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Anno 12 - numero 2328 di venerdì 05 febbraio 2010
La segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro Indicazioni sull'uso della segnaletica di sicurezza e di salute nei luoghi di lavoro: la normativa, la scelta e la collocazione del segnale, le caratteristiche dei cartelli e i semplici suggerimenti, "senza parole", di Napo.
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Sul sito dell’Azienda Ospedaliera S.Orsola
Malpighi di Bologna sono presenti diversi documenti e diverse schede tecniche
relative alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro aggiornati al Decreto
legislativo 81/2008.
Uno di questi, a cura del Servizio Prevenzione e Protezione dell’Azienda
ospedaliero-universitaria bolognese, è intitolato “Scheda tecnica n° 23: la
segnaletica di sicurezza” e sottolinea l’importanza di conoscere e
utilizzare correttamente tutti quei segnali che ci aiutano a fermare la nostra
attenzione, in modo rapido ed efficace, su situazioni o oggetti che possono
essere causa di rischio sul luogo di lavoro.
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Il documento ricorda che il D.Lgs.
81/2008 “qualifica la segnaletica
di sicurezza come un mezzo di prevenzione e protezione dei lavoratori che
deve essere utilizzato in tutte le condizioni in cui siano presenti pericoli
non controllabili né con sistemi di tipo tecnologico, né con l'adozione di
interventi di tipo organizzativo e procedurale”.
E dunque la segnaletica diventa “parte integrante delle misure di prevenzione e
protezione da attuare per il controllo di uno o più rischi nell’ambiente di
lavoro” e, in questo senso, il Testo Unico stabilisce precisi criteri per la
scelta dei segnali
e per le relative caratteristiche.
Per i segnali non espressamente definiti nel Testo Unico è necessario invece
fare riferimento alle norme tecniche predisposte dall’UNI (Ente Italiano di
Unificazione), ad esempio UNI 7543-1
“Colori e segnali di sicurezza – Prescrizioni generali”.
Vediamo alcuni dei criteri per la scelta
e la collocazione dei segnali.
Perché la segnaletica sia efficace e dia un messaggio rapido e facilmente
interpretabile si devono seguire alcune regole:
- “evitare la disposizione ravvicinata di un numero di cartelli eccessivo, ciò
al fine di favorirne l’individuazione e la comprensione del messaggio;
- non utilizzare contemporaneamente segnali che possano generare confusione tra
di loro (es.: fornire messaggi contraddittori);
- rendere visibile la segnaletica da tutte le posizioni ritenute critiche
rispetto al messaggio che si vuole fornire”.
Per favorire l’efficacia della segnaletica
è, comunque, necessario predisporre un progetto
globale che tenga in considerazione non solo gli aspetti normativi ma anche
“la fruibilità delle informazioni che si vogliono comunicare, la corretta
manutenzione dei segnali, la regolare pulizia ed i materiali impiegati”.
Se poi si è in presenza di “segnalazioni che richiedono fonti di energia, é
necessario assicurarsi che questa sia mantenuta anche in caso di guasto all’impianto
elettrico”.
Dopo aver affrontato il tema dei colori
di sicurezza (ad esempio il rosso che può indicare segnali di divieto,
pericolo, allarme o materiali antincendio) – tema che vi invitiamo a visionare
attraverso la tabella nel documento originale o attraverso l’allegato
XXIV del Testo Unico – il documento dell’Azienda Ospedaliera dà indicazioni
sulle dimensioni dei cartelli segnaletici.
Il Testo Unico (allegato XXV) prevede
infatti l’utilizzo della formula A > L2/2000.
Dove A rappresenta la superficie del cartello espressa in metri quadri ed L la
distanza, misurata in metri, dalla quale il cartello deve essere ancora riconoscibile.
La formula è applicabile fino ad una distanza di circa 50 metri.
Le caratteristiche dei diversi tipi di
segnali:
- segnali di divieto (vietano un
comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo): forma
rotonda; pittogramma nero su fondo
bianco; bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo,
con un inclinazione di 45°) rossi (il rosso deve coprire almeno il 35% della
superficie del cartello);
- segnali di avvertimento (avvertono
di un rischio o pericolo): forma triangolare; pittogramma nero su fondo giallo,
bordo nero (il giallo deve coprire almeno il 50 % della superficie del
cartello);
- segnali di prescrizione
(prescrivono un determinato comportamento): forma rotonda; pittogramma bianco su fondo
azzurro (l'azzurro deve coprire almeno il 50 % della superficie del
cartello);
- segnali di salvataggio o di soccorso
(forniscono indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di
soccorso o di salvataggio): forma
quadrata o rettangolare; pittogramma bianco su fondo verde (il verde deve
coprire almeno il 50 % della superficie del cartello);
- segnali per le attrezzature
antincendio: forma quadrata o rettangolare; pittogramma bianco su fondo
rosso (il rosso deve coprire almeno il 50 % della superficie del
cartello).
La scheda si conclude con un accenno alla segnalazioni
degli ostacoli, dei punti di pericolo e delle vie di circolazione:
- la segnalazione di ostacoli e di punti di pericolo è “utile per segnalare i
rischi di urto contro ostacoli, di cadute
di oggetti e di caduta
da parte delle persone entro il perimetro delle aree edificate dell'impresa cui
i lavoratori hanno accesso nel corso del lavoro”: si usano il colore giallo
alternato al nero ovvero il rosso alternato al bianco e la dimensione va
commisurata alle “dimensioni dell'ostacolo o del punto pericoloso che s'intende
segnalare”;
- la segnalazione a pavimento, delle vie
di circolazione dei veicoli
“deve essere fatta qualora l'uso e l'attrezzatura dei locali lo rendano
necessario per la tutela dei lavoratori”: le vie
di circolazione “devono essere chiaramente segnalate con strisce continue
di colore ben visibile, preferibilmente bianco o giallo, in rapporto al colore
del pavimento” e l'ubicazione delle strisce deve tenere conto delle “distanze di sicurezza
necessarie tra i veicoli che possono circolare e tutto ciò che può trovarsi
nelle loro vicinanze nonché tra i pedoni e i veicoli”.
Se poi, dopo la lettura del documento, non siamo ancora sufficientemente
convinti dell’importanza di utilizzare sui luoghi di lavoro appropriate
segnaletiche e di farle conoscere ai lavoratori - come tra l’altro
espressamente indicato nel Testo Unico all’articolo 164 - possiamo guardare una
delle avventure
di Napo, dal titolo “Come
nasce un pericolo”.
Napo – “eroe” dell'omonima serie di
cartoni animati creato da un piccolo gruppo di esperti in comunicazione sulla
sicurezza e salute sul lavoro – riesce senza parole e senza barriere
linguistiche, ad affrontare i difficili temi della sicurezza con un sorriso
contribuendo alla costruzione di luoghi di lavoro più sicuri e sani.
Azienda Ospedaliera S.Orsola Malpighi, “Scheda
tecnica n° 23: la segnaletica di sicurezza”, a cura di
Alberto Bertozzi e Bruno Diano
(formato PDF, 347 kB).
Napo, “Come
nasce un pericolo” (formato WMV, 700
kB).
Tiziano Menduto
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