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Anno 12 - numero 2443 di martedì 20 luglio 2010
Imparare dagli errori: il rischio elettrico nei cantieri Un esempio tratto da una simulazione di possibili infortuni dovuti a errori e mancate manutenzioni negli impianti elettrici di cantiere. Il rischio elettrico, il problema della fretta, le prese a spina e la gestione corretta dell’impianto.
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Continuiamo a occuparci non di incidenti
reali, ma di incidenti
simulati che mostrano le principali problematiche per la sicurezza e salute
dei lavoratori. E lo facciamo attraverso i casi raccontati nel documento “Audio-visivi
per l'informazione nel cantiere multietnico”, una pubblicazione realizzata
dalla Consulenza
Tecnica per l’Edilizia dell’INAIL.
In questa puntata ci occupiamo del rischio
elettrico nei cantieri, un rischio presente perché l’esecuzione di lavori
in un cantiere
edile prevede quasi sempre l’utilizzo di macchinari
elettrici.

Il caso
La scena rappresentata nell’audio-visivo inizia con “l’inquadratura
di un
operaio nel cantiere
accanto ad una betoniera”: il terreno è bagnato, “ha piovuto da poco e
sullo
sfondo si vede l’edificio in costruzione”.
Il suddetto operaio ha in mano l’estremità del cavo elettrico della betoniera.
“Guarda a destra e a sinistra, non sa dove collegare il cavo, mentre in
lontananza si scorge il quadro di cantiere
in cui è installato l’interruttore generale”.
A questo punto l’operaio è tentato dal collegare “la presa ad una
prolunga
veramente mal messa con numerose parti in cui il conduttore è scoperto e
senza
isolamento, sicura fonte di pericolo”: una scelta rischiosa.
Nel filmato appare evidente che questa possibile scelta è dettata dal
tempo,
con la convinzione che anche nei cantieri
il tempo sia denaro.
Fortunatamente il capocantiere capisce il pericolo e corre a staccare
l’interruttore principale.
Successivamente rimprovera l’imprudente operaio e “chiama al telefono
l’elettricista che interviene per ripristinare l’impianto elettrico
secondo una
condizione di sicurezza”.
Quando si è in dubbio sull’azione da svolgere è sempre meglio scegliere
l’azione più prudente. La
fretta in questo caso è una cattiva consigliera: a volte un po’ di tempo
in più
porta in dote molta sicurezza.
La discussione
L’impianto
elettrico
di cantiere ha “un ruolo fondamentale nello svolgersi delle
lavorazioni, ma in funzione di queste cambia continuamente ed è usato da
tutti
gli operatori presenti in cantiere”.
È proprio il fatto di “avere carattere
provvisorio e di essere condiviso da
tutti gli operatori” che lo rende una importante fonte
di
rischio “se non viene predisposto e mantenuto secondo una qualità
conforme sia per quanto riguarda i componenti che per quanto riguarda lo
schema
di impianto”.
Il documento ricorda che “l'insieme dei componenti elettrici installati
all'interno dell'area delimitata dal recinto del cantiere costituiscono,
secondo la guida CEI 64-17, l'impianto
elettrico di cantiere”.
In questi anni sono state recepite alcune direttive europee che
stabiliscono “prescrizioni molto severe per la
sicurezza generale nei cantieri
compresa anche la componente elettrica”.
Se il cantiere è un luogo di lavoro molto particolare, le
“caratteristiche
dell'impianto elettrico devono tenere conto del maggiore rischio
elettrico:
occorrerà tenere presente le condizioni climatiche, variabili per tutta
la
durata del cantiere, il rischio di urti, la presenza di polveri ed
acqua, la
presenza più o meno elevata di persone, la presenza di eventuali
ambienti a
maggior rischio in caso d'incendio o con pericolo di esplosione”.
La prevenzione
PuntoSicuro ha recentemente presentato una “Guida
Operativa
per la Sicurezza degli Impianti - Impianti Elettrici – n. 2 –
Cantieri”.
Vediamo cosa dice questa guida ad esempio riguardo alle prese a spina e
riguardo alla manutenzione dell’impianto, cavi compresi.
Le prese a spina
utilizzate in cantiere
“devono essere in grado di resistere alle condizioni di impiego
prevedibili, in
particolare devono essere protette contro le infiltrazioni d’acqua e
polvere,
contro gli urti e le altre sollecitazioni meccaniche specie alle basse
temperature (fino a –25 °C)”. In particolare nelle comuni condizioni di
cantiere le prese a spina devono garantire un grado di protezione almeno
IP44,
sia con spina inserita che con spina disinserita”. Se poi le prese a
spina
mobili possono trovarsi in contatto con pozzanghere o condizioni simili,
“è
preferibile che abbiano un con grado di protezione IP67”.
Per “attività di breve durata, di
finitura o per piccoli cantieri
di ristrutturazione, è frequente l’impiego di attrezzature portatili
equipaggiate con spine di tipo domestico e similare”. In questo caso è
ammesso l’uso
di prese per uso domestico e similare (CEI 23-5, CEI 23-16, CEI 23-50)
“quando
l’ambiente di lavoro e l’attività in essere non presentano particolari
rischi
nei confronti di presenza di acqua, di polveri ed urti”.
La gestione dell’impianto elettrico
di un cantiere può poi ricondursi alle seguenti fasi:
- “verifiche iniziali;
- supervisione e verifiche
periodiche;
- manutenzione, riparazioni e modifiche;
- recuperi per fine utilizzo;
- trasporti e immagazzinamento;
- riparazione e verifica per riutilizzo”.
Al di là delle verifiche iniziali
che “sono a carico della ditta installatrice e devono essere effettuate
prima
del rilascio della dichiarazione di conformità”,
proprio
per la presenza di “utenti diversi e con scarsa conoscenza
dell’impianto” è necessario “provvedere a dei controlli giornalieri
dell’impianto elettrico di cantiere, allo
scopo di verificare lo stato di conservazione e di efficienza ai fini
della
sicurezza”. Ed infatti, come nel caso in oggetto, l’installazione
elettrica di
cantiere, fissa e mobile (cavi compresi) è “soggetta a gravose
condizioni
ambientali ed a rapide mutazioni delle aree operative”.
In particolare i controlli giornalieri “non hanno la caratteristica di
una
attività di impiantistica, e quindi possono essere svolti dal
capocantiere o
dall’addetto alla sicurezza”.
Ad esempio può essere necessario verificare:
- “la compatibilità delle attività in corso nel cantiere con la presenza
dell’impianto elettrico, per esempio in particolare la compatibilità di
scavi
con la presenza di linee interrate, trasporti di elementi ingombranti
con le
linee aeree;
- il rispetto delle prescrizioni di sicurezza per gli eventuali ambienti
particolari, per esempio per le attività in luoghi conduttori ristretti;
- lo stato di conservazione dei contenitori dei quadri
elettrici, delle prese e delle condutture, con particolare
riferimento ai
cordoni prolungatori e alle condutture a posa mobile e la qualità delle
attrezzature in uso in relazione all’ambiente, con particolare
riferimento alla
presenza d’acqua”.
Per i cantieri di lunga durata, al fine di garantire la sicurezza nel
tempo, la
guida operativa prevede verifiche
periodiche di ditte installatrice abilitate.
Manutenzione, riparazione
e modifica devono poi “essere eseguiti solo da personale addestrato, e
ove la
modifica risulti consistente, è bene che questa venga riportata sugli
elaborati
di competenza, quali schemi di quadri elettrici o percorsi delle
condutture”.
Ricordiamo infine che in caso di riutilizzo
di materiale recuperato è necessario procedere ad alcune verifiche
che
riguardano ad esempio:
- “stato di
conservazione delle guaine dei cavi per ricercare eventuali abrasioni o
deformazioni
che possano denunciare la presenza di rotture interne sul conduttore o
sull’isolante, e lo stato di eventuali giunzioni presenti;
- efficienza e stato di conservazione dei pressacavi, delle spine e
delle
prese;
- stato di conservazione dei quadri
elettrici con particolare riguardo alle custodie, alla pulizia al
loro
interno da polvere o tane di insetti o di roditori, al serraggio dei
vari
morsetti, agli organi di comando e di protezione e alla presenza dei
dati di
targa”.
Anche queste operazioni, che richiedono “perizia ed esperienza”, sono
destinate
a personale addestrato.
Inail, “Audio-visivi
per
l'informazione nel cantiere multietnico”, pubblicazione realizzata
dalla Consulenza Tecnica per l’Edilizia dell’INAIL con testi di Giuseppe
Cardoselli e Paolo Meschino, versione marzo 2010 (formato PDF, 10.88
MB).
Tiziano Menduto
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