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Anno 10 - numero 1925 di lunedì 21 aprile 2008

Imparare dagli errori: intossicazione per inalazione di vapori


Raccontare esempi e vicende vere relative a infortuni sul lavoro può aiutarci a sensibilizzare ciascuno di noi sui pericoli e rischi relativi ad ogni attività lavorativa. Un infortunio durante i lavori di impermeabilizzazione in una cantina.

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Con l’idea, già espressa in articoli passati, che gli esempi di incidenti possano essere più immediati ed efficaci nel sensibilizzarci sui rischi nei luoghi di lavoro, proseguiamo con la nostra rubrica “Imparare dagli errori”.
Per farlo prendiamo ancora spunto da alcuni esempi di infortuni raccolti sul sito web dell’azienda assicurativa svizzera Suva ed in particolare su un caso di intossicazione acuta per inalazione di vapori contenenti solventi.
 


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La storia.
Nel 2006, durante alcuni lavori di impermeabilizzazione in una cantina non ventilata (circa 20 metri quadri), due operai devono posare un manto impermeabile con del bitume a caldo.
Tuttavia lo strato di imprimitura per la posa del bitume, applicato la sera precedente, non si è ancora ben asciugato e la concentrazione di solvente nella cantina è troppo alta.
Malgrado l’odore forte di solvente, gli operai iniziano ugualmente i lavori perdendo dopo poco tempo i sensi.
Dopo essere stati soccorsi, uno dei due si riprende all’aria aperta, mentre l’altro viene trasportato all’ospedale.
 
Quali le cause dell’infortunio?
Ad esempio la mancata adozione di misure di ventilazione efficaci.
Concausa, e motivo di aggravamento del rischio, il fatto che i due operai “avevano diluito lo strato di imprimitura ad elevato tenore di solvente (toluene) con benzina per motori”.
 
Vediamo le misure di sicurezza consigliate nel sito, tenendo conto che fanno riferimento, in alcuni casi, alla normativa vigente in Svizzera:
 
- Ventilazione: “bisogna adottare adeguate misure di ventilazione durante l’applicazione dello strato di imprimitura contenente solventi e durante la colata di bitume a caldo nei locali chiusi e con una scarsa ventilazione naturale”. Inoltre “l’aria contaminata deve essere evacuata all’esterno tramite un ventilatore di aspirazione”;
- Imprimitura: “l’imprimitura non deve mai essere diluita con benzina per motori (a causa del contenuto di benzene). In caso di diluizione è opportuno ricorrere ad altri tipi di solvente, meno tossici per la salute”;
 
Ricordiamo che il toluene è un idrocarburo aromatico che viene usato spesso come solvente al posto del più tossico benzene, cui somiglia. Anche il toluene è tuttavia un solvente nocivo per la salute e spesso risulta difficile rispettare il valore di concentrazione massima ammissibile sul posto di lavoro.
 
Per i lettori di PuntoSicuro ricordiamo che in banca dati è presente un documento, “Rischio chimico nelle attività di produzione di asfalti, asfaltatura, impermeabilizzazione”, a cura della dott.ssa Giuseppina Paolantonio.
 
Per ulteriori informazioni sulle conseguenze  e le valutazioni dei rischi da inalazione di toluene ed altri solventi, è possibile consultare anche la raccomandazione europea del 29 aprile 2004, n. 2004/394/CE.
 
Tiziano Menduto


Creative Commons License Questo articolo è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

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Commenti alla pagina.

Autore: Pier Giorgio Confente21/04/2008 (09:10)
Ritengo che questo tipo di articolo sia importante per la formazione dei lavoratori, in particolare di quelli che si interessano professionalmente della sicurezza come ad esempio gli RLS.
Debbo solo aggiungere che l'ambiente non aerato, con vapori di idrocarburi, è prima nocivo alla salute e poi all'aumentare della concentrazione è anche a rischio di esplosione.
Una adeguata valutazione, prima del rischio chimico e poi di quello di esplosione, poteva evitare l'intossicazione.

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