|
|
|
|
 |
|
Dal 1999 quotidiano di approfondimento sulla sicurezza sul lavoro per RSPP, RLS, tecnici della prevenzione, esperti 81/08, consulenti e addetti alla sicurezza. |
|
|
|
Anno 12 - numero 2327 di giovedì 04 febbraio 2010
Campi elettromagnetici: le attivita’ e le attrezzature a rischio Un documento in rete affronta le principali attività lavorative con rischi da esposizione a campi elettromagnetici. I campi elettrici e magnetici negli ambienti industriali e ospedalieri, gli apparati di telecomunicazione e i livelli di esposizione.
google_ad_client
Dopo una breve introduzione il documento entra subito nel dettaglio dei rischi.
Riportiamo in sintesi alcuni degli argomenti trattati.
---- L'articolo continua dopo la pubblicità ----

Campi elettrici e magnetici ELF
(radiazioni a frequenze estremamente basse) negli ambienti industriali
Il documento ricorda che la frequenza di 50 Hz (60 Hz nel Nord America) è
“universalmente impiegata per il trasporto e l’impiego dell’energia
elettrica” e che “ogni linea elettrica aerea o interrata, cablaggio, barra
di trasmissione, cavo, costituisce una sorgente di dispersione nell’ambiente
circostante”.
In particolare “al di sotto di una linea a 380 kV il campo elettrico può
raggiungere e superare i 5 kV/m e l’induzione magnetica qualche decina di
μTesla”.
Ricordiamo, a questo proposito, che l’unità di misura del campo elettrico più
comunemente impiegata è il Volt/metro (V/m), mentre quella del campo magnetico
è l’Ampère/metro, anche se per comodità si misura il flusso di induzione magnetica
che si esprime in Tesla e nei suoi sottomultipli, come il microtesla μT e il millitesla
mT.
Quali sono i rischi degli addetti alle
centrali elettriche?
La loro esposizione è stata stimata “attorno a 40 μTesla come valore medio, con
picchi sensibilmente più elevati, specie per gli addetti alla manutenzione
delle linee”.
Inoltre “nell’industria per la produzione di grandi elettrodi per archi
voltaici nel processo di ‘grafitazione’ degli elettrodi sono stati riscontrati
dei livelli
di induzione magnetica a 50 Hz tra 1 e 10 mTesla, in postazioni di lavoro
lontane dal processo ma interessate dai cablaggi di alimentazione”.
Qualunque “apparecchiatura alimentata
con correnti elevate costituisce una potenziale sorgente”. Ad esempio esposizioni significative sono
riscontrabili “nei processi di smerigliatura a mano (tra 100 e 600 μTesla)”.
Altri lavoratori che possono “risultare esposti con continuità a campi
magnetici tra 100 μTesla e 10 mTesla con picchi superiori ai 100 mTesla”
sono quelli impiegati “nei vari tipi di forni elettrici e nelle fonderie
(fusione e trattamento dell’acciaio e altri metalli)”, specialmente nell’ambito
della saldatura.
Riscaldatori industriali a
radiofrequenza e microonde
In Italia il numero di riscaldatori è nell’ordine delle decine di migliaia,
“tradizionalmente suddivisi in tre categorie secondo il principio e le modalità
di funzionamento:
- a perdite dielettriche;
- a induzione magnetica;
- a microonde.
In particolare i riscaldatori a
microonde, che vengono impiegati per la “disinfestazione, precottura ed
essiccamento di prodotti alimentari”, “non costituiscono sorgenti significative
di esposizione, a meno di grave usura o deterioramento delle guarnizioni sulle
aperture”.
I riscaldatori a perdite dielettriche,
che “sono in grado di produrre calore direttamente all’interno del materiale
trattato” (industria
del legno, saldatura
e stampaggio di manufatti in plastica, industria tessile (essiccamento delle
fibre) possono produrre livelli
di esposizione significativi: “tipicamente tra 0.1 e 20 A/m per il campo
magnetico e tra 10 e 300 V/m per il campo elettrico”.
I livelli di esposizione dipendono:
- “dalla potenza;
- dal tipo e configurazione degli applicatori;
- dalle procedure di impiego;
- dalla posizione del lavoratore;
- dalla presenza di riflessioni o meno su superfici metalliche”.
Le saldatrici a induzione sfruttano
invece “intensi campi magnetici per produrre calore all’interno di metalli e
semiconduttori” e si usano “nel trattamento dei materiali metallici (saldatura,
indurimento, tempera, fusione, etc.) e nell’industria elettronica”.
Ricordando che “le potenze possono variare tre le centinaia di kW e le migliaia
di kW e la frequenza d’uso “varia dal
centinaio di kHz sino a qualche MHz”, i livelli di esposizione possono risultare
elevati “in assenza delle opportune misure di protezione e contenimento”.
In particolare per “un apparato funzionante alla frequenza di 10 kHz, alla
distanza di 1 m si possono rilevare livelli di induzione magnetica variabili
tra 30 μT e 500 μT e a 10 cm di distanza picchi fino a 5 mT”.
Campi elettrici e magnetici ELF negli
ambienti ospedalieri
Con gli apparati di magnetoterapia, prescritta per diverse sintomatologie,
abbiamo “campi dell’ordine del mTesla all’interno dei solenoidi” (componenti
degli apparati utilizzati per le applicazioni
elettromagnetiche), “di qualche decina di μTesla nel diretto intorno (fino
a un paio di metri) dagli stessi, e di qualche μTesla nei rimanenti spazi dei
locali di impiego”. Inoltre i campi magnetici sono “rilevabili anche nei locali
adiacenti, non essendo attenuati dalle strutture murarie”. Gli apparati
presenti nei reparti di terapia intensiva possono dunque “produrre esposizioni
nel personale sanitario fino a circa 20 μTesla di induzione magnetica, in una
banda che si estende fino alla decina di kHz”.
Il documento – che vi invitiamo a visionare perché più dettagliato e ricco di
immagini esplicative – affronta poi le esposizioni relative a:
- apparati per diatermia: “in
prossimità degli applicatori l’intensità del campo elettrico può raggiungere
diverse centinaia di V/m, mentre nei vari ambienti viciniori sono riscontrabili
valori fino a diverse decine di V/m, in funzione dell’orientazione degli
apparati e del materiale costruttivo dei locali”;
- elettrobisturi: possono produrre
esposizioni variabili “in funzione del tipo di apparato (monopolare o bipolare)
e della modalità di utilizzo (taglio e/o cauterizzazione) in un intervallo di
frequenza da 500 kHz a 2.4 GHz” con un “potenziale superamento dei limiti di
esposizione 2004/40/CE per le correnti indotte”.
Apparati per telecomunicazioni
Per i lavoratori “la cui mansione comporta l’ascesa su torri e tralicci,
per l’installazione o la manutenzione di sistemi radio FM o televisivi UHF” ci
possono essere esposizioni “a campi elettrici fino a 1000 V/m, e magnetici fino
a 5 A/m”.
Inoltre “esposizioni di interesse protezionistico possono riguardare anche
operatori addetti alla manutenzione di stazioni radio base GSM (900MHz - 1800
MHz) e UMTS (1900 MHz – 2200 MHz)”.
Infine riguardo ai sistemi di
trasmissione portatili a radiofrequenza si ricorda che “possibili
superamenti del SAR locale nella testa” (il SAR è il tasso di assorbimento
specifico) “possono verificarsi nel caso di sistemi TETRA montati su
autoveicoli per improprie procedure di utilizzo (frequenza di funzionamento 400
MHz e potenze di picco variabili tra 3 e 30 W)”.
“Principali
attività lavorative a rischio”, Dr.ssa Rosaria Falsaperla, ISPESL,
intervento al seminario “Rischi da campi elettromagnetici in ambiente
lavorativo” (formato PDF, 2.54 MB).
Tiziano Menduto
Commenti alla pagina.
Nessun commento attualmente presente.
Ultimi documenti inseriti nella banca dati normativa di PuntoSicuro sulla sicurezza sul lavoro. |
|
NEWSLETTER
|
Ricevi ogni giorno le principali notizie sulla sicurezza sul lavoro. Inserisci il tuo indirizzo e-mail:
|
|
|
Copyright © All Rights reserved 1999-2012 - PuntoSicuro è la testata giornalistica di
Mega Italia Media.
I contenuti degli articoli possono contenere pareri personali degli autori. Non si risponde per interpretazioni che dovessero risultare inesatte o erronee.
È la rivista ufficiale Aifos - Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro È sito segnalato dai servizi di documentazione INAIL e ISPESL come fonte di informazioni di particolare interesse/attualità.
Registrazione presso il Tribunale di Brescia, n. 56/2000 del 14.11.2000 - Iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione n. 16562 Direttore responsabile: Luigi Meroni. Redazione: Pietro de' Castiglioni, Federica Gozzini, Tiziano Menduto (contattaci) - Privacy Policy
Unsubscribe: per cancellarsi dalla newsletter PuntoSicuro cliccare qui, per modificare l'e-mail di iscrizione alla newsletter cliccare qui
Mega Italia Media srl, via Roncadelle 70A, Castel Mella (BS), C.F./P.IVA 03556360174, Tel. 0305531825 produce corsi multimediali e in e-learning per la formazione su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Realizzato con il content management system DynDevice WCMS |
|
|
|