Infatti, come indicato nell’intervento del Dr. Claudio Arcari “
Protocollo Silice ed esperienze del NIS - Network Italiano Silice”, tra le attività di questo Network c’è proprio quella di elaborare Linee Guida e Buone Pratiche in relazione ai comparti lavorativi che in Italia espongono maggiormente a silice libera cristallina (SLC).
Il NIS inoltre porta avanti alcune attività di ricerca, ad esempio in relazione all’individuazione delle “cause di variazione della reattività superficiale della Silice Cristallina in relazione alla sua
potenziale patogenicità”.
Riguardo alle
Buone Pratiche i documenti prodotti - “costruiti” con il concorso di ASL, Associazioni delle Imprese e dei lavoratori, INAIL e tenendo conto della documentazione prodotta a livello europeo con l’accordo sociale “
NePSI” – hanno riguardato cinque ambiti:
- edilizia;
Nel documento relativo alle Buone Pratiche nelle fonderie, che approfondiremo nei prossimi articoli di PuntoSicuro, sono individuate misure di prevenzione e protezione attraverso:
- schede particolari per attività, attrezzature, reparto : forniscono le indicazioni specifiche di Prevenzione e Protezione”.
Nel convegno si è poi parlato anche dell’accordo sociale “NePSI” sulla prevenzione e sulla protezione della salute dei lavoratori attraverso la corretta manipolazione ed utilizzo della silice cristallina e dei prodotti che la contengono, un
accordo firmato dalle principali organizzazioni europee delle industrie del settore e dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori.
Preso atto che, allo stato attuale, non è dunque possibile “pensare alla sostituzione di materiali/ prodotti/ materie prime” contenenti
silice libera cristallina (“ingredienti di base utili e spesso indispensabili per un ampio numero di attività industriali e professionali”), con il NePSI (Negotiation Platform on Silica) si è cercato di introdurre misure appropriate “per migliorare le condizioni di lavoro, riducendo il rischio di esposizione a SLC”.