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Anno 11 - numero 2289 di mercoledì 25 novembre 2009
Cos’e' utile che l’RLS chieda al Medico Competente Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e il Medico Competente aziendale (MC): in che modo il rapporto fra le due figure può migliorare la sicurezza dei lavoratori? Dal bollettino “Toscana RLS”.
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Presentiamo un approfondimento sul rapporto tra Rappresentante dei Lavoratori
per la Sicurezza e Medico Competente aziendale tratto dal Bollettino dei
rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Toscana
RLS.
Il rapporto tra Rappresentante dei
Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e Medico Competente aziendale (MC).
Sostanzialmente il MC collabora al processo di Valutazione dei Rischi (VDR)
ed effettua la sorveglianza
sanitaria e gli altri compiti correlati. L’RLS rappresenta i lavoratori per
tutto quello che riguarda gli aspetti della salute e della sicurezza durante il
lavoro. La legge fa incontrare queste due figure in alcuni specifici momenti.
Il MC collabora alla valutazione dei rischi che si svolge “previa consultazione
del RLS”. Entrambi partecipano alla riunione annuale nelle aziende che occupano
più di 15 addetti.
Entrambi prendono parte alla programmazione della formazione.
Il RLS viene poi consultato sulla designazione del MC ed ha la facoltà di
chiedere informazioni circa il significato della sorveglianza sanitaria.
Al di là delle occasioni codificate è importante rilevare che la norma offre
comunque la possibilità di instaurare un costante proficuo rapporto tra queste
due figure. Lo stesso Piano Sanitario Regionale toscano ribadisce l’importanza
del coinvolgimento dei lavoratori, dei loro rappresentanti e del medico
competente negli interventi di promozione della salute in azienda e di
modifica dei comportamenti a rischio.
Già dal momento della designazione del medico competente l’RLS è in condizione
di avviare un rapporto chiedendo di essere informato sul significato della
sorveglianza sanitaria e discutendolo con il medico sulla base dell’analisi del
documento di valutazione
dei rischi. Non dimentichiamo infatti che la sorveglianza sanitaria dei
lavoratori ha una finalità ben precisa ed un ambito di svolgimento che tutela
il lavoratore da abusi.
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Questo è ancora più importante di fronte all’ampliarsi dei compiti del medico
competente a campi che sono sul confine tra la tutela della salute e sicurezza
del lavoratore ed il controllo di comportamenti a rischio (alcooldipendenza,
assunzione di sostanze stupefacenti). È importante quindi verificare che ciò
che viene fatto sia effettivamente rapportato ai rischi lavorativi presenti ed
alla mansione
effettivamente svolta, prima di tutto per essere certi di riuscire a mettere in
evidenza le situazioni particolari di rischio e di rilevare precocemente
eventuali effetti dannosi, ma anche per evitare abusi che potrebbero ledere i
diritti del lavoratore.
La sorveglianza sanitaria non è un controllo generico dello stato di salute; è,
invece, precisamente finalizzata a stabilire se quel soggetto può svolgere quel
determinato lavoro senza correre rischi per la sua salute ed a rilevare entità
ed eventuali effetti precoci di determinate esposizioni. L’RLS può segnalare
situazioni di disagio che possono ricorrere a più persone, contribuendo a mettere
in evidenza problemi che potrebbero altrimenti passare inosservati. Può
segnalare i problemi reali che possono insorgere nell’applicazione delle misure
per la riduzione dei rischi individuate dall’azienda e dai professionisti di
cui si avvale; problemi che, se non tengono nel debito conto l’impatto con la
quotidianità, la pratica del lavoro, possono rivelarsi totalmente inefficaci.
Prime tra tutte l’utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI)
che, essendo sempre un “onere” per il lavoratore, necessitano del suo
coinvolgimento convinto e dell’adesione alle sue reali esigenze, affinché siano
realmente efficaci.
Il rapporto tra il medico competente e l’RLS deve, dunque, essere basato sulla
fiducia, sul rispetto reciproco e soprattutto sulla consapevolezza
dell’importanza del ruolo che le due figure debbono svolgere a pieno affinché
gli obiettivi di salute e sicurezza possano venire realmente raggiunti.
Silvia giusti
Dipartimento di Prevenzione USL 11 Empoli
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