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Secondo i recenti dati del
Censis
il mondo del
terziario, il settore
economico in cui si producono o forniscono servizi, ha segnato in Italia un
incremento significativo di occupati. Se legate al settore terziario sono in
Italia 2,9 milioni di imprese (il 55,4% delle aziende complessive) con 15,5
milioni di occupati (il 66,5% del totale), è evidente che in queste imprese avviene
una grande parte di tutti gli infortuni professionali.
Problemi e rischi che negli
uffici
non mancano: inciampare in un cassetto lasciato aperto o in un groviglio di
cavi,
cadere
dalle scale o da una sedia da
ufficio
usata come ausilio di salita, soffrire di contratture muscolari e dolori alla
schiena a causa di una scorretta posizione al videoterminale. Questi sono solo alcuni esempi di “quanto la
sicurezza sul lavoro e la tutela della salute siano importanti per ogni tipo di
azienda, indipendentemente dall'attività svolta”.
La pubblicazione,
rivolta alle aziende del settore terziario le cui attività non comportano
pericoli particolari (come le amministrazioni pubbliche, le banche, le
assicurazioni e altre aziende che impiegano solo personale d'
ufficio),
mostra “dove si celano i pericoli d'infortunio e i rischi per la salute e
spiega come affrontarli”.
L’individuazione dei
rischi è divisa in quattro parti:
-
edifici:
rischio d'inciampare, visibilità ridotta, pericolo di
scivolare,
pavimenti, porte vetrate e porte con inserti in vetro, vie di fuga, uscite di
sicurezza,
scale,
pulizia, servizio tecnico;
-
posto di lavoro e
installazioni: posti di lavoro al
videoterminale,
abbagliamento/riflessi, fotocopiatrici/stampanti laser, tavoli/sedie, tavoli
regolabili in altezza, tavoli non regolabili in altezza, scaffali, cassettiere,
elementi elettrici sotto tensione, attività con apparecchi elettrici, clima dei
locali, aerazione, funzionamento dell’impianto di
climatizzazione,
riscaldamento, umidità dell’aria, corrente d’aria, luce naturale, vista
sull’esterno nei locali di lavoro permanenti, illuminazione artificiale;
-
persone, comportamenti
e carico psico-fisico: attività permanente in posizione seduta, ausili di
salita, sollevare e portare carichi, fattori di disturbo, rumore, odori,
fumo,
accoglienza clienti, sportello, servizio clienti, persone tenute a lavorare da
sole;
-
organizzazione del
lavoro e protezioni speciali: mancato rispetto dell’orario di lavoro,
mancanza di pause e di periodi di riposo, mancata osservanza delle disposizioni
speciali per la tutela della maternità, mancata osservanza delle disposizioni
speciali per la tutela dei giovani/degli apprendisti,
stress
e organizzazione del lavoro.
Avendo affrontato in altri recenti articoli di PuntoSicuro i
rischi relativi agli
edifici
e all’organizzazione di lavoro, ci
soffermiamo oggi su alcuni rischi relativi ai
posti di lavoro e installazioni.
Riguardo ai
rischi
dei videoterminalisti (rischio di affaticamento precoce degli
occhi,
difficoltà a leggere le informazioni sullo schermo, disturbi alla schiena, alla
nuca) il documento offre diversi consigli:
- “disporre lo
schermo
in modo che la direzione dello sguardo sia parallela alle finestre e alle fonti
di luce;
- posizionarlo possibilmente verso l'interno dei locali;
- utilizzare tende esterne e, a seconda della necessità,
applicare elementi ombreggianti all’interno dei locali;
- impiegare come ausili anche pareti mobili, piante, ecc.;
- evitare la torsione del tronco o della testa;
- corpo parallelo al bordo del tavolo, assi del corpo e
dello schermo identici;
- bordo superiore dello
schermo
al massimo all’altezza degli occhi;
- badare alla posizione del mento e della nuca;
- distanza visiva 50–80 cm;
- controllo regolare degli occhi;
- interrompere il lavoro al computer con brevi pause.
Per utilizzare in sicurezza
fotocopiatrici e stampanti laser si consiglia invece di “installare
possibilmente in locali separati gli
apparecchi
ad alta prestazione soggetti a frequente utilizzo” e di “ventilare regolarmente
i locali”, provvedendo regolarmente alla manutenzione degli apparecchi.
In caso poi di tavoli
regolabili in altezza “fare in modo che anche le persone di statura molto
piccola o molto alta possano assumere una posizione di seduta corretta”.
Inoltre “adattare il tavolo alla statura: il gomito deve
essere all’altezza della tastiera (il braccio è in posizione rilassata)”.
Se poi il tavolo non
è regolabile “modificando l’altezza della sedia portare i gomiti al livello
della tastiera”. Se i piedi non toccano bene il pavimento, “utilizzare
poggiapiedi di ampie dimensioni”.
Riguardo alle sedie
è bene avere:
- “altezza e piano di seduta regolabili;
-
piano
di seduta anatomico, imbottito, con bordo e spigoli anteriori arrotondati;
- schienale reclinabile e bloccabile;
- sostegno lombare”.
Per ridurre le lesioni provocate dalla caduta di materiale
da scaffali e cassettiere, si
consiglia di:
- “fissare gli scaffali alla parete o al soffitto o unirli
tra di loro;
- riporre le merci pesanti in basso;
- rispettare la portata massima del pavimento e degli
scaffali”.
Dopo aver dato alcuni indicazioni relative alla prevenzione
di incidenti da elettrocuzione, vengono dati alcuni suggerimenti riguardo al clima dei locali, all’umidità e alle correnti d’aria:
- “temperatura dei locali (inverno): 21–23°; per
attività
sedentaria prevalentemente intellettuale, prevedere un termostato
regolabile per il locale;
- in estate diminuire le alte temperature interne con tende
esterne e raffreddamento notturno;
- umidità dell’aria: 30–65% (intervallo ideale 40–60%). Installare
termometri e igrometri per il controllo;
- affidare a persone esperte la regolare pulizia degli
umidificatori”;
- riguardo alle correnti d’aria (da finestre, impianti di
ventilazione,
climatizzatori,
…) “rispettare anche i colleghi di lavoro”;
- disporre i climatizzatori in modo da escludere gli effetti
della corrente d’aria sulle persone”.
Riguardo all’illuminazione
e per evitare cali del benessere e del rendimento sono suggeriti “locali di
lavoro permanenti con finestre in vetro chiaro”.
Se si “lavora in locali senza luce naturale (p. es. archivi)
trascorrere le pause in un ambiente con luce naturale”.
Per concludere alcune indicazioni relative all’illuminazione artificiale:
- scegliere lampade con debole emissione di calore;
- usare il medesimo colore di luce per tutte le lampade
(bianco neutro o bianco a tonalità calda);
- compensare con lampade da tavolo/lampade individuali il
fabbisogno di luce più elevato delle persone con difetti della vista o più
anziane”.
N.B.: Gli eventuali riferimenti
legislativi contenuti nel documento originale riguardano la realtà svizzera, i
suggerimenti indicati sono comunque utili per tutti i lavoratori.
Tiziano Menduto