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Denunce di infortuni e malattie professionali: i dati di gennaio 2026
ROMA - Le denunce mensili di infortunio sul lavoro, in complesso e con esito mortale, sono analizzate separatamente per modalità di accadimento – in occasione di lavoro e in itinere – con esclusione dei casi occorsi agli studenti, a cui è dedicata un’apposita sezione. A seguito dell’estensione della tutela Inail agli studenti delle scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, si è ritenuto infatti opportuno dedicare un focus specifico all’analisi degli infortuni avvenuti in questo ambito.
Allo stesso modo la distinzione tra gli infortuni occorsi in occasione di lavoro, ovvero nello svolgimento dell’attività lavorativa, e quelli avvenuti in itinere, nel tragitto di andata e ritorno casa-lavoro, pur nella provvisorietà dei numeri, consente di valorizzare le diverse circostanze in cui si sono verificati gli infortuni e la tipologia di rischio interessata, nel primo caso connessa all’attività lavorativa e nel secondo ai pericoli della circolazione stradale.
I dati esposti di seguito non sono quindi immediatamente confrontabili con quelli presenti nella sezione Open data, che continuerà a rendere disponibili dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattia professionale presentate all’Istituto e le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (gennaio 2025 vs gennaio 2026) che, pur comprendendo i casi occorsi agli studenti, non ne rendono fruibili le informazioni di dettaglio.
I dati mensili diffusi sono provvisori e il loro confronto richiede cautele nelle analisi periodiche di dettaglio, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di picchi occasionali e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2026, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.
Nel numero complessivo delle denunce di infortunio sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie, effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.
DENUNCE DI INFORTUNI IN OCCASIONE DI LAVORO
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nel mese di gennaio 2026 sono state 29.611, in calo dell’1,6% rispetto alle 30.090 del pari periodo 2025, del 2,8% rispetto al 2024, del 42,4% sul 2022, del 14,0% sul 2021, del 12,6% sul 2020, del 16,6% sul 2019 e in amento dello 0,8% sul 2023.
Tenuto conto dei dati sul mercato del lavoro rilevati mensilmente dall’Istat nei vari anni, con ultimo aggiornamento gennaio 2026, e rapportato il numero degli infortuni denunciati in occasione di lavoro (al netto degli studenti) a quello degli occupati (dati provvisori), si evidenzia un’incidenza infortunistica che passa dalle 155 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di gennaio 2019 alle 122 del 2026, con un calo del 21,3%. Rispetto a gennaio 2025 la riduzione è del 2,4% (da 125 a 122).
L’incidenza delle denunce di infortunio in occasione di lavoro sul totale delle denunce presentate (al netto degli studenti) è passata dall’85,0% del 2019 all’83,5% del 2026 (è stata dell’84,7% nel 2025).
A gennaio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni sul lavoro ha segnato un -1,2% nella gestione Industria e servizi (dai 26.837 casi del 2025 ai 26.524 del 2026), un -11,7% in Agricoltura (da 1.548 a 1.367) e un +0,9% nel Conto Stato (da 1.705 a 1.720).
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi il comparto Manifatturiero (+7,6%), il Commercio (+5,2%), il Trasporto e magazzinaggio e le Costruzioni (+2,9% entrambe), i Servizi di supporto alle imprese (+2,0%) e la Sanità e assistenza sociale (+1,5%) e, per i decrementi, la Fornitura di acqua-reti fognarie, attività di gestione dei rifiuti e risanamento (-1,4%).
L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nelle Isole (-5,1%), al Sud (-4,0%), nel Nord-Ovest (-3,5%) e nel Nord-Est (-3,2%) e un aumento al Centro (+6,8%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Sardegna (-18,3%), la Calabria (-12,1%), la provincia autonoma di Bolzano (-9,4%), la Liguria (-8,5%) e le Marche (-6,9%), mentre gli incrementi si verificano solo nel Lazio (+31,2%), nel Molise (+14,6%), in Campania (+3,4%), nella Valle d’Aosta (+2,2%) e in Sicilia (+2,1%).
Il calo delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legato sia alla componente maschile, che registra un -2,4% (da 19.550 a 19.088 casi), sia a quella femminile, con un -0,2% (da 10.540 a 10.523). In flessione le denunce dei lavoratori italiani (-2,7%), al contrario di quelle degli stranieri (+2,4%).
L’analisi per classi di età mostra un calo in particolare nella fascia che va dai 40 ai 59 anni (-5,8%) e aumenti per i 30-39enni (+3,9%) e 60-69enni (+6,4%).
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale (al netto degli studenti) presentate entro il mese di gennaio 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 27, 18 in meno rispetto alle 45 registrate nel 2025, sei in meno rispetto a gennaio degli anni 2020, 2022 e 2024, sette in meno rispetto al 2021 e al 2023 e quattro casi in meno sul 2019.
Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro (al netto degli studenti) agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 0,13 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di gennaio 2019 a 0,11 del 2026 (-15,4%), rispetto a gennaio 2025 il calo è del 42,1% (da 0,19 a 0,11).
L’incidenza delle denunce di infortunio mortale in occasione di lavoro sul totale dei decessi denunciati (al netto degli studenti) è passata dal 70,5% del 2019 all’81,8% del 2026 (è stata del 76,3% nel 2025).
La riduzione ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 41 a 24 denunce mortali) e l’Agricoltura (da 4 a 2), mentre il Conto Stato passa da zero a un decesso.
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le Attività manifatturiere (da 4 a 5 decessi denunciati) e il Commercio (da 2 a 3), per i decrementi il Trasporto e magazzinaggio (da 6 a 5) e le Costruzioni (da 4 a 2).
Dall’analisi territoriale emergono decrementi al Sud (da 12 a 3), nel Nord-Ovest (da 14 a 9), nel Nord-Est e al Centro (da 9 a 6 entrambe), e incrementi nelle Isole (da 1 a 3). Tra le regioni con i maggiori cali si segnalano la Puglia e l’Umbria (-4 entrambe), Calabria, Piemonte e Lombardia (-3 ciascuna), mentre gli aumenti si verificano solo in Sicilia (+2), Lazio, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Liguria (+1 ciascuna).
Il calo rilevato nel confronto dei mesi di gennaio 2025-2026 è legato sia alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 41 a 25 sia a quella femminile (da 4 a 2). Diminuiscono le denunce dei lavoratori italiani (da 35 a 22) e stranieri (da 10 a 5). L’analisi per classi di età evidenzia incrementi delle denunce mortali solo tra i 40-44enni (da 2 a 3 casi) e tra i 65-69enni (da 1 a 2) e riduzioni tra gli under 40 (da 10 a 4) e tra i 45-64enni (da 32 a 18).
DENUNCE DI INFORTUNI IN ITINERE
Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di gennaio 2026 sono stati 5.836, in aumento del 7,6% rispetto ai 5.424 del 2025, del 4,5% rispetto al 2024, del 14,0% sul 2023, del 50,5% sul 2022, dell’84,7% sul 2021, del 4,3% sul 2020, in calo invece del 7,1% rispetto al 2019.
L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni (al netto degli studenti) è passata dal 15,0% del 2019 al 16,5% del 2026 (è stata del 15,3% nel 2025).
A gennaio di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +7,1% nella gestione Industria e servizi (dai 4.771 casi del 2025 ai 5.108 del 2026), un +6,3% in Agricoltura (da 64 a 68) e un +12,1% nel Conto Stato (da 589 a 660).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nel Nord-Est (+28,9%), al Sud (+17,5%), nel Nord-Ovest (+2,9%) e nelle Isole (+0,3%), e un calo al Centro (-11,9%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano l’Emilia Romagna (+64,9%) la Calabria (+44,8%), la Sardegna (+38,9%) e l’Abruzzo (+37,5%), mentre per i decrementi la Valle d’Aosta (-38,9%), il Lazio (-21,7%), la provincia autonoma di Bolzano (-14,3%) e il Friuli-Venezia Giulia (-10,4%).
L’incremento delle denunce di infortunio che emerge dal confronto tra il 2025 e il 2026 è legata sia alla componente femminile, che registra un +2,5% (da 2.855 a 2.925 casi), sia a quella maschile, con un +13,3% (da 2.569 a 2.911). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (+16,2%) e quelle degli italiani (+5,4%). L’analisi per classi di età mostra incrementi per i 20-44enni (+12,4%) e tra gli over 49 (+5,2%) e cali per gli under 20 (-17,3%) e 45-49enni (-0,9%).
Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2026, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state sei, otto in meno rispetto al 2025 (14). L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è passata dal 29,5% del 2019 al 18,2% del 2026 (è stata del 23,7% nel 2025).
Il calo ha riguardato la gestione Industria e servizi, che passa da 13 a sei denunce mortali e l’Agricoltura (da 1 a 0), mentre il Conto Stato non presenta nessun decesso in entrambi i periodi.
Dall’analisi territoriale emergono incrementi al Sud (da 0 a 3), cali al Centro (da 6 a 0 denunce) e nel Nord-Est (da 5 a 0), stessi casi nel Nord-Ovest (3) e nelle Isole (nessuna denuncia).
Le denunce mortali in itinere delle lavoratrici sono diminuite da due a una, quelle dei lavoratori da 12 a cinque. Calano le denunce dei lavoratori stranieri (da 4 a 2) e italiani (da 10 a 4).
DENUNCE DI INFORTUNI DEGLI STUDENTI
Le denunce di infortunio degli studenti di ogni ordine e grado presentate all’Inail entro il mese di gennaio 2026 sono state 6.458, in aumento del 2,7% rispetto alle 6.286 del 2025. Quelle che hanno riguardato studenti coinvolti nei percorsi “formazione scuola-lavoro” sono state 56, in riduzione del 56% rispetto a gennaio 2025.
L’incidenza degli infortuni occorsi a studenti rappresenta il 15,4% del totale delle denunce registrate a gennaio 2026. Il 43% interessa le studentesse (+2,1% l’incremento tra il 2025 e il 2026), il 57% gli studenti (+3,2%). Tre infortuni su quattro riguardano studenti under 15 anni, un quarto quelli dai 15 anni in poi.
La Lombardia è la regione che presenta più denunce (25% del totale nazionale; +7,4% sul 2025), seguita da Veneto (12%; -3,6%), Emilia Romagna (12%; +14,5%) e Piemonte (11%; +6,6%).
Il 96% delle denunce riguarda gli studenti delle scuole statali, il restante 4% gli studenti delle scuole non statali e private. Il 97% dei casi denunciati si registra in occasione delle attività scolastiche, il 3% in itinere.
Un caso mortale denunciato all’Inail entro il mese di gennaio 2026, come nel 2025.
Si ricorda che i dati sono provvisori e suscettibili di variazioni, in particolare per gli infortuni avvenuti nei percorsi “formazione scuola-lavoro” oltre a quelli con esito mortale, in conseguenza della trattazione delle pratiche ai fini del riconoscimento.
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Per una riconciliazione con le tabelle mensili degli Open data pubblicate, le denunce di infortunio, comprese quelle relative a studenti, pervenute complessivamente all’Inail nel mese di gennaio 2026 sono state 41.905, in aumento dello 0,3% rispetto alle 41.800 di gennaio 2025. I casi mortali denunciati sono stati rispettivamente 34 contro 60 (-43,3%).
DENUNCE DI MALATTIE PROFESSIONALI
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel primo mese del 2026 sono state 7.535, 948 in più rispetto a gennaio 2025 (+14,4%). Si registrano aumenti generalizzati rispetto al primo mese degli anni precedenti.
I dati rilevati a gennaio di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni Industria e servizi (+13,5%, da 5.526 a 6.273 casi), Agricoltura (+18,4%, da 1.015 a 1.202) e Conto Stato (+30,4%, da 46 a 60). L’aumento interessa il Sud e il Nord-Ovest (+22,3% entrambi), il Centro (+14,8%), le Isole (+5,5%) e il Nord-Est (+3,2%).
In ottica di genere si rilevano 718 denunce di malattia professionale in più per i lavoratori, da 4.970 a 5.688 (+14,4%), e 230 in più per le lavoratrici, da 1.617 a 1.847 (+14,2%). L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 5.997 a 6.822 (+13,8%), sia quelle degli stranieri, da 590 a 713 (+20,8%).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nel primo mese del 2026, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.
Fonte: INAIL
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