Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.

Accetta i cookie


21/01/2026: Il Wir 2026 sulla disuguaglianza globale

Il World Inequality Report fotografa un mondo segnato da disparità estreme e intrecciate: economiche, climatiche e di genere. Tassazione progressiva e redistribuzione funzionano, ma devono includere i ricchi.

Il 10 dicembre è stato pubblicato il "World inequality report 2026" (Wir). Frutto del lavoro condiviso da parte di un team di economisti ed economiste, tra cui troviamo Thomas Piketty e Joseph Stiglits, lo studio descrive le nuove dimensioni della disuguaglianza che caratterizzano il ventunesimo secolo, tra cui clima, ricchezza, disparità di genere e asimmetrie del sistema finanziario globale.

Sul piano internazionale, il Wir 2026 denuncia il ruolo del sistema finanziario. Per come è concepito oggi, le economie ricche beneficiano di un "privilegio esorbitante": ogni anno, circa l’1% del Pil mondiale viene trasferito dalle economie più povere a quelle più avanzate. Si tratta di flussi legati soprattutto a interessi sul debito, dividendi e profitti sugli investimenti esteri. I Paesi ricchi, grazie alla loro posizione dominante nei mercati finanziari internazionali, ottengono così rendimenti più elevati sui capitali investiti all’estero e, allo stesso tempo, pagano interessi più bassi sui debiti che contraggono. I Paesi poveri, al contrario, spesso devono offrire rendimenti più alti per attrarre capitali e pagano interessi più onerosi. Il risultato è un trasferimento netto di risorse che supera di circa tre volte il volume degli aiuti pubblici allo sviluppo.

In pratica, mentre una parte limitata di fondi viene formalmente destinata alla cooperazione internazionale, una quantità molto maggiore di ricchezza viene drenata dai Paesi a basso reddito attraverso il funzionamento del sistema finanziario globale. Questo squilibrio contribuisce a perpetuare le disuguaglianze economiche tra Nord e Sud del mondo, riducendo lo spazio fiscale e le possibilità di investimento nei Paesi più vulnerabili: “invertire questa dinamica è fondamentale per qualsiasi strategia credibile per l'equità globale”.

Il Wir, inoltre, sottolinea che le disuguaglianze sono strettamente collegate alle scelte di natura politica. Sappiamo come combattere le differenze tra individui, abbiamo infatti gli strumenti per farlo, ed è ormai chiaro che “dove la redistribuzione è forte, la tassazione è equa e gli investimenti sociali sono prioritari, la disuguaglianza si riduce”. Tuttavia, manca la volontà politica per cambiare una situazione che, in base alle evidenze illustrate dallo studio, continua a peggiorare.

Un mondo ricco di disuguaglianze

Partiamo da un punto: la disuguaglianza rimane a livelli elevati, molto elevati. Oggi il 10% che guadagna di più al mondo – cioè un individuo che ha ricavi di circa 65.500 euro l’anno - guadagna più del restante 90%, mentre la metà più povera della popolazione detiene meno del 10% del reddito globale (“Income” in Figura 1).

La ricchezza è ancor più concentrata: il 10% più ricco – con un patrimonio netto di 265.600 euro - possiede tre quarti della ricchezza globale, mentre la metà più povera ne detiene solo il 2% (“Wealth” in Figura 1). Il quadro diventa ancora più estremo se si va oltre. Lo 0,001% più ricco, meno di 60mila multimilionari, controlla oggi una ricchezza tre volte superiore a quella della metà dell'umanità messa insieme. Dagli anni '90, la ricchezza dei miliardari e dei “centimilionari” è cresciuta di circa l'8% annuo, quasi il doppio del tasso di crescita registrato dalla metà più povera della popolazione.

Disuguaglianze climatiche

Se per anni il dibattito pubblico ha puntato il dito sui comportamenti individuali, lo studio dimostra che la struttura della ricchezza gioca un ruolo determinante nel far aumentare le emissioni climalteranti globali. Secondo l’analisi, il 10% più ricco della popolazione mondiale è responsabile del 77% delle emissioni legate alla proprietà del capitale privato: non si tratta solo di consumi più elevati, ma del controllo su asset finanziari, industrie e investimenti che generano emissioni su vasta scala. Restringendo l’analisi si nota come l'1% più ricco sia responsabile del 41% delle emissioni (Figura 4).  Numeri che suggeriscono una verità scomoda ma difficilmente contestabile: non si può affrontare la crisi climatica senza affrontare la concentrazione del potere economico che la alimenta.

Disuguaglianze di genere

Non è solo una questione di reddito, ricchezza o emissioni. Tra le divisioni più persistenti e diffuse resta il divario tra uomini e donne. A livello globale, le donne assorbono poco più di un quarto del reddito totale da lavoro (quasi come nel 1990): in Medio Oriente e Nord Africa, la quota delle donne è solo del 16%, nell'Asia meridionale e sudorientale è del 20%, nell'Africa subsahariana del 28%, e nell'Asia orientale del 34%. In Europa, Nord America e Oceania, così come in Russia e Asia centrale, il Rapporto mostra risultati migliori, anche qui, però, le donne continuano a detenere appena il 40% del reddito da lavoro.

Inoltre, lavorano di più e a guadagnano meno.  Escludendo il lavoro non retribuito, le donne guadagnano solo il 61% del reddito orario degli uomini; includendo il lavoro non retribuito, questa cifra scende ad appena il 32%. La disuguaglianza di genere è dunque anche un'inefficienza di tipo strutturale e “le economie che sottovalutano metà del lavoro della loro popolazione minano la loro stessa capacità di crescita e resilienza”.

Miliardari e grandi patrimoni sfuggono alla tassazione progressiva

L’analisi comparata della disuguaglianza nel tempo e tra Paesi mostra che le politiche pubbliche possono ridurre in modo significativo i divari di reddito. In particolare, la tassazione progressiva e i trasferimenti redistributivi si sono dimostrati strumenti efficaci in tutte le regioni, soprattutto quando ben progettati e applicati con continuità. In Europa, Nord America e Oceania questi sistemi hanno ridotto la disuguaglianza di oltre il 30%, mentre in America Latina le riforme avviate dagli anni ‘90 hanno prodotto miglioramenti rilevanti. Nel complesso, i dati confermano che le politiche redistributive funzionano, pur con risultati diversi a seconda dei contesti.

La tassazione progressiva ha però un grande problema: i ricchi (Figura 12). La misura, presente per gran parte della popolazione, fallisce infatti al vertice della distribuzione del reddito. I dati mostrano che le aliquote effettive crescono fino ai redditi medio-alti, per poi ridursi nettamente per miliardari e grandi patrimoni, che finiscono per pagare proporzionalmente meno di tante famiglie con redditi molto inferiori. Questo andamento regressivo sottrae risorse agli Stati, limitando gli investimenti in istruzione, sanità e contrasto alla crisi climatica, e indebolisce la fiducia dei cittadini e delle cittadine nel sistema fiscale. Una tassazione realmente progressiva resta quindi essenziale - ricorda infine il Wir -, sia per finanziare i beni pubblici e ridurre le disuguaglianze, sia per rafforzare equità e coesione sociale.




Fonte: ASVIS


02/09/2015: Convegno a Bari sulla sicurezza sul lavoro


20/08/2015: Attive dal 18 agosto le modifiche della legge Europea 2014 al D.Lgs. 81/2008

Con la Legge Europea 2014 n. 115 del 29/7/2015 viene cancellata una modifica, introdotta in materia di salute e di sicurezza sul lavoro dal Decreto del Fare, in relazione al campo di applicazione del Capo I del Titolo IV (cantieri temporanei o mobili).


06/08/2015: Settore pirotecnico: dal 2010 in Italia 26 infortuni mortali

Un comparto di nicchia, ma dal rischio elevato.


05/08/2015: Nuovo modello OT/24

Nuovo modello OT/24 per le istanze che verranno inoltrate nel 2016 in relazione agli interventi migliorativi adottati dalle aziende nel 2015.


04/08/2015: Inail in prima linea sul fronte della sicurezza informatica

Ma come è possibile proteggersi, in particolare per un grande ente pubblico impegnato in un significativo processo di digitalizzazione dei servizi?


03/08/2015: La pulitura delle grondaie e la possibilità di proporre nuove ricerche

Il portale del progetto: “A Modena La Sicurezza Sul Lavoro, In Pratica” si propone di costruire una “Cultura della Sicurezza” basata sull’apporto delle esperienze e delle testimonianze. I risultati di un sondaggio e la possibilità di proporne di nuovi.


30/07/2015: La prevenzione corre sul web

Prevenzione 2.0 promuovere la salute con la mhealth


29/07/2015: Esodo estivo: i consigli per un viaggio sicuro

Sabato e domenica il primo grande esodo estivo, ma la giornata da bollino nero sarà l'8 agosto


28/07/2015: Rettifica del regolamento (UE) n. 605/2014 riferito al REACH


27/07/2015: Esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio nel barese: 9 morti

Secondo le prime ricostruzioni a innescare la deflagrazione nello stabilimento è stato lo scoppio iniziale di un furgone.


24/07/2015: L’impegno a tutto campo dell’Inail per la gestione dello stress lavoro correlato

Dall’applicazione sul territorio della metodologia di valutazione alle attività di prevenzione


23/07/2015: Sollecitata una soluzione per i medici competenti depennati dall'elenco

Una lettera al Ministero della Salute per sollecitare una soluzione per i medici competenti depennati dall'elenco per non aver ottenuto i dovuti crediti.


22/07/2015: Precisazioni sugli spazi confinati

Un commento e chiarimento dell'Ing. Catanoso sull'argomento degli spazi confinati


20/07/2015: Riapre il Centro di riferimento per la Prevenzione Igiene e Sicurezza nel Florovivaismo

A partire dal primo luglio 2015 ha ripreso le attività il centro di Riferimento per la Prevenzione Igiene e Sicurezza nel Florovivaismo di Pistoia


17/07/2015: I 267 milioni di euro del bando Isi 2014 assegnati a 3.434 progetti

Il report incentivi Isi 2014


16/07/2015: Considerazioni del medico competente sul lavoro in altezza

Non esiste alcuna indicazione normativa che obblighi ad attivare la sorveglianza sanitaria per il lavoro in quota


15/07/2015: Disponibili gratuitamente alcune norme CEI in materia di normativa tecnica

E’ possibile accedere gratuitamente ad una serie di norme tecniche per la salvaguardia della sicurezza.


14/07/2015: Una app per misurare il livello di rumore negli ambienti

Ora sarà possibile misurare il livello del rumore negli ambienti attraverso la app NoiseWatch


13/07/2015: Ondate di calore: il numero telefonico 1500 e i dati di accesso al servizio

Un resoconto delle telefonate al numero 1500 correlato alla campagna "Estate sicura 2015: come vincere il caldo".


10/07/2015: Informazione al Lavoratore sul significato della Sorveglianza Sanitaria

L'art. 25, comma 1, lettera g) del D.Lvo 81/08 prevede che il Medico Competente: "fornisce informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria..."


106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116