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La sicurezza degli impianti elettrici nei locali con bagni o docce
Una guida sulla sicurezza degli impianti elettrici per i locali contenenti bagni o docce. I luoghi a rischio aumentato, le norme tecniche da seguire, le condizioni di pericolo, le zone a rischio e i collegamenti equipotenziali.
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Il convegno “Sicurezza
nei contratti pubblici. Problematiche e prospettive” - tenuto il 9 marzo a
Roma e organizzato nell’ambito del Gruppo di Lavoro interregionale “Sicurezza
Appalti” costituito presso ITACA (Istituto
per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale) –
è stato una fonte di diversi approfondimenti di PuntoSicuro.
Nell’introduzione
si indica che i locali contenenti bagni o docce “devono
essere classificati, con riferimento alla sicurezza contro i contatti
elettrici (diretti e indiretti), come luoghi
a rischio aumentato”.
Infatti l’intensità della corrente che attraversa il corpo umano “non
dipende solo
dalla tensione di contatto ma anche, in modo inversamente proporzionale,
dalla
resistenza del corpo stesso e quest’ultima diminuisce sensibilmente
all’aumentare della presenza di umidità”.
È dunque opportuno prevedere nei locali contenenti bagni o docce
“l’adozione di
precauzioni particolari, aventi principalmente lo scopo di evitare
condizioni
pericolose per le persone”.
Ad esempio gli impianti
elettrici devono essere eseguiti
“con maggiori prescrizioni tecniche rispetto agli ambienti ordinari,
quindi
è necessario un maggiore impegno nel comprendere ed applicare le
prescrizioni
normative”.
Norme tecniche e zone a rischio La progettazione e l’installazione degli impianti
elettrici in questi locali devono “rispondere, oltre che alle
prescrizioni
generali di sicurezza della Norma CEI
64-8, anche a particolari requisiti di sicurezza atti a mitigare il
maggior
rischio relativo ai contatti diretti o indiretti tipico di questi
ambienti”.
Quanto più ci si avvicina alla vasca da bagno o alla doccia tanto più le condizioni di pericolo aumentano:
- “la resistenza della pelle, con una considerevole parte del corpo
umano
immersa in acqua, può considerarsi praticamente nulla sicché anche basse
tensioni di contatto possono risultare letali;
- il contatto mano-corpo semi immersi risulta molto pericoloso e,
conseguentemente, è necessario limitare al minimo la possibilità di
contatto
con parti in tensione nelle zone accessibili dalla vasca e dal piatto
doccia;
- nella zona circostante il pavimento è spesso bagnato o comunque umido;
per
questo, e in considerazione del fatto che la persona è spesso priva di
vestiario e di calzature le condizioni ambientali risultano alquanto
pericolose”.
Per queste ragioni la Norma CEI 64-8
suddivide i locali con bagni o docce in zone, “caratterizzate da un
pericolo
decrescente man mano che ci si allontana dal bordo della vasca da bagno
e/o
della doccia.
La zona 0 è “individuata dal volume
interno alla vasca da bagno o al piatto doccia. Per le docce senza
piatto,
l’altezza della zona 0 è di 10 cm e la sua superficie ha la stessa
estensione
orizzontale della zona 1. Data la presenza di acqua in condizioni
ordinarie di
esercizio, questa zona deve essere considerata ovviamente la più
pericolosa. Ad
esempio in questa zona non sono ammessi dispositivi di comando,
protezione, … Gli
apparecchi utilizzatori (scaldacqua,
illuminazione, …) sono ammessi purché contemporaneamente:
- “siano adatti all’uso in quella zona secondo le relative norme e siano
montati in accordo con le istruzioni del costruttore;
- siano fissati e connessi in modo permanente;
- siano protetti mediante circuiti SELV (a bassissima tensione di
sicurezza,
ndr) alimentati a tensione non superiore a 12 V in c.a. e a 30 V in
c.c.”.
La zona 1 è individuata “dal volume
sovrastante la vasca da bagno
o il piatto doccia fino a un’altezza di 2,25 m, nel caso in cui il fondo
della
vasca o della doccia sia a più di 15 cm sopra il pavimento, la quota di
2,25 m
verrà misurata a partire dal fondo e non dal pavimento. Per le docce
senza
piatto la zona 1 si estende in verticale per 1,20 m dal punto centrale
del
soffione posto a parete o a soffitto. La zona 1 non include la zona 0, e
lo
spazio sotto la vasca da bagno o la doccia è considerato zona 1”.
La zona 2 comprende “il volume
immediatamente circostante la vasca da bagno o il piatto doccia esteso
fino a
0,6 m in orizzontale e fino a 2,25 m in verticale con la distanza
verticale
misurata dal pavimento. Per le docce
senza piatto non esiste una zona 2 ma una zona 1 aumentata a 1,20 m come
indicato al punto precedente”.
La zona 3 si ottiene “dal volume esterno
alla zona 2, o della zona 1 in caso di mancanza del piatto doccia, fino
alla
distanza orizzontale di 2,40 m”.
Le zone non si estendono all’esterno del locale attraverso le aperture
munite
di serramenti: “l’interruttore posto
fuori dalla porta del bagno è ammissibile, anche se dista a meno di 0,60
m dal
bordo della vasca e/o del piatto doccia”.
Tutti i componenti dell’impianto
elettrico installati in ciascuna zona devono possedere precisi
requisiti come indicato nella tabella - che vi invitiamo a
visionare – allegata al documento originale.
Collegamenti equipotenziali Per aumentare la protezione
nei locali contenenti bagni o docce, occorre “effettuare i collegamenti
equipotenziali supplementari fra tutte le masse estranee accessibili
delle zone
0,1, 2 e 3 e il conduttore di protezione” con le specifiche contenute
nel
documento.
In particolare i “collegamenti
equipotenziali supplementari riguardano le tubazioni metalliche
dell’acqua,
del gas, del riscaldamento e vengono realizzati con collari di materiale
tale
da evitare fenomeni corrosivi, che vengono collegati al conduttore di
protezione nella cassetta di distribuzione più vicina”.
Generalmente vasca da bagno o piatto doccia “non sono in contatto con i
ferri
del cemento armato per cui non sono classificabili come masse estranee, e
quindi
non necessitano dei collegamenti al nodo equipotenziale”.
Ricordiamo infine che i sistemi
elettrici di riscaldamento a pavimento, “purché siano ricoperti da
una
griglia metallica o da uno schermo metallico messi a terra e collegati
al
collegamento equipotenziale supplementare, come sopra descritto, sono
ammessi
nelle zone 1, 2 e 3”.
E “la guaina metallica, l’involucro metallico o la griglia metallica a
maglie
sottili devono essere connessi al conduttore di protezione del circuito
di
alimentazione”.
Tuttavia la “conformità a quest’ultima prescrizione non è obbligatoria
se è
utilizzata per il sistema
di
riscaldamento elettrico a pavimento la protezione mediante SELV”.