Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


09/02/2026: Quando il futuro ha i capelli bianchi: il volto nuovo dell’Italia che invecchia

Denatalità, solitudine, welfare in affanno: l’invecchiamento non è solo un fatto demografico, ma una trasformazione profonda del tessuto sociale. Tra fragilità e nuove forme di solidarietà, la sfida è reinventare il patto tra generazioni.

L’Italia è oggi uno dei Paesi più anziani del mondo. Secondo l’Istat, al primo gennaio 2025,  l’età media della popolazione si attesta a 46,8 anni, i giovani sotto i 15 rappresentano appena il 11,9% del totale. E quasi un quarto degli italiani ha più di 65 anni, gli over 80 sono quasi 4,6 milioni e gli ultracentenari hanno toccato un nuovo record nel 2024, superando i 23.500 individui. Le famiglie si restringono: in 20 anni sono passate da 2,6 componenti agli attuali 2,2 (media 2023-2024).

Non si tratta solo di un fenomeno biologico, ma di una trasformazione sociale e culturale profonda. L’allungamento della vita è una conquista straordinaria, ma la combinazione di denatalità, emigrazione giovanile e riduzione delle famiglie numerose sta cambiando il volto della società italiana. L’invecchiamento non riguarda solo gli anziani: tocca tutti, perché modifica il lavoro, la famiglia, la solidarietà e i rapporti tra generazioni.

La popolazione italiana invecchia per due ragioni principali: viviamo più a lungo e nascono sempre meno bambini. Da un lato, i progressi della medicina, dell’alimentazione e delle condizioni di vita hanno portato gli italiani a vivere più a lungo: l’aspettativa di vita è oggi di 83,4 anni. Dall’altro il numero medio di figli per donna è sceso a 1,18, tra i più bassi d’Europa. Il calo delle nascite non dipende solo dalla diminuzione della fecondità individuale, ma anche dal minor numero di donne in età fertile, scese da 14,3 milioni nel 1995 a 11,4 milioni nel 2025. Un cambiamento strutturale che riduce alla base il potenziale stesso di natalità del Paese.

La crisi economica, la precarietà lavorativa, il costo della vita e la mancanza di servizi alle famiglie rendono difficile costruire un futuro stabile. Molte coppie rimandano la scelta di avere figli o vi rinunciano del tutto. Intanto, l’emigrazione giovanile verso l’estero o le grandi città impoverisce ulteriormente le aree interne e rurali, dove oggi prevale la popolazione anziana. D’altro canto, i flussi migratori in ingresso non riescono a compensare il calo demografico complessivo.

La nuova piramide sociale

L’immagine più efficace per descrivere l’Italia è quella di una piramide capovolta: pochi giovani alla base e un vertice dove si affollano gli anziani. Lo squilibrio generazionale pesa su tutto il sistema: sempre meno lavoratori devono sostenere un numero crescente di pensionati e cittadini bisognosi di assistenza.

L’indice di dipendenza demografica, che misura il rapporto tra popolazione over 65 e quella in età 15-64 anni, cresce e mette sotto pressione il welfare. Ma l’invecchiamento non è solo un fatto economico: è anche una trasformazione culturale profonda. Cambiano i ritmi, i valori e persino il modo di intendere la famiglia e la solidarietà tra generazioni.

Cambiano anche i legami familiari, i nuclei con figli diminuiscono, mentre aumentano le famiglie composte da una sola persona (36,2% del totale) e tra gli over 75, quasi quattro su dieci vivono da soli, soprattutto donne.

Da evidenziare, negli ultimi decenni, un aumento significativo dei divorzi nella fascia d’età over 60, un fenomeno noto come “divorzio grigio”. Questa tendenza è legata, da un lato, al fatto che le persone vivono più a lungo e non desiderano trascorrere gli anni della maturità in una relazione insoddisfacente; dall’altro, alla crescente indipendenza economica e personale delle donne, che le rende più libere di prendere decisioni autonome.

Le proiezioni dell’Istat sono chiare: entro il 2030 i residenti potrebbero scendere a 58,6 milioni, e nel 2050 arrivare intorno ai 54,8 milioni. Gli adulti in età lavorativa (15-64 anni) si ridurranno dal 63,5% al 54,3%, mentre I bambini e i ragazzi sotto i 14 anni, saranno appena l’11,2% del totale. Nel giro di una generazione l’Italia avrà meno abitanti, mediamente più anziani e con una forza lavoro più ristretta, chiamata a sostenere un numero sempre maggiore di pensionati. (Rapporto annuale Istat 2025).

Fig. 1 Piramide dell’età della popolazione residente italiana per sesso al 1° gennaio 2050

Solitudine e nuove fragilità

L’invecchiamento indebolisce i legami sociali. Sempre più anziani vivono soli, spesso in case troppo grandi e in quartieri che si spopolano. L’assenza di figli vicini, le separazioni e la mobilità lavorativa accentuano l’isolamento (Sinapsi Inapp, anno XV, n.1/2025).

La solitudine diventa un rischio per la salute fisica e il benessere psicologico, anche se secondo l’Istat nel 2023 il 94,2% degli anziani ha dichiarato di avere almeno un parente, vicino o amico su cui contare. Ma il tessuto relazionale è fragile e dipendente dal contesto territoriale.

A mancare è anche l’interazione tra generazioni. L’Italia perde il legame tra nonni, figli e nipoti. Gli anziani non trasmettono più il proprio sapere, le proprie storie, la propria memoria; i giovani, a loro volta, crescono privi di quella continuità affettiva e culturale che ha sempre rappresentato la spina dorsale della società italiana. È una perdita silenziosa che fa invecchiare anche la cultura del Paese.

Tuttavia, emergono nuove forme di solidarietà, in assenza di una famiglia tradizionale molti anziani cercano senso e legame nella comunità. Negli ultimi anni sono cresciuti i lasciti testamentari a fondazioni, università o enti di ricerca (12% nel periodo 2020-2024), che potrebbero superare gli otto miliardi di euro nel 2030 e arrivare a 35 miliardi nel 2050 (Fondazione Cariplo). È un modo diverso di tramandare sé stessi, una forma di eredità morale che sostituisce, almeno in parte, quella biologica.

Parallelamente, si moltiplicano le esperienze di solidarietà di prossimità: condomini solidali, centri di quartiere, orti sociali, progetti di co-housing intergenerazionale. Sono tentativi di ricostruire legami laddove la famiglia non riesce più ad arrivare.

Il peso del welfare

L’invecchiamento grava sul bilancio pubblico: pensioni e sanità assorbono una quota crescente delle risorse economiche, riducendo gli investimenti in istruzione, innovazione e politiche per i giovani. Questo spostamento di risorse non solo limita le opportunità per le nuove generazioni, ma contribuisce anche a una riduzione della produttività complessiva. La popolazione in età lavorativa diminuisce, e con essa la capacità di innovazione e di crescita. Le imprese faticano a trovare personale giovane e la mancanza di ricambio generazionale frena la competitività del Paese.

Allo stesso tempo, cambiano i modelli di consumo. Cresce la domanda di prodotti e servizi per la terza età — dalla sanità privata all’assistenza domiciliare, dal turismo lento alla domotica — mentre cala quella legata ai bambini e ai giovani (per esempio, la riduzione della popolazione studentesca, con scuole chiuse e minor fabbisogno di docenti).

L’economia si adatta, ma rischia di diventare sempre più dipendente da un pubblico anziano e meno dinamico. Il declino demografico si riflette sui territori: le aree interne si spopolano, chiudono scuole, negozi, presidi sanitari. L’Italia che invecchia è anche un’Italia che si ritira da sé stessa.

Le risposte possibili

La longevità, di per sé, non è un problema ma una conquista storica, frutto di progresso e benessere. Il nodo sta nel come rendere sostenibile una società che invecchia senza rigenerarsi.

Le politiche familiari devono diventare strutturali: asili nido accessibili, congedi paritari, sostegni fiscali e un welfare che concili lavoro e genitorialità. In Italia non mancano i desideri di figli, ma le condizioni per averli.

Accanto a ciò, è indispensabile promuovere un vero “invecchiamento attivo”. Gli anziani di oggi sono più sani e vitali e spesso desiderosi di restare socialmente utili. Il loro contributo può essere prezioso nel volontariato, nella trasmissione delle competenze, nella cura dei nipoti o nel supporto a chi è più fragile. Trasformare la vecchiaia in una risorsa significa valorizzare il capitale umano e relazionale che le generazioni mature ancora possiedono.

Un’altra chiave è l’integrazione intergenerazionale. In molte città europee si stanno sperimentando modelli innovativi di coabitazione tra studenti e anziani soli, o programmi che portano i giovani nelle Rsa per attività culturali e digitali. Queste esperienze, ancora isolate in Italia, mostrano che la distanza tra generazioni può essere colmata se esistono luoghi e progetti capaci di farle dialogare.

Infine, una politica migratoria intelligente e inclusiva può rappresentare una parte della soluzione perché ringiovanisce la popolazione attiva, sostiene il sistema produttivo e, se ben gestita, arricchisce la società dal punto di vista culturale e umano.

Un futuro da costruire insieme

L’invecchiamento della popolazione non è una condanna ma un segnale: viviamo più a lungo, ma spesso più soli. Per affrontarlo, serve un nuovo patto sociale tra generazioni che restituisca equilibrio tra chi dà e chi riceve, tra chi lavora e chi ha lavorato, tra chi nasce e chi accompagna.

Le politiche pubbliche sono fondamentali, ma non bastano: occorre anche un cambiamento culturale che riporti al centro il valore della cura, della solidarietà e della continuità tra età diverse della vita.

In un Paese con sempre meno figli e sempre più anziani, dove la solitudine aumenta e molti luoghi si svuotano, la sfida più grande è ricostruire il senso di comunità. Non si tratta di guardare con nostalgia al passato, ma di immaginare un nuovo modo di vivere insieme. Così la longevità non sarà sinonimo di isolamento, ma diventerà memoria condivisa e il futuro non sarà soltanto più tempo da vivere, ma un tempo che abbia significato.

Giuliana Coccia

Fonte: Futuranetwork


08/02/2021: Denuncia di infortunio e di malattia professionale

Disponibile l’aggiornamento dei servizi online.


05/02/2021: Esposizione della popolazione italiana all’inquinamento atmosferico, e relazione col Covid-19

Uno studio coordinato dal Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio.


04/02/2021: Giornata mondiale contro il cancro 2021

Come prevenire i rischi di cancro sul lavoro?


03/02/2021: Chiarimenti dall’INL in materia di autotrasporto

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha chiarito quale debba essere la disciplina da applicare in materia di autotrasporto effettuato da parte dei conducenti degli automezzi pubblici di linea extra urbana adibiti al trasporto passeggeri.


02/02/2021: Geotermia e ambiente

Se ne è parlato in un workshop tecnico internazionale del progetto europeo GEOENVI


01/02/2021: I tuoi dati sono un tesoro

Il video del Garante per raccontare cos’è la privacy


29/01/2021: Rifiuti in auto

Ogni anno i produttori trasformano in inserti insonorizzanti tappetini e tessuti miliardi di bottiglie in Pet e reti di pesca abbandonate in mare oltre ad altri scarti industriali


28/01/2021: Sostegno alla salute muscoloscheletrica sul luogo di lavoro

Scopri tutto ciò che devi sapere


27/01/2021: Sicurezza sul lavoro e innovazione, al via un ciclo di webinar per le PMI

Promossi da Inail e Made Competence Center Industria 4.0 a partire dal 1° febbraio, gli incontri verteranno su pandemia, progettazione e sensoristica, rischio biomeccanico e robotica collaborativa


26/01/2021: I suggerimenti del Garante per proteggersi dal phishing

Phishing: attenzione ai «pescatori» di dati personali. Il vademecum del Garante per la protezione dei dati personali.


25/01/2021: Emergenza Covid-19, al 31 dicembre denunciati all’Inail 131mila contagi sul lavoro

l nuovo report mensile dell’Istituto sulle infezioni di origine professionale, rileva un incremento di quasi 27mila casi rispetto al monitoraggio di fine novembre (+25,7%). Oltre la metà delle denunce è concentrata nel trimestre ottobre-dicembre. I decessi sono 423 (+57)


22/01/2021: Sospeso per l’anno 2021 il termine di invio dati allegato 3B

Covid-19-Comunicazione medico competente:: Sospeso per tutto il 2021 il termine per l’invio delle informazioni relative ai dati collettivi aggregati e sanitari di rischio dei lavoratori sottoposti a sorveglianza sanitaria nell’anno 2020.


21/01/2021: Global carbon budget: nel 2020 le emissioni sono diminuite del 7% rispetto al 2019

Le restrizioni alla mobilità hanno causato un calo senza precedenti nella quantità di anidride carbonica immessa nell’atmosfera. Regno Unito, Usa e Ue registrano i risultati migliori, mentre la Cina arranca. Incertezza sul 2021


20/01/2021: Sicurezza delle macchine, se ne parla in un convegno Inail-Cni

L’evento si inserisce nell’ambito della collaborazione fra l’Istituto e il Consiglio nazionale degli ingegneri per lo sviluppo di iniziative in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e per l’aggiornamento culturale, tecnico e formativo di questa comunità professionale


19/01/2021: Vademecum privacy per la sicurezza di foto e video online

I suggerimenti del Garante per tutelare la tua privacy quando pubblichi immagini online


18/01/2021: Safety in healthcare

Un portale per i Rls in sanità nel post Coronavirus


15/01/2021: Pandemia: Decreto-legge del 14 gennaio e Dpcm

Da domani entrerà in vigore il nuovo Dpcm con le misure di contrasto alla pandemia.


15/01/2021: Gestione per la qualità

La UNI ISO 10018:2020 “Gestione per la qualità - Linee guida per la partecipazione attiva delle persone”


14/01/2021: Seminario rischio da esposizione ad agenti fisici nelle attività outdoor

Si svolgerà il 21 gennaio il seminario gratuiti sui rischi fisici


13/01/2021: Data Breach: il Garante lancia un nuovo servizio online per semplificare gli adempimenti

E' operativo il nuovo servizio del Garante per supportare i titolari del trattamento negli adempimenti previsti in caso di Data Breach (violazioni dei dati personali).


32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42