Scarpe di sicurezza per visitatori/ospiti
Gestione delle scarpe di sicuezza per ospiti e/o visitatori in azienda
Categoria: Attrezzature di lavoro e DPI. Aperta il 22/10/2024 da nicola manenti. Messaggi postati: 4.
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| Autore | Messaggio |
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| Buongiorno a tutti, vorrei porre un quesito sul quale condividere esperienze ed opinioni. Premesso che le scarpe di sicurezza sono un dispositivo di protezione ad uso individuale mi chiedevo se la soluzione che vado a descrivere sotto potesse essere un'alternativa valida dal punto di vista normativo per gestire l'utilizzo delle scarpe da parte di ospiti o visitatori che calpestano gli spazi produttivi. L'idea è quella di mettere a disposizione una serie di scarpe (con tutte le misure) da dedicare solo a questo tipo di situazioni (visite), fornendo all'ospite una calza usa e getta che andrà a smaltire al termine della visita ; successivamente utilizzare uno spray igeinizzante e riporre la scarpa a disposizione del prossimo visitatore. Consapevole che esistono altre soluzioni (sovrascarpe di sicurezza, etc etc..) però volevo capire se quella descritta fosse accettabile e soprattutto normata in modo da dare evidenza della fattibilità. grazie per una vostra risposta Postato il 22/10/2024 alle 13:25 | |
In risposta al messaggio di nicola manenti: DA vecchie esperienze nel settore sicurezza dei petrolchimici, per il visitatore che transitava (calpestava) gli spazi produttivi, veniva evidenziato un percorso da seguire in piena sicurezza, fornire alcun tipo di DPIBuongiorno a tutti, vorrei porre un quesito sul quale condividere esperienze ed opinioni. Premesso che le scarpe di sicurezza sono un dispositivo di protezione ad uso individuale mi chiedevo se la soluzione che vado a descrivere sotto potesse essere un'alternativa valida dal punto di vista normativo per gestire l'utilizzo delle scarpe da parte di ospiti o visitatori che calpestano gli spazi produttivi. L'idea è quella di mettere a disposizione una serie di scarpe (con tutte le misure) da dedicare solo a questo tipo di situazioni (visite), fornendo all'ospite una calza usa e getta che andrà a smaltire al termine della visita ; successivamente utilizzare uno spray igeinizzante e riporre la scarpa a disposizione del prossimo visitatore. Consapevole che esistono altre soluzioni (sovrascarpe di sicurezza, etc etc..) però volevo capire se quella descritta fosse accettabile e soprattutto normata in modo da dare evidenza della fattibilità. grazie per una vostra risposta Se poi, il visitatore era un tecnico con il compito di intervenire sugli impianti, lo stesso doveva essere dotato dei suoi DPI personali. Prendendo atto della premessa, parto dal presupposto che la calzatura che viene fornita al visitatore sia comunque un DPI, ricordo che il DPI deve essere "necessario e idoneo" e deve proteggere dai rischi specifici che possono essere presenti nei reparti in cui operano. Quanto sopra non mi sembra applicabile a un visitatore Postato il 22/10/2024 alle 15:24 | |
In risposta al messaggio di Virginio Galimberti: non è specificato sopra, ma davo per scontato che le scarpe che forniamo sono ovviamente DPI autorizzati (identici a quelli forniti al pesonale dipendente) ; la differenza è che questi vengono riutilizzati da più visitatori mettendo a disposizione calze usa e getta + sanificazione con apposito spray. DA vecchie esperienze nel settore sicurezza dei petrolchimici, per il visitatore che transitava (calpestava) gli spazi produttivi, veniva evidenziato un percorso da seguire in piena sicurezza, fornire alcun tipo di DPI Se poi, il visitatore era un tecnico con il compito di intervenire sugli impianti, lo stesso doveva essere dotato dei suoi DPI personali. Prendendo atto della premessa, parto dal presupposto che la calzatura che viene fornita al visitatore sia comunque un DPI, ricordo che il DPI deve essere "necessario e idoneo" e deve proteggere dai rischi specifici che possono essere presenti nei reparti in cui operano. Quanto sopra non mi sembra applicabile a un visitatore Postato il 22/10/2024 alle 16:22 | |
In risposta al messaggio di nicola manenti: Buongiorno,Buongiorno a tutti, vorrei porre un quesito sul quale condividere esperienze ed opinioni. Premesso che le scarpe di sicurezza sono un dispositivo di protezione ad uso individuale mi chiedevo se la soluzione che vado a descrivere sotto potesse essere un'alternativa valida dal punto di vista normativo per gestire l'utilizzo delle scarpe da parte di ospiti o visitatori che calpestano gli spazi produttivi. L'idea è quella di mettere a disposizione una serie di scarpe (con tutte le misure) da dedicare solo a questo tipo di situazioni (visite), fornendo all'ospite una calza usa e getta che andrà a smaltire al termine della visita ; successivamente utilizzare uno spray igeinizzante e riporre la scarpa a disposizione del prossimo visitatore. Consapevole che esistono altre soluzioni (sovrascarpe di sicurezza, etc etc..) però volevo capire se quella descritta fosse accettabile e soprattutto normata in modo da dare evidenza della fattibilità. grazie per una vostra risposta secondo me la soluzione scarpe condivise con calza usa e getta e con spray igienizzante può essere gestibile, ma solo se viene formalizzata in una procedura interna: consegna temporanea, controllo dello stato della calzatura, igienizzazione dopo ogni uso, gestione delle taglie e sostituzione in caso di usura. Se le scarpe sono DPI, restano DPI anche se usate da visitatori, quindi devono essere idonee al rischio, in buono stato e gestite correttamente. Se il visitatore segue solo un percorso protetto e non entra realmente in aree operative con rischio di urto, schiacciamento, perforazione o scivolamento, prima ancora delle scarpe valuterei una misura organizzativa: percorso visitatori delimitato, accompagnamento, divieto di accesso alle zone a rischio e istruzioni chiare. In questo caso il DVR può anche dimostrare che non servono calzature antinfortunistiche. Se invece il visitatore entra in reparto produttivo dove il rischio per il piede esiste, allora servono calzature di sicurezza idonee, normalmente riferite alla norma EN ISO 20345, scelte in base al rischio effettivo: puntale, suola anti-perforazione, grip, resistenza agli oli, ecc. In questo caso il prodotto va scelto nella categoria Calzature di sicurezza e da lavoro di Med Consulting, verificando classe e caratteristiche rispetto al reparto specifico. Per la parte igienica, invece, tra gli accessori Med Consulting consiglierei il Copriscarpa TNT+CPE, perché è monouso, ha suola in CPE antiscivolo, è idrorepellente ed è pensato per ambienti sanitari e professionali dove serve protezione delle calzature e controllo della contaminazione superficiale. Può essere utile come barriera igienica per visitatori o in abbinamento a procedure di accesso controllato. Attenzione però: il copriscarpa non sostituisce una scarpa antinfortunistica. Se il rischio è schiacciamento, perforazione o urto, serve una vera calzatura di sicurezza. Se il problema principale è igienico o di contaminazione superficiale, allora copriscarpa monouso o calza monouso possono essere una soluzione pratica, purché inserita in una procedura documentata. Postato il 21/05/2026 alle 16:08 |
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