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Anno 12 - numero 2369 di martedì 06 aprile 2010
Imparare dagli errori: l’interazione tra macchine e lavoratori Esempi tratti dall’archivio Ispesl Infor.mo.: gli infortuni nel comparto della raccolta dei rifiuti. Le dinamiche degli incidenti, lo standard minimo di competenze dei lavoratori e le misure di prevenzione generali e specifiche.
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Dopo avere ricordato, nella scorsa
puntata di questa rubrica, i dati non confortanti della frequenza di
infortuni nell’industria dei rifiuti
solidi urbani, torniamo ad occuparci di questo settore – attraverso
l’archivio di INFOR.MO.
- evidenziando le dinamiche di alcuni incidenti e le misure di prevenzione
attuabili.
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I casi
Il primo caso, avvenuto nel
2008, è relativo ad un incidente ad un addetto
alla raccolta rifiuti, con mansione non qualificata, assunto presso
un’azienda “multiservizi”.
Mansione che prevede “lo svolgimento di operazioni sulla pubblica via
(aggancio
dei cassonetti agli organi di presa del mezzo, sgancio e
riposizionamento dagli
stessi dopo lo svuotamento) e brevi trasferimenti sulle pedane
posteriori dei
mezzi”.
L'infortunato sta svolgendo il turno notturno (22.00 - 04.00) e staziona
sulla “pedana
posteriore sinistra del camion
della nettezza urbana (mezzo Compattatore conforme alla norma) durante
un breve
spostamento”.
Il mezzo effettua una curva ad un incrocio: al termine della curva
l'infortunato
cade dalla pedana posteriore e si procura “un trauma cranico dovuto all'
impatto del capo con il suolo”.
Il camion non era dotato di una cintura
di
sicurezza presso la pedana.
La scheda riporta che, malgrado il fattore determinante dell’incidente
sia
sicuramente l’assenza di cintura di trattenuta e di altri sistemi di
ritenuta,
“vista la velocità limitata del mezzo in caso di uomo presente sulla
pedana”,
la normativa tecnica specifica “non indica tale dispositivo (né il suo
utilizzo) come obbligatorio”.
Trasportato presso l' ospedale, l'addetto è deceduto nei giorni
successivi.
Un secondo caso, avvenuto nel 2007,
è riferito all’autista di un mezzo
per la raccolta
dei
rifiuti urbani.
Durante il giro di raccolta, arrivato nel piazzale di un'azienda,
l’operatore
si rende conto che c’è un intasamento nel mezzo. Allora esce “dalla
cabina del
mezzo lasciando il motore acceso ed il ciclo automatico del meccanismo
di
compattazione attivato, per salire sul tetto del mezzo e liberare con un
piede
la tramoggia dai materiali (grossi cartoni) che ne avevano provocato
l'intasamento”.
Nel farlo, scivola con la gamba destra all'interno della tramoggia e si
ferisce
alla gamba “procurandosi una profonda lesione e finendo poi all'interno
del
cassone”.
L’incidente è determinato innanzitutto dalla mancanza nel compattatore
di rifiuti
di un sistema di interblocco che ne
impedisca il funzionamento con l’operatore fuori dalla cabina guida, ma è
evidente anche l’errore procedurale
dell’operatore.
La prevenzione
Abbiamo già parlato degli infortuni più frequenti nel comparto
della
raccolta dei rifiuti e indicato, nella precedente puntata di
“Imparare dagli errori”, alcune misure generali di prevenzione per
prevenire
gli incidenti relativi alle cadute
dagli
automezzi.
Riguardo a queste cadute, la scheda di INFOR.MO.
relativa al primo incidente sottolinea come un fattore di miglioramento
della prevenzione si avrebbe con l’adozione nei camion
compattatori di:
- un sistema di rilevazione della presenza dell' operatore sulla pedana
tramite
peso;
- un limitatore di velocità con uomo presente in pedana.
In entrambi gli incidenti sono tuttavia rilevabili errori
procedurali o comunque un insufficiente valutazione dei rischi
professionali da parte dei lavoratori, insufficiente valutazione
che può dipendere da un’altrettanto insufficiente formazione.
A questo proposito nel documento Inail
– già presentato da PuntoSicuro – “La
sicurezza
per gli operatori della raccolta dei rifiuti e dell'igiene urbana”,
viene riportato per gli operatori del settore lo standard
minimo delle competenze.
Il lavoratore, “in funzione delle mansioni affidate, dovrebbe conoscere:
- tecniche
appropriate per i diversi servizi di raccolta, anche differenziata,
spazzamento
stradale, trasporto, recupero e smaltimento” dei rifiuti
solidi
urbani (RSU) e di “altri rifiuti rinvenuti su strada;
- norme, principi e tecniche della sicurezza
ambientale e dell’analisi del rischio, aspetti dell’igiene e della
sicurezza
del lavoro, misure di prevenzione e sicurezza nonché di gestione delle
emergenze;
- aspetti
qualitativi e quantitativi della produzione dei rifiuti
e la loro classificazione;
- le
caratteristiche merceologiche dei rifiuti, la loro pericolosità e le
modalità
di gestione (manipolazione, raccolta, trasporto, stoccaggio);
- la
logistica relativa a: raccolta, trasporto, stoccaggio dei rifiuti;
- attività correlate alle registrazioni e dichiarazioni previste dalla
normativa vigente e dai regolamenti aziendali;
- piani e
programmi di ordinaria manutenzione;
-
procedure di allarme e piani di intervento;
-
responsabilità e le competenze, ai diversi livelli, nel settore dei
rifiuti;
-
strumenti, tabelle e grafici di elaborazione dei dati di processo.
Riguardo poi alle tipologie di infortunio connesse con il rischio
meccanico da uso delle attrezzature, delle macchine
e dei dispositivi, lo stesso documento ricorda che vi possono essere
infortuni
dovuti ad interazioni con l’attrezzatura (impigliamento, schiacciamento,
colpi/urti, ecc), soprattutto durante il sollevamento meccanico dei
contenitori
e lo scarico.
Ad esempio gli impigliamenti in
parti meccaniche in movimento possono essere provocati da:
-
“utilizzo di abbigliamento e di accessori non idonei;
-
tentativo di eliminazione di ostruzioni nei contenitori ed inatteso
movimento
del contenitore;
- posizione
non chiara dei comandi di carico (modalità automatica/manuale);
-
azionamento accidentale comandi”.
Riportiamo, a titolo esemplificativo, alcune delle misure
di prevenzione indicate:
- “sistemi
di caricamento automatico e di sollevamento con cestone o pedana
ribaltabile
sui mezzi di raccolta o piani ribaltabili per il caricamento della
tramoggia;
-
sollevatori con indicazione chiara e visibile del carico massimo con
sistemi di
controllo della posizione del contenitore e di stop in caso di
posizionamento
non esatto o di presenza di persone nell’area di movimentazione; con
velocità
non superiore a 2,5 m/s ovvero non superiore a 1,5 m/s per contenitori
di
maggiori dimensioni;
-
l’interfaccia sollevatore-veicolo deve impedire la collisione tra il
sollevatore e il compattatore, se operano simultaneamente; la distanza
tra
livello e il più basso punto del sollevatore non deve essere inferiore a
120
mm;
- ausili
meccanici (sponde elevatrici per il caricamento di rifiuti ingombranti,
cucchiai ribaltabili applicati alle tramogge dei compattatori di RSU o
al
cassone di altri mezzi, carrellini portaimmondizie, sistemi per il
sollevamento
dei tombini);
- sistemi
contro gli avviamenti accidentali della macchina”;
-
“protezioni delle apparecchiature mediante: dispositivi fissi, schermi
interbloccati, dispositivi fotoelettrici sensibili alla pressione,
comandi
chiaramente indicati;
- posizionamento
sicuro, chiaro e visibile dei comandi;
- pulsante
di reset dopo un arresto della macchina
con pulsante di emergenza da attivare prima del pulsante di marcia”;
-
“passaggio dal sistema manuale a quello automatico possibile solo se il
sollevatore è nella più bassa posizione e non è in movimento;
- due
sistemi di fermata per lo stop immediato del sollevatore, accessibili da
entrambe le parti del veicolo, con segnale acustico per l’emergenza
anche in
cabina, che garantiscano una ampia visuale della zona di sollevamento e
impediscano l’azionamento automatico senza un comando di reset manuale”.
Per consultare direttamente la presentazione dell’infortunio di cui ci
siamo
occupati, collegarsi a questa
pagina
del sito web di INFOR.MO. e successivamente visualizzare le schede
numero 874 e 1764 (archivio incidenti
2005/2008).
Tiziano Menduto
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