Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza.
Lo stress lavoro correlato e le differenze di genere
I problemi dello stress lavorativo in un ottica di genere per l’elaborazione di future Linee Guida. Un libro dell’Inail disponibile on line che affronta la prevenzione partendo dall’attenzione alle differenze di genere, come indicato nel Testo Unico.
google_ad_client
Il Decreto
legislativo 81/2008 con l’articolo 1 – in cui si fa riferimento alla
garanzia dell’uniformità della tutela delle
lavoratrici e dei lavoratori sul territorio nazionale attraverso il rispetto
dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e
sociali, anche con riguardo alle differenze di genere, di età e alla condizione
delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati – e ancor più con la
formulazione dell’articolo 28 relativo alla valutazione
dei rischi mostra che la prevenzione nel mondo del lavoro non può più
esulare dal riconoscimento
dell’appartenenza di genere.
---- L'articolo continua dopo la pubblicità ----
È una sfida non
semplice, raccolta da una pubblicazione resa disponibile dall’Inail
e intitolata “Genere
e
stress lavoro-correlato: due opportunità per il “Testo Unico” - Verso
l’elaborazione di linee guida".
Nata dal lavoro di ricerca promosso dal Dipartimento Pari Opportunità
della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con l’Inail e
con il
coordinamento scientifico di Paola Conti (Sintagmi), la
pubblicazione vuole
essere di stimolo per tradurre queste indicazioni normative in Linee
Guida che
permettano a tutti gli operatori della sicurezza di applicare la norma
nel
miglior modo possibile.
In particolare il libro fornisce indicazioni e informazioni utili
all'applicazione
- in ottica di genere - della normativa sulla tutela della sicurezza e
salute
nei luoghi di lavoro con riferimento al problema dei rischi
psicosociali e dello stress
lavoro-correlato.
Oltre ad approfondire questi temi vengono proposti diversi stimoli di
riflessione: si introduce, ad esempio, un approccio interdisciplinare
alla
salute, anche attraverso il contributo della medicina di genere e si
analizzano
fattori che condizionano la vita lavorativa di donne e uomini che
possono avere
ripercussioni sulla loro salute
psicofisica.
Riguardo a questi aspetti, ci soffermiamo su uno dei diversi interventi
pubblicati: “Differenze di genere nella
valutazione del rischio lavorativo: temi per la formazione ed esigenze
di ricerca”,
a cura di Irene Figà-Talamanca.
Nell’intervento si ricorda che il “lavoro oggi ha un ruolo molto
importante
nella vita delle donne in Europa, dove il
44% della manodopera è composta da donne”, con notevoli differenze
tra
stato e stato.
Dopo aver affrontato alcune erronee convinzioni del passato riguardo a
particolari suscettibilità di donne e immigrati nelle malattie da stress
lavoro
correlato, recentemente le ricerche nel campo delle “differenze”
hanno identificato due tipologie di
“differenze” tra sessi:
- “differenze biologiche (sessuali) dal punto di vista dell’apparato
riproduttivo e le sue funzioni biologiche (in particolare genetico e
ormonale);
- differenze socio-ambientali (di genere), dal punto di vista della
percezione
e dell’ambiente sociale circostante (fattori “contestuali”).
Riguardo allo stress lavorativo –
sintetizzando molto il discorso dell’autrice che vi invitiamo a leggere –
“per
il genere femminile, lo stress
è spesso doppio, perché a quello lavorativo si aggiunge quello da lavoro
di
cura in famiglia”.
Infatti secondo i dati di un indagine Istat, “mentre i lavoratori maschi
dedicano in media 2 ore al giorno per assistere i famigliari, le donne
ne
dedicano in media 5 e mezza”, e il “superlavoro stressante delle donne
costa
caro alla loro salute non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche a
lungo
termine”.
Uno studio, che ha seguito 105.560 residenti di Torino dal 1991 al 2005,
ha
messo in rilievo che le donne con il “doppio carico” “hanno un rischio maggiore per malattie coronariche
e questo rischio è raddoppiato per donne lavoratrici non sposate con
figli”.
Inoltre come si sa, lo “stress
incide in maniera pesante sul sistema endocrino con noti effetti sul
ciclo
mestruale e sulla salute riproduttiva delle donne”: anche “la fertilità e
gli
esiti della gravidanza possono essere influenzate dallo stress
lavorativo”.
Dopo una presentazione dei problemi generali relativi alla valutazione
dello
stress lavorativo, l’autrice ricorda che un “aspetto trascurato
nella
rilevazione dei problemi sanitari in ambito lavorativo rispetto al
genere sono
le differenze tra lavoratori e lavoratrici negli infortuni al lavoro”.
In particolare le donne, “lavorando prevalentemente nel terziario, sono
complessivamente meno colpite da infortuni rispetto agli uomini”; ma di
fronte
ad una diminuzione degli infortuni per i maschi, per le donne si nota un
aumento (“nei numeri assoluti”).
E la maggior parte di questi infortuni “avviene nel settore
dell’industria e
dei servizi, in particolare nei servizi
sanitari”.
Tra l’altro sembra che il lavoro
ospedaliero, che vede occupate un gran numero di lavoratrici,
“presenta
rilevanti rischi di infortuni e violenza
fisica
e morale”.
E la prevenzione degli infortuni e degli
episodi di violenza nel mondo femminile risulta oggi particolarmente
urgente perché:
- “le donne stanno entrando sempre più numerose nel mondo del lavoro
(anche in
mansioni precedentemente riservate agli uomini);
- gli infortuni tra donne sono in aumento;
- le donne infortunate sono spesso vittime di discriminazione e
licenziamenti”.
Comunque, conclude l’autrice, “oltre allo stress lavorativo, anche altri fattori di rischio devono ancora essere
affrontati dalla ricerca in ottica di genere”.
Ad esempio riguardo ai rischi lavorativi tradizionali relativi ai fattori
chimici e fisici e, in particolare, agli inquinanti che
interferiscono con
il sistema
endocrino e riproduttivo.
Questi inquinanti hanno infatti effetti diversi tra maschi e femmine
(pesticidi, composti organici persistenti presenti nelle plastiche,
ftalati,
ritardanti di fiamme, …).
L’indice del libro:
PARTE PRIMA
- Salute e sicurezza sul lavoro, una questione anche di genere:
riflessioni
sulla evoluzione normativa - Antonella Ninci;
- Due sfide e un unico paradigma per l’applicazione del Testo Unico -
Paola
Conti.
PARTE SECONDA
- Alle radici epistemologiche del genere - Silvia Gherardi;
- Donne, lavoro e salute: un alfabeto internazionale che declina il
genere -
Silvana Salerno;
- Il silenzio del corpo e la costruzione sociale della mascolinità -
Stefano
Ciccone;
- Stress e genere - Paola Marina Risi;
- Di cosa parliamo quando parliamo di stress... scenari, studi e
ricerche
internazionali - Francesco Bottaccioli;
- La medicina di genere e le iniziative italiane - Flavia Franconi.
PARTE TERZA
- Differenze di genere nella valutazione del rischio lavorativo: temi
per la
formazione ed esigenze di ricerca - Irene Figà-Talamanca;
- Verso la valutazione non neutra dei rischi - Attilio Pagano, Giusi
Vignola;
- Verso una proposta metodologica per la valutazione dei rischi da
stress-lavoro correlato in ottica di genere - Lucina Mercadante, Elisa
Saldutti;
- La “tipicità” come concetto chiave per la salute e la sicurezza sul
lavoro -
Cinzia Frascheri;
- La differenza di genere e il mondo del lavoro: rischi tradizionali e
nuove
tipologie - Alessandra Pera, Giovanna Cangiano, Bruno Papaleo;
- L’ISPESL al crocevia delle politiche di genere per la SSL - Maria
Castriotta,
Valentina Bucciarelli;
- Il ruolo attivo di prevenzione degli organismi di parità e di tutela
della
persona nella Pubblica Amministrazione - Antonella Ninci;
- I Codici di Condotta come strumento di prevenzione dei rischi
psicosociali -
Oriana Calabresi.
PARTE QUARTA
- La formazione per la salute e la sicurezza: nuove prospettive - Paola
Conti;
- Sviluppo della capacità di “attenzione consapevole” nei luoghi di
lavoro -
Laura Bongiorno;
- Per non essere felici soltanto a metà - Samantha Gamberini;
- Consapevolezza di genere per il miglioramento del sistema di
prevenzione -
Renata Borgato.
APPROFONDIMENTI
- Determinanti di salute e rischi sul lavoro in Europa e in Italia -
Paola
Conti;
- Discriminazioni come fattore di rischio per la salute - a cura di
Paola Conti
con contributi di Maria Castriotta e Valentina Bucciarelli (Ispesl) e
testi di
Linda Laura Sabbadini (ISTAT);
- Il fenomeno infortunistico in ottica di genere: la diffusione dei dati
INAIL
- Liana Veronico;
- Esigenze e proposte dei professionisti del Sistema SSL: verso la
progettazione di strumenti per l’applicazione in ottica di genere del
Testo
Unico - Paola Conti e Laura Bongiorno.