Per utilizzare questa funzionalità di condivisione sui social network è necessario accettare i cookie della categoria 'Marketing'.
23/06/2022: Come affrontare gli effetti del cambiamento climatico
Il clima non è più stabile, le temperature sono in aumento e le piogge sono brevi e spesso intense ma la vegetazione arborea può venirci incontro con soluzioni in grado di combattere il cambiamento climatico
La seconda giornata scientifica sui cambiamenti climatici, organizzata da ARPAT per il suo personale interno ed introdotta dal Direttore generale, Pietro Rubellini, si è tenuta nella giornata del 6 giugno 2022.
Il professore Francesco Ferrini, ordinario di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree presso la facoltà di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università degli Studi di Firenze e firmatario del manifesto dell’ambientalismo scientifico ha spiegato come le specie arboree possono aiutarci ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico.
Gli alberi infatti possono
- offrirci sollievo, abbassando in modo naturale le temperature nelle notti tropicali, con temperature superiori ai 25 °C e durante le ondata di calore, cioè quei periodi con giornate superiori ai 35 °C
- rallentare l'effetto di scorrimento dell’acqua piovana, che, cadendo su terreni impermeabili e aridi a causa di lunghi periodi di siccità, se ne va via senza infiltrarsi nel terreno.
Certo dobbiamo, in primo luogo, affrontare le cause che determinano il cambiamento del clima, sappiamo che c’è un impegno della comunità internazionale per ridurre le emissioni di gas climateranti e che la scienza ha già affermato che molti dei problemi non spariranno con la riduzione delle emissioni di gas ad affetto serra, perché questi, in particolare la CO2, persisteranno per molto tempo in atmosfera. Questo comporterà eventi meteo opposti: fortissime ondate di calore con periodi di siccità e fenomeni intensi di piogge, sempre più estremi e frequenti.
Del resto anche i dati a nostra disposizione confermano che le notti tropicali, con temperature superiori ai 25 °C, sono aumentate in modo costante dalla fine degli anni ‘80, inizi anni ‘90 e sono in aumento anche le ondate di calore, ovvero giornate con temperature superiore ai 35 °C.
Questa tendenza si manifesta anche in Toscana, dove dal 1955 si è registrano un costante aumento dei giorni con temperatura oltre i 35° C. Un cambiamento, dal 1990 al 2014, ha interessato le piogge che, pur mantenendosi costanti in termini quantitativi, si manifestano in modo diverso: frequenza, intensità e distribuzione sono cambiate negli ultimi anni.
L’aumento delle temperature collegate al cambiamento climatico comportano problemi non solo ambientali ma anche di salute. Negli ultimi anni, si sono registrati aumenti delle malattie dell’apparato respiratorio, stress, sbalzi di umore e aggravamenti delle patologie del sistema nervoso. Talvolta il caldo può provocare problemi più seri che possono portare alla morte. Nel 2003, anno caratterizzato da una primavera-estate estremante calda, sono stati certificati 20.000 morti in più dell’anno precedente, attribuibili, per una gran parte, all’anomalia climatica.
In Italia, purtroppo, gli eventi meteo estremi e improvvisi ci colgono ancora impreparati, dobbiamo migliorare le nostre capacità di prevenire e essere proattivi.
Uno dei primi passi da fare è cambiare le politiche di pianificazione, in particolare nelle città, dove, nel prossimo futuro vivrà la maggiore parte delle persone e dove è necessario aumentare la presenza di alberi e gestire al meglio il deflusso delle acque piovane.
In primo luogo, è necessario mitigare gli impatti, riducendo le emissioni di gas ad effetto serra e preservando le presenze naturali nelle aree soggette a processi di urbanizzazione con la consapevolezza che l’anidride carbonica rimarrà in atmosfera per molto tempo e gli effetti benefici della riduzione non saranno immediati.
Mitigare gli impatti vuol dire vedere l’acqua non come un "fastidio" da rimuovere: l’acqua non deve stagnare, l'acqua va regimentata ed incanalata. Ora, al contrario, è necessario recuperare l'acqua, creando cisterne per l’accumulo delle acque da sfruttare in momenti di siccità.
Bisogna cambiare mentalità, acquisendo un comportamento simile a quello della natura (nature based-solution e nature-based thinking). Questo ci consentirebbe di adottare nelle nostre città una strategia di rigenerazione che non è una semplice riparazione o un piccolo abbellimento.
Nelle nostre città uno dei primi problemi da affrontare è quello dell' impermeabilizzazione del suolo, obiettivo: de-impermeabilizzare. Il nostro Paese ha un’alta copertura di suolo, le città sono impermeabili dal 60% al 90%. Si stima che il 7,64% del territorio italiano, ovvero una superficie pari a 355 m di suolo per cittadino, sia già impermeabilizzato. Questo amplifica il calore nelle aree urbane e rende difficile la gestione delle acque piovane che, sul suolo impermeabile, scorrono via (effetto run off), non si infiltrano e non contribuiscono a ricaricare le falde acquifere.
Facciamo un esempio concreto di cosa potrebbe essere fatto in una città per adeguarsi al cambiamento climatico, pensando ad un’infrastruttura come un parcheggio scambiatore. La mobilità urbana influisce molto sulla vivibilità di una città, avere a disposizione un mix di mezzi di trasporto rappresenta un valore aggiunto ed il parcheggio scambiatore costituisce uno snodo fondamentale. Il parcheggio dovrà essere progettato in modo da essere un luogo con molti alberi e una pavimentazione porosa in grado di fare infiltrare l’acqua. Questi “semplici” accorgimenti, che non creano alcun danno, secondo il principio del DNSH - Do not significant harm, sono in grado di regolare il micro-clima di questo spazio, creando un’area, dove pur essendoci degli impatti, si presenta come amena ed in grado di ridurre l’impatto del cambiamento climatico e dell’inquinamento urbano, connotato ad elevate emissioni in atmosfera e alto tasso di rumorosità.
Oggi disponiamo di diversi metodi basati su un approccio olistico, che tiene conto dell’albero ma anche di ciò che ci sta sotto: suolo e sottosuolo. Ogni spazio verde è importante, non va visto come separato dal resto che lo circonda, ma come una rete (internet of pipes = internet dei tubi) in grado di gestire le acque e influire sul micro-clima. Come accade in Cina nelle sponge cities, città spugna, che assorbono acqua, la stoccano e la rilasciano gradualmente. Nelle città progettate per affrontare il cambiamento climatico, gli spazi verdi sono interconnessi con il suolo e il sottosuolo e con le altre infrastrutture come strade o piste ciclabili. I parchi agiscono come delle macchine in grado di intrappolare l’acqua, riducendo la velocità e rendendo possibile la sua infiltrazione nel suolo e nel sottosuolo ma sono pensati anche per finire sott’acqua nei periodi di forti piogge.
La vegetazione arborea, quindi, è in grado di affrontare gli eventi meteo estremi ma bisogna scegliere le specie che si adattano di più alle condizioni più estreme, sopravvivendo anche sott’acqua. Naturalmente non c'è un' unica soluzione ma diverse da valutare tenendo conto di diversi fattori come la foglia, la chioma, la corteccia dell’albero.
Gli alberi sono anche nostri alleati contro le isole di calore: in campagna c’è molto più fresco che in città, così come nei parchi c’è più fresco che nelle aree urbane con molti edifici e pavimentazioni in asfalto di colore scuro. Non dimentichiamoci che il cambiamento climatico sta accelerando anche a causa della mancanza di neve, i ghiacciai si stanno ritirando e le parti scoperte di suolo non riflettono i raggi solari, ma li assorbono, incamerando calore.
Il cambiamento climatico in città è ben percepibile, favorito anche dalla pavimentazione presente ovunque e da una scarsa o ridotta presenza di verde.
Quali strategie possiamo adottare contro le isole di calore?
Bisogna piantare alberi e de-impermeabilizzare le pavimentazioni, optando per quelle porose che fanno filtrare, drenare l’acqua e magari anche depurarla dagli agenti inquinanti con sistemi ad hoc. Altre misure prevedono di aumentare la riflettanza dei tetti e ridurre quella delle pavimentazioni urbane, che di solito sono scure.
Cambiare il volto delle città con le infrastrutture verdi in grado di ridurre le isole di calore, abbassando le temperature, comporta notevoli investimenti, che non sono da considerare solo come costi in quanto hanno un ritorno importante in termini di tutela dell’ambiente, socialità tra persone e salute umana.
Le specie arboree contribuiscono quindi al raffreddamento in modo naturale ma scegliere quale albero piantare non è banale. Alcune specie resistono meglio alla siccità e hanno più capacità di adattarsi ad alti irraggiamenti.
Ci sono indicatori verdi che forniscono informazioni su come migliora il contesto urbano con interventi di implementazione della vegetazione. Le scelte da fare nei nostri centri urbani dovrebbero andare nella direzione di massimizzare il verde esistente, valorizzando anche piccoli spazi verdi, prevedendo quali interventi effettuare in via prioritaria e a breve termine, tenendo conto delle attività e delle persone presenti in una specifica area.
Stiamo acquisendo sempre maggiore consapevolezza sui problemi economici e sociali, oltre che ambientali, connessi al cambiamento climatico, dovremmo, nel prossimo futuro, investire sulle città affinchè seguano la regola del 3:
- ogni cittadino dovrà vedere 3 alberi dalla finestra di casa
- ogni cittadino dovrà vivere in un’area che prevede il 30% di copertura arborea
- ogni cittadino dovrà avere a 300 metri di distanza dalla propria abitazione uno spazio verde, seguendo l’idea della città dei 15 minuti.
Sarà difficile per le nostre città rispettare questi tre parametri, l’obiettivo è quello di rispettarne almeno uno, adottando una mentalità ecologica e abbandonando una visione egologica del mondo: “Non si può entrare in casa degli altri sfondando la porta”.
Fonte: ARPAT
12/03/2026: Strumento per segnalazioni di irregolarità dell'AI Act
Il canale ufficiale per inviare segnalazioni sicure e confidenziali sul rispetto dell’AI Act.
11/03/2026: L'Ue adotta la Strategia sulla giustizia intergenerazionale
Strumenti di previsione strategica, indice di equità e attenzione alle aree interne tra le priorità. La sfida è evitare che i costi delle trasformazioni ricadano sulle generazioni future.
10/03/2026: Bando Isi 2025, dal 13 aprile la presentazione delle domande
Pubblicato il calendario delle scadenze del nuovo avviso pubblico, con cui l’Inail mette a disposizione 600 milioni di euro per sostenere la realizzazione di progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
06/03/2026: Convegno INAIL: progetto di VR per la sicurezza dei lavoratori
Si svolgerà il 12 Marzo il convegno gratuito di Inail "INAIL e START4.0: sviluppo di un progetto di VR per la sicurezza dei lavoratori".
04/03/2026: 69° Elenco Soggetti Abilitati alle Verifiche Periodiche Attrezzature
Pubblicato il 69° elenco MLPS 2026 dei soggetti abilitati per le verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro.
03/03/2026: Record per le emissioni globali
...ma resta possibile disaccoppiare economia e gas serra
24/02/2026: Il comitato sui biocidi dell'ECHA sostiene l'approvazione dell'etanolo nei disinfettanti
Il Comitato sui biocidi (BPC) dell’ECHA ha concluso che l'etanolo può essere approvato per l'uso nei disinfettanti per le mani e per uso generale.
20/02/2026: Obiettivo 9001: un nuovo documento sul Regolamento Macchine (UE) 2023/1230
La sinergia fra la ISO 9001 e il Regolamento Macchine può essere strategica per le organizzazioni?
18/02/2026: Una miscela pericolosa su cinque non viene segnalata ai centri antiveleni
Il progetto pilota di applicazione delle norme del Forum ECHA ha rilevato che il 19% delle miscele pericolose controllate non è stato notificato ai centri antiveleni.
17/02/2026: Esplora i rischi sul posto di lavoro in Europa
Visualizzazione dei dati ESENER 2024
13/02/2026: Salute e sicurezza sul lavoro, presentati in Puglia sette progetti
La Direzione regionale Inail ha illustrato in una conferenza stampa gli interventi in materia di prevenzione selezionati nell’ambito dell’Avviso Pubblico 2025
11/02/2026: Guida alla guida
Informazioni sul conseguimento di patenti speciali, consulenza per il dispositivo più idoneo e agevolazioni, il ruolo dell'Inail e del Centro Protesi Inail.
09/02/2026: Quando il futuro ha i capelli bianchi: il volto nuovo dell’Italia che invecchia
Denatalità, solitudine, welfare in affanno: l’invecchiamento non è solo un fatto demografico, ma una trasformazione profonda del tessuto sociale. Tra fragilità e nuove forme di solidarietà, la sfida è reinventare il patto tra generazioni.
04/02/2026: Giornata mondiale contro il cancro
L’EU-OSHA sostiene il codice europeo contro il cancro.
04/02/2026: Strumenti partecipativi per la gestione del rischio climatico nelle aree urbane
Pubblicato un quaderno di ISPRA che offre una conoscenza scientifica sul tema del rischio climatico in Italia.
03/02/2026: INAIL: nuove aliquote di oscillazione del tasso medio
Con circolare n. 3 del 20 gennaio 2026 si informa che sono applicate, in via provvisoria, dal 1° gennaio 2026 le nuove aliquote di oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico favorevole e si pubblica la nuova tabella A “Bonus” prevista.
30/01/2026: Inail Lombardia alla presentazione della legge regionale sulla formazione
Un provvedimento per rafforzare il sistema regionale di prevenzione, anche attraverso una piattaforma informativa dedicata.
29/01/2026: Il rapporto BES sul benessere equo e sostenibile
La dodicesima edizione del documento Istat mostra progressi limitati nell’ultimo anno, ampie differenze Nord-Sud e performance inferiori alla media Ue su lavoro, istruzione e ricerca. Bene salute, sicurezza e rinnovabili.
28/01/2026: Convegno INAIL sui DPI smart
Si svolgerà a Roma il 4 febbraio il convegno gratuito sui DPI attivi Intelligenti per cluster di protezione Sostenibili Multifunzionali Affidabili ResilienTi (DPI SMART)
27/01/2026: Healthy Workplaces Summit 2025
Scopri i punti chiave, le foto e le risorse sul lavoro digitale sicuro
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11