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Anno 12 - numero 2444 di mercoledì 21 luglio 2010
Factsheet 90: gli infortuni connessi alla manutenzione Un’alta percentuale degli infortuni mortali in Europa è connessa a operazioni di manutenzione. I dati Eurostat, i settori lavorativi più a rischio, la gestione della sicurezza nel processo di manutenzione.
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Continuano le pubblicazioni dell’Agenzia Europea per la sicurezza e la salute
sul lavoro (EU-OSHA)
relative alla campagna per il 2010/11 per promuovere una manutenzione
sicura in tutta Europa.
Dopo i due documenti
informativi sulla manutenzione dedicati, rispettivamente, ai lavoratori e
ai datori
di lavoro, è stata pubblicata una relazione dal titolo “Maintenance
and Occupational Safety and Health: a statistical picture”.
Questa relazione oltre a illustrare i principali rischi dei lavoratori
impegnati in attività di manutenzione in Europa, riporta alcuni dati Eurostat
secondo cui il 10-15% di tutti gli
infortuni mortali sul posto di lavoro sono connessi a operazioni di
manutenzione.

I risultati della relazione sono
stati raccolti nel documento “Factsheet
90:
Manutenzione e SSL — Un quadro statistico”.
La relazione dell’EU-OSHA sottolinea che la manutenzione
incide sulla sicurezza e la salute dei lavoratori in due modi:
- “innanzitutto, la manutenzione regolare, programmata ed eseguita
correttamente è essenziale per mantenere le macchine
e l’ambiente di lavoro in condizioni di sicurezza e affidabilità;
- secondariamente, la manutenzione
stessa deve essere eseguita in sicurezza, proteggendo adeguatamente gli
addetti
alla manutenzione e le altre persone presenti sul luogo di lavoro”.
Inoltre si possono distinguere diversi
tipi di manutenzione:
- “manutenzione correttiva: quando
le operazioni sono volte a riparare un sistema per renderlo nuovamente
funzionante (ad esempio, riparare o sostituire componenti rotti). Questo
tipo
di manutenzione è anche noto come ‘manutenzione reattiva’, perché
l’azione
viene intrapresa quando si verifica un guasto imprevisto di un
macchinario;
- manutenzione preventiva: quando
vengono eseguiti interventi di manutenzione
ad intervalli predeterminati o secondo criteri stabili volti a ridurre
la
probabilità di guasto o degrado del funzionamento di un elemento
funzionante”.
In questo secondo caso le azioni sono programmate e servono a
controllare, a
prevenire il “processo di deterioramento che porta al guasto di un
sistema (ad
esempio sostituzione, lubrificazione, pulizia o ispezione)”.
Dopo queste definizioni, che contribuiscono a fare chiarezza
sull’importanza
del processo di manutenzione,
vengono forniti alcuni dati.
Benché sia difficile stabilire il numero esatto di lavoratori impegnati
in
attività di manutenzione, alcuni dati francesi e spagnoli ci dicono che “circa
il 6 % della popolazione attiva
svolge compiti di manutenzione”.
Inoltre la “maggior parte degli addetti
alla
manutenzione è costituita da uomini (circa il 90 % in Francia e il
65
% in Spagna) e all’interno di questa categoria di lavoratori la fascia
d’età
più rappresentata è quella compresa fra i 30 e i 49 anni”.
Da un’inchiesta condotta nel 2005 in Francia emerge che “la manutenzione
è la funzione
più
subappaltata dell’industria”.
Dai dati spagnoli emerge inoltre che gli addetti alla manutenzione si
trovano
con maggior frequenza nel settore dei servizi (70 % nel 2004), seguito
dall’industria (19 %) e dall’edilizia
(10 %).
In questi dati si rileva anche “una più elevata esposizione degli
addetti alla manutenzione
a rumore, vibrazioni e a diversi tipi di radiazioni rispetto al resto
della
popolazione attiva”. Inoltre “sono anche più esposti al calore in estate
(44 %
rispetto al 19 % fra gli altri tipi d’impiego), al freddo in inverno (44
%
rispetto al 17 %)”, all’umidità (25 % rispetto al 13 %) e a sostanze
pericolose, vapori ed esalazioni.
Nella relazione compare un’analisi dei dati
Eurostat basati sulla metodologia
ESAW e relativi agli infortuni
sul lavoro.
I dati “mostrano che circa il 20 % di tutti gli infortuni verificatisi
in
Belgio negli anni 2005-2006 hanno riguardato operazioni di manutenzione;
lo
stesso vale per circa il 18-19 % degli infortuni sul lavoro in
Finlandia, il
14-17 % in Spagna e il 10-14 % in Italia
(nel periodo 2003-2006)”.
L’analisi dei dati raccolti in 12 paesi europei “indicano che nel 2006
circa il
10-15 % di tutti gli infortuni mortali si sono verificati durante
l’esecuzione
di operazioni di manutenzione”.
Dai dati raccolti in cinque paesi UE si rileva che “la maggior parte
degli
infortuni connessi alla manutenzione si verificano nelle imprese
manifatturiere, edili, immobiliari, di locazione e commerciali,
e in Austria anche in alberghi e ristoranti”.
Inoltre, “nel settore dell’erogazione di elettricità, gas e acqua, nel
2006 il
50 % degli infortuni in Finlandia e Belgio, il 34 % in Spagna e il 23 %
in
Italia si sono verificati in relazione a operazioni di manutenzione”.
L’analisi degli incidenti nel settore delle imprese immobiliari, di
locazione e
commerciali rivela che gli “infortuni verificatisi durante l’esecuzione
di
operazioni di manutenzione hanno rappresentato il 40 % in Finlandia, il
34 % in
Spagna e il 26 % in Belgio”.
Un altro dato significativo è relativo al settore dell’istruzione in
Belgio: il
41 % dei lavoratori infortunati era impegnato in operazioni di
manutenzione.
Concludendo nei diversi settori in media, a seconda del paese, “il
15-20 % degli infortuni si è verificato
in relazione a operazioni di manutenzione”.
La letteratura scientifica ci indica chiaramente che la maggior parte
degli
infortuni si verificano durante le attività di manutenzione correttiva.
Se il lavoro dei manutentori si dimostra nei fatti molto pericoloso,
l’Agenzia
ricorda che “anche la mancanza di manutenzione o una manutenzione
inadeguata
possono essere causa di situazioni pericolose, infortuni
e problemi di salute”. Una manutenzione
carente può essere la causa di grandi
disastri con conseguenze estremamente dannose per l’uomo e
l’ambiente, come
PuntoSicuro ha sottolineato più volte nella sua rubrica “Imparare
dagli
errori”.
Per prevenire il più possibile rischi per la salute e la sicurezza
l’Agenzia
ricorda che il “processo di manutenzione
dovrebbe iniziare nella fase di progettazione e pianificazione, ancora
prima
che gli addetti alla manutenzione si presentino sul posto di lavoro”.
Ed è essenziale “mettere in atto adeguate procedure di valutazione dei
rischi
per le operazioni di manutenzione, nonché adottare opportune misure di
prevenzione” per gli addetti
alla
manutenzione.
Inoltre terminate queste operazioni, “occorre eseguire controlli
speciali
(ispezioni e test) per garantire che la manutenzione sia stata
effettuata
correttamente e che non siano stati creati nuovi rischi”.
Durante l’intero processo è bene assicurarsi che “la manutenzione sia
coordinata, programmata ed eseguita correttamente come pianificato, e
che le
apparecchiature o il luogo di lavoro siano lasciati in condizioni di
sicurezza”
tali da consentire il proseguimento delle attività.
EU-OSHA, “Factsheet
90:
Manutenzione e SSL — Un quadro statistico” (formato PDF, 141 kB).
EU-OSHA, Report “Maintenance
and
Occupational Safety and Health: a statistical picture”, a cura di
Malgorzata Milczarek e Joanna Kosk-Bienko (formato PDF, 924 kB).
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