sicuro; riparati; aspetta che passi. Durante un forte terremoto potresti udire un lontano, profondo e sordo tuono che gradualmente cresce accompagnato da una impressione di ondeggiamento crescente della terra oppure potresti essere scosso da un improvviso e violento colpo, sobbalzo. Un secondo, o due, dopo potresti avere l’impressione di essere centrifugato, trovare difficile stare in piedi o raggiungere un’altra stanza, con le pareti che si allontanano e avvicinano. Tutto questo ti getterà in stato di shock.  Più ti sarai esercitato a immaginare questo momento più sarai utile a te stesso e a chi ti è intorno.  La reale chiave per sopravvivere ad un terremoto e ridurre il rischio dei danni consiste nel pianificare, preparare e organizzare cosa, tu e la tua famiglia, dovete fare se questo accade.

 

 

Consigli su cosa fare prima, durante e dopo il terremoto

 

 

Link all’articolo “ L’alfabeto della sicurezza in caso di terremoto”.

 

 

NB: i suggerimenti relativi “alfabeto della sicurezza su terre mobili”, ripresi anche dal sito ilterremoto.it, sono tratti dal materiale del sito versolaquila.com che raccoglie vari contributi. Ad esempio di Luigi Baglione, Cristina Busilacchio, Ezio Bianchi, Marina Callegari, Eugenio Carlomagno, Anna Pacifica Colasacco, Elisabetta D’Ambrosio, Enrico De Pietra, Ornella De Simone, Adriano Di Barba, Cristina Estiqaatsi Rosa, Luigi Fabiani, Luigi Fiammata, Piergiorgio Leocata, Bianca Mollicone, Luisa Nardecchia, Cinzia Palumbo, Giusi Pitari, Raniero Pizzi, Maria Prinzi, Laura Tarantino, Iginio Tironi, Aldo Tirrito, Patrizia Tocci e Claudia Valentini.

 

 

RTM



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