Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
: Togliere CO2 dall’atmosfera sarà necessario. Ma chi pagherà il conto?
Rimuovere l’anidride carbonica costa, ma non genera ricavi sufficienti a sostenere il settore. La sfida è costruire un modello economico capace di trasformare una necessità climatica in investimenti.
Per anni la strategia contro il cambiamento climatico ha seguito soprattutto una direzione: emettere meno. Chiudere le centrali a carbone, sostituire i combustibili fossili con le rinnovabili, elettrificare trasporti e industria, rendere più efficienti edifici e processi produttivi. Ora, però, una seconda strada sta diventando sempre più difficile da evitare: togliere una parte di quella che abbiamo già emesso. A settembre l’Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, ha riconosciuto che oltrepassare temporaneamente 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali è ormai inevitabile. Bisognerebbe contenere il più possibile il picco del riscaldamento e provare successivamente a riportare le temperature verso 1,5 °C. Per riuscirci non solo dovremo ridurre le emissioni, ma anche ottenere emissioni nette negative, rimuovendo CO2 dall’atmosfera.
Una tecnologia necessaria che non vende quasi nulla
A porre la questione è Bloomberg, che parte da una domanda semplice: chi pagherà per rimuovere la CO2? Il carbon removal comprende tecnologie e pratiche differenti, dalla cattura diretta dell’anidride carbonica presente nell’aria fino a soluzioni basate su suoli e foreste. Ma tutte devono affrontare lo stesso problema: rimuovere carbonio produce un beneficio per la collettività senza generare un prodotto che qualcuno ha interesse ad acquistare. Mentre nel caso di pannello fotovoltaico che produce elettricità o di una batteria che permette di immagazzinarla non c'è soltanto la necessità di decarbonizzare l'economia, ma anche un mercato capace di attribuire un valore economico al servizio che offrono.
Con la rimozione della CO2 il meccanismo è molto meno immediato. Intervistato da Bloomberg, Adair Turner, co-presidente della Energy Transitions Commission (Etc), osserva che in questo caso difficilmente si crea una situazione “win-win”: l'obiettivo dell'operazione è togliere emissioni dall'atmosfera e qualcuno deve sostenerne il costo.
La transizione che corre e quella che rimane indietro
L’Energy Transition Monitor 2026 della Etc descrive una transizione a due velocità. Solare, batterie e veicoli elettrici stanno crescendo più rapidamente di quanto previsto pochi anni fa e nel 2025 le fonti rinnovabili hanno coperto il 99% dell'aumento della produzione elettrica mondiale. Ci sono quattro fronti sui quali, secondo Etc, il mondo continua a procedere troppo lentamente: uscita dal carbone, riduzione delle emissioni di metano, arresto della deforestazione e diffusione su larga scala del carbon removal. Le tecnologie più economicamente convenienti avanzano, mentre alcune delle azioni climatiche di cui avremo bisogno non dispongono ancora di un modello economico altrettanto forte.
Il mercato da solo potrebbe non bastare
Finora una parte della risposta è arrivata dal mercato volontario dei crediti di carbonio. Aziende disposte a compensare una quota delle proprie emissioni finanziano progetti che promettono di rimuovere CO2 dall'atmosfera. Ma Bloomberg segnala che nel 2026 la domanda di crediti di carbon removal ha rallentato: fino al 17 agosto ne erano stati acquistati 23 milioni, con una frenata dovuta soprattutto alla riduzione degli acquisti di Microsoft, il maggiore compratore del mercato. Se la crescita di un settore che potrebbe diventare strategico per il clima, dipende dalle decisioni volontarie di un numero relativamente ristretto di grandi aziende, difficilmente esiste la certezza della domanda necessaria per finanziare impianti destinati a operare per decenni.
Come trasformare dunque una necessità climatica in una domanda economica stabile? Qualche esperimento sta già cominciando. Nell'Unione europea, per esempio, nel 2026 sono entrate nella fase operativa le prime metodologie comuni per certificare le rimozioni permanenti di carbonio. Bruxelles sta inoltre lavorando a un Buyers' Club che dovrebbe mettere insieme imprese, investitori e autorità pubbliche per creare contratti di acquisto di lungo periodo e offrire ai progetti la certezza dei ricavi necessaria a raggiungere la decisione finale d'investimento.
Un ruolo per il settore pubblico
Potrebbero intervenire direttamente gli Stati, finanziando le rimozioni come parte delle proprie politiche climatiche. Il costo potrebbe essere trasferito progressivamente sui settori che continueranno a produrre emissioni difficili da eliminare. Turner, parlando con Bloomberg, ritiene che governi, aziende e filantropia dovranno tutti contribuire, ma attribuisce al settore pubblico il ruolo principale. Dietro questa discussione si intravede un cambio di prospettiva: oggi tendiamo a considerare il carbon removal come una tecnologia climatica e i crediti di carbonio come il prodotto attraverso cui finanziarla. In futuro potremmo considerarlo come un servizio collettivo necessario per gestire l'atmosfera che abbiamo alterato.
Dovremmo decidere chi ha la responsabilità di acquistare quel servizio, con quali risorse e secondo quali criteri distribuire il costo tra Stati, imprese e cittadini. Potremmo arrivare a possedere le tecnologie necessarie per togliere dall'atmosfera parte della CO2 accumulata negli ultimi due secoli e scoprire che l'ostacolo più difficile non è catturarla. È trovare qualcuno disposto a pagare il conto.
Fonte: Futuranetwork
: Emergenza Covid-19: una guida per chi si prende cura degli anziani
L'opuscolo realizzato da Iss, Inail e Cepsag offre informazioni sui comportamenti corretti da seguire per tutelare la salute di chi assiste una delle fasce più fragili della popolazione
: Covid-19: il decreto per la fase 2
Disponibile il decreto 26 aprile 2020 con le nuove disposizioni in vigore dal 4 maggio.
: Una proposta per la gestione del Protocollo anticontagio nei cantieri
Proteggere il cantiere per proteggere le persone: un manifesto che rappresenta la sintesi del lavoro di tecnici del settore edile e propone un percorso applicativo del Protocollo di sicurezza.
: Covid-19: la sicurezza degli animali da compagnia
Animali da compagnia e SARS-cov-2: cosa occorre sapere, come occorre comportarsi. Versione del 19 aprile 2020
: Covid-19: l'igiene degli alimenti
Indicazioni ad interim sull’igiene degli alimenti durante l’epidemia da virus SARS-CoV-2. Versione del 19 aprile 2020
: La APP Immuni: la parola al Garante della Privacy
Intervista ad Antonello Soro.
: COVID-19: linee guida per l'APP di tracciamento contatti e localizzazione
Linee-guida 04/2020 sull'uso dei dati di localizzazione e degli strumenti per il tracciamento dei contatti nel contesto dell’emergenza legata al COVID-19
: Coronavirus: l’elenco dei DPI validati dall’Inail
Il documento, che sarà aggiornato periodicamente, per ciascun dpi riporta la data di validazione, la tipologia di prodotto, il nominativo della ditta produttrice/importatrice e un’immagine, se disponibile.
: Protocollo d'intesa tra Dr Piemonte e Politecnico di Torino
Siglato il protocollo d’intesa con cui il Politecnico di Torino e la Direzione regionale Inail si impegnano a sviluppare azioni di promozione e sostegno della sicurezza dei lavoratori
: Inquinamento e Coronavirus
Gli effetti sull'inquinamento del blocco per il Coronavirus e gli studi sulle connessioni far questo e l'inquinamento
: Covid-19: l'EDPB ha adottato alcune linee guida a tutela della privacy
L'EDPB ha adottato linee guida sul trattamento dei dati sanitari a fini di ricerca nel contesto dell'epidemia COVID-19 e linee guida sulla geolocalizzazione e altri strumenti di tracciabilità nel contesto dell'epidemia COVID-19.
: Riconoscimento e caratterizzazione di materiali contenenti amianto
L’amianto e i Materiali Contenenti Amianto (MCA) sono stati largamente utilizzati su tutto il territorio nazionale fino agli anni ‘90 poiché l’Italia, in passato, è stata tra i maggiori produttori ed utilizzatori mondiali di tale sostanza e di MCA.
: Vantaggi e svantaggi dello smartworking
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del telelavoro per i lavoratori e per il datore di lavoro?
: Pulizia, igienizzazione, disinfezione e sanificazione
La definizione delle diverse attività anche secondo la normativa vigente.
: L'uso delle lampade germicide per contrastare il Coronavirus
Un'alternativa ecologica ai disinfettanti o dispositivi estremamente pericolosi, in grado di produrre gravi danni alle persone inconsapevolmente esposte alla radiazione UVC da queste emessa?
: I facciali filtranti FFP2 e FFP3 con e senza valvola
La nuova infografica realizzata da Assosistema Confindustria contenente indicazioni sull'utilizzo dei facciali filtranti FFP2 e FFP3 con e senza valvola
: La protezione respiratoria contro il virus SARS-CoV-2
Alcune precisazioni che riguardano soprattutto il personale impegnato nelle strutture sanitarie ad ogni livello e la protezione della popolazione generale.
: Il rapporto tra inquinamento e diffusione del Coronavirus
Arpa Marche e Arpae Emilia-Romagna hanno partecipato alla redazione del documento “Valutazione del possibile rapporto tra l’inquinamento atmosferico e la diffusione del SARS-CoV-2”.
: Il lavoro agricolo tra analisi infortunistiche e rischi infettivi
Nel periodico mensile redatto dalla Consulenza statistico attuariale dell’INAIL viene analizzato l’andamento degli incidenti lavorativi in questo comparto, che tra il 2014 e il 2018 ha registrato un calo del 14%
: Sicurezza luoghi di lavoro ed esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni
Un passo avanti per la modifica della direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni durante il lavoro.