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Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
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Anno 12 - numero 2439 di mercoledì 14 luglio 2010
La sicurezza e salute dei lavoratori nello stampaggio della gomma Un vademecum della Regione Lombardia contiene precise indicazioni per il miglioramento della sicurezza e della salute degli addetti allo stampaggio della gomma. Il fenomeno infortunistico, gli agenti chimici e cancerogeni, le misure di prevenzione.
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Sempre in relazione allo stesso piano e attraverso il lavoro di un gruppo regionale, la Regione Lombardia ha
pubblicato il “Vademecum per
il miglioramento della sicurezza e della salute nello stampaggio della gomma”.

Il documento, che presenta alcuni
risultati conseguiti nell’intervento nelle
aziende di “stampaggio della gomma”,
si occupa oltre che dei rischi
da
agenti cancerogeni anche del complesso dei rischi per la sicurezza e
la
salute presenti nel comparto.
Dopo aver dato informazioni sui materiali utilizzati nel comparto e
sulle
tecnologie - con riferimento alla realizzazione di prodotti su stampi
(vulcanizzazione) – viene analizzato il fenomeno
infortunistico nel comparto.
Gli eventi più frequenti sono “da ricondurre ad urti
e
collisioni durante le operazioni di sollevamento e spostamento: in
questi
casi il periodo di inabilità temporanea nella maggioranza dei casi è
inferiore
ai 30 giorni. Le principali e più
frequenti carenze dal punto di vista della sicurezza sono infatti quelle
legate
alla
movimentazione di materiali, agli spazi quasi sempre estremamente
ristretti
per il personale addetto, all’ingombro delle vie di transito e di
lavoro”.
Gli infortuni dovuti a carenze di dispositivi di sicurezza
delle
macchine ed attrezzature risultano meno frequenti ma sono
caratterizzati da elevata durata e gravità. In particolare “nelle presse
verticali a piano inferiore mobile può concretizzarsi il rischio di
infortunio
per caduta del pezzo lavorato rimasto ‘incollato’ al controstampo
superiore
fisso durante l’apertura: può, infatti, verificarsi che la piastra fissa
superiore della pressa e la piastra metallica porta stampo aderiscano
fortemente, al punto da non separarsi al momento dell’ abbassamento del
piano
mobile base porta stampo”.
Il documento si focalizza poi sulla gestione del rischio da agenti
chimici
pericolosi e del rischio da agenti cancerogeni.
Rischio da agenti chimici pericolosi
Dopo un’introduzione sugli eventuali rischi da esposizione a polimeri
e
monomeri, il documento ricorda che i principali agenti
chimici che devono essere presi in considerazione nel processo
valutativo
sono “gli ingredienti della mescola, gli eventuali additivi nonché tutte
le
sostanze che si possono sviluppare durante il trattamento a caldo o
l’eventuale
combustione. La via di esposizione è prevalentemente quella inalatoria
anche se non è da trascurare l’esposizione cutanea ad agenti
sensibilizzanti”.
In particolare le fasi critiche “che devono essere tenute presenti nella
valutazione del rischio da agenti chimici sono ad esempio le operazioni
di
‘spurgo’ e le operazioni di pulizia di stampi o parti di presse,
talvolta
effettuate a caldo o con l’utilizzo di solventi”.
Il documento offre alcuni indirizzi operativi per la redazione del documento
di valutazione del rischio da
agenti chimici, con riferimento al Documento del Coordinamento
Tecnico per
la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro delle Regioni e delle Province
autonome
“Protezione da agenti chimici”.
Vengono anche proposte diverse considerazione sulla pericolosità di
alcuni agenti
chimici. Ad esempio in relazione al fatto che la maggior parte delle
schede
di sicurezza relative ai polimeri riporta una classificazione di
“preparato non
pericoloso”: in questo caso “non viene presa in considerazione la
possibilità
di sviluppo di monomeri o prodotti di degradazione termica”.
Si indica poi che per la valutazione
del
rischio per la salute possono essere “vantaggiosamente utilizzati
metodi per giungere a stime semiquantitative: indici di probabilità
di rischio che associano le modalità ed
entità delle esposizioni possibili con l’entità degli effetti”.
Il documento affronta anche la problematica delle misurazioni,
“qualora le conclusioni della valutazione portino ad
un giudizio conclusivo di rischio non irrilevante per la salute”. A
questo
riguardo si ricorda che l’art. 225 del Decreto
legislativo
81/2008 “prevede la possibilità di omettere l’effettuazione
delle misurazioni quando si possa
dimostrare con altri mezzi in conseguimento di un adeguato livello di
prevenzione e di protezione”.
Rischio da agenti cancerogeni
Molte indagini epidemiologiche disponibili “hanno evidenziato, negli
addetti esposti fino agli anni ’50, un eccesso di mortalità per
neoplasie soprattutto a carico della vescica e del
sistema emopoietico. L’aumento di incidenza di queste patologie è stato
attribuito all’uso delle ammine aromatiche di prima classe”.
In considerazione di questi dati i paesi industrializzati hanno
regolamentato
l’uso di tali sostanze.
Oggi l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC)
classifica
“l’industria della gomma come attività a
rischio di provocare il cancro senza individuare specifiche sostanze
e
sulla base del sospetto dell’esistenza di prodotti di reazione
biologicamente
attivi che si sviluppano durante la lavorazione”.
Dopo aver affrontato la cancerogenicità
di alcune sostanze utilizzate nel comparto, il documento conferma, anche
in
relazione alle disposizioni specifiche contenute nel D.Lgs. 81/2008, che
“nell’industria dello stampaggio della gomma
è possibile la presenza di sostanze o preparati attualmente classificati
come
cancerogeni o pericolosi per l’uomo”.
Attualmente “non è sempre tecnicamente possibile la sostituzione di tali
materie prime nel ciclo produttivo con altre meno pericolose o è
realizzabile
con buoni risultati un ‘ciclo chiuso’:
il datore di lavoro deve quindi provvedere affinché il livello
d’esposizione
dei lavoratori sia ridotto al più basso valore tecnicamente possibile”.
Dopo aver affrontato i problemi della valutazione relativa ai rischi di esposizione
ad
agenti cancerogeni vengono riportati alcuni dati relative a indagini
nel settore.
Dall’analisi di “tutte le schede di sicurezza dei prodotti in uso in
tutte le
aziende del settore operanti nella provincia di Mantova (8 realtà
impieganti
più di 200 lavoratori), sono stati registrati 107 composti chimici e tra
questi
ne sono state individuati diciannove con capacità di provocare effetti
cancerogeni”.
Un breve cenno alle misure tecniche di
prevenzione del rischio chimico e cancerogeno.
Ad esempio è possibile “minimizzare la formazione
dei
fumi che si possono originare per degradazione termica dei
materiali in
uso”.
Per minimizzare la formazione di fumi
è “importante:
- “che gli operatori di macchina
posseggano e sappiano gestire tutti i dati di processo rilevanti
(temperature,
tempi di permanenza, formulazioni in uso, ecc.)” e siano addestrati sul
modo
corretto di affrontare le varie operazioni con particolare riferimento
alle
operazioni conseguenti a blocchi e ostruzioni;
- che le temperature di processo siano tenute sotto stretto controllo: è
importante che i sistemi di riscaldamento e di monitoraggio
(termocoppie,
anelli riscaldanti, sonde, ecc.) siano perfettamente funzionanti e
quindi siano
frequentemente sottoposti ad ispezione visiva, così come gli allarmi ed i
dispositivi di interruzione di funzionamento, che devono essere
periodicamente
testati;
- che sia controllato periodicamente lo stato di usura delle viti di
estrusione
(viti usurate comportano pressioni ridotte ed aumento del tempo di
residenza
delle mescole nel cilindro di estrusione);
- che ci siano chiare procedure per la pulizia
delle macchine
e degli ambienti; particolare importanza ha la perfetta pulizia di viti,
cilindri di estrusione, iniettori dopo anomalie o incidenti con
permanenza di
materiale degradato all’interno del cilindro”.
Riguardo alle misure di prevenzione il documento si occupa anche di:
- ventilazione degli ambienti di lavoro;
- impianti di aspirazione localizzata.
L’indice del vademecum della Regione
Lombardia:
1.0 Premessa
2.0 Materiali e tecnologia
2.1 Materiali
2.2 Additivi
2.3 Principali tecnologie di stampaggio
3.0 Gestione dei rischi per la sicurezza
3.1 Macchine
3.2 Manutenzione e cambio stampi
3.3 Ambiente di lavoro e movimentazione materiali
4.0 Gestione del rischio da agenti chimici pericolosi
4.1 Indirizzi per la redazione del documento di valutazione
4.2 Le misurazioni
5.0 Gestione del rischio da agenti cancerogeni
6.0 L’esperienza PPTP-gomma
7.0 Misure tecniche di prevenzione del rischio chimico e cancerogeno
7.1 Ventilazione degli ambienti di lavoro
7.2 Impianti di aspirazione localizzata
8.0 Gestione di altri rischi
8.1 Rumore
8.2 Movimentazione manuale dei carichi
8.3 Movimentazione dei carichi con macchine
8.4 Incendio
8.5 Microclima
8.6 Organizzazione del lavoro, lavoro notturno e isolato
9.0 Sorveglianza sanitaria
Allegati
Allegato 1: Schema di ciclo produttivo
Allegato 2: Schema per l’individuazione dei rischi per la sicurezza
Allegato 3: Schema per l’individuazione dei rischi per la salute
Allegato 4: Valutazione esposizione ad ABS
Allegato 5: Valutazione esposizione ad IPA
Allegato 6: Bibliografia
Regione
Lombardia
- Gruppo di lavoro regionale coordinato da Saretto Gianni, Bertani
Gianfranco e Macchi Luigi - Marzo 2010 - Vademecum per il miglioramento
della
sicurezza e della salute nello stampaggio della gomma.
Tiziano Menduto
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