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L’uso dell’automobile in Italia: costi, sicurezza e comportamenti

Redazione

Autore: Redazione

Categoria: Differenze di genere, età, cultura

30/06/2008

Presentato in questi giorni a Roma, il “Rapporto Automobile 2008” di Censis e Aci: tra i temi affrontati le principali cause degli incidenti, l’aumento del consumo di droghe e le virtù della guida al femminile.

L’uso dell’automobile in Italia: costi, sicurezza e comportamenti

Presentato in questi giorni a Roma, il “Rapporto Automobile 2008” di Censis e Aci: tra i temi affrontati le principali cause degli incidenti, l’aumento del consumo di droghe e le virtù della guida al femminile.

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Presentato in questi giorni a Roma, il “Rapporto Automobile 2008” di Censis e Aci riepiloga i dati relativi all’utilizzo dell’auto in Italia.
 
Per quanto riguarda gli incidenti stradali, il rapporto ricorda come si è calcolato che gli incidenti stradali costano allo stato circa 35 miliardi l'anno: una somma pari a circa il 2,5% del prodotto interno lordo italiano.
Inoltre i 652 incidenti che ogni giorno si verificano in Italia (dati Istat) costano la vita, in media, a 16 persone e causano il ferimento di altre 912 (238.124 incidenti nel 2006 con una diminuzione dello 0,8% rispetto al 2005).


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Quali sono le cause?
I comportamenti più a rischio sono generalmente ritenuti la guida con alcool e droghe, la velocità, la scarsa educazione stradale e, comunque i comportamenti scorretti del conducente.
Tuttavia “lo stato psico-fisico alterato (categoria nella quale rientrano sia lo stato di ebbrezza che l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, che gli improvvisi guasti dell’auto, secondo l’Istat) pur non rappresentando, infatti, una percentuale elevata (2%) sul totale delle cause accertate o presunte di incidenti stradali (il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente e costituiscono da sole il 45,8 % dei casi) colpisce per la gravità degli eventi ed il fatto che essi coinvolgono maggiormente i giovani”.
 
Infatti l’allarme vero, sottolinea il rapporto, è quello relativo alla pericolosità sociale dei consumatori di droghe, ritenuti da Aci e Censis in forte aumento. E non si parla solo dell’ebbrezza da alcool o del consumo di cannabis, ma dell’aumento del consumo di droghe pesanti (cocaina ed eroina) che “coinvolge soprattutto i giovanissimi, anche a causa delle mini-dosi presenti sul mercato a prezzi oramai accessibili: un grammo di coca, che nel 2004 si comprava per 40 euro, oggi ne costa 10-15, rendendo il prodotto accessibile anche a chi vive di “sola” paghetta”.
 
Rimanendo sul tema della sicurezza stradale, il rapporto riporta dati e conclusioni che finalmente mettono fine a vecchi pregiudizi infondati sulla guida al femminile.
Le donne alla guida rappresentano un modello che anche gli uomini dovrebbero seguire.
Il rapporto delle donne con le quattro ruote è “caratterizzato da maggiore freddezza decisionale, più disponibilità all’intermodalità, minore aggressività alla guida e, di conseguenza, anche minore incidentalità e meno punti patente persi”.
L’uomo ha, invece, “tassi di incidentalità molto sostenuti (il 70% degli incidenti gravi in ambito urbano vede un uomo al volante) e nel 51% dei casi non rinuncerebbe all’uso dell’auto per una scelta di mobilità pubblica; la donna, invece, pone condizioni e standard ma risulta più favorevole all’ipotesi di scambio auto–mezzi pubblici (64% di disponibilità)”.
 
Un ultimo capitolo del Rapporto è dedicato al rapporto tra Sicurezza stradale e Comunicazione da cui si evince che le informazioni trasmesse dalle emittenti televisive nazionali si concentrano “soprattutto nei mesi estivi (luglio ed agosto) quando la sicurezza stradale si ‘confonde’ con i disagi arrecati agli automobilisti dalle lunghe code sulle autostrade per le vacanze estive e quando si verificano il maggior numero di incidenti (23.197 in valore assoluto nel 2006, dati Istat)”.
 
Il comunicato stampa con una breve sintesi del rapporto (formato PDF, 78 kB).
Il XVI Rapporto Automobile 2008 (formato PDF, 1.1 MB).
 

Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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